25 aprile
San Giovanni Battista Piamarta
Sacerdote e fondatore
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione
Giovanni Battista Piamarta nacque a Brescia il 26 novembre 1841 da Giuseppe Piamarta e Regina Ferrari. I genitori di Giovanni Battista Piamarta erano di umili condizioni sociali, e il padre lavorava come barbiere. Il giorno dopo la nascita, il 27 novembre 1841, Giovanni Battista Piamarta ricevette il Battesimo nella chiesa parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita. Nella medesima chiesa parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita Giovanni Battista Piamarta si accostò anche alla Prima Comunione e fu cresimato. L'adolescenza di Giovanni Battista Piamarta fu alquanto difficile. Giovanni Battista Piamarta perse la madre all'età di nove anni, e in seguito perse una sorella maggiore e un fratello. Dopo i lutti familiari, Giovanni Battista Piamarta rimase da solo con il fratello minore e con il padre. Purtroppo il padre di Giovanni Battista Piamarta si dava spesso al bere. Ciononostante, Giovanni Battista Piamarta riuscì ad avere una solida formazione frequentando la parrocchia e l'oratorio di San Tommaso. Tramite il nonno materno, terminata la scuola, Giovanni Battista Piamarta trovò un impiego presso il materassaio Girolamo Zanolini. Il materassaio Girolamo Zanolini considerò Giovanni Battista Piamarta come uno di famiglia. Notando un deperimento fisico in Giovanni Battista Piamarta, Girolamo Zanolini lo mandò in vacanza a Vallio. Vallio era un paese vicino, e a Vallio Giovanni conobbe il parroco don Pancrazio Pezzana. Don Pancrazio Pezzana fu per Giovanni come un secondo padre. Fu proprio don Pancrazio Pezzana a concedere a Giovanni di entrare nel seminario diocesano a partire dalla seconda classe di Filosofia. Durante il cammino di preparazione al sacerdozio, Giovanni Battista Piamarta ebbe difficoltà negli studi a causa di problemi di salute unicamente nell'ultimo anno. Superate le prove, Giovanni Battista Piamarta fu ordinato sacerdote il 23 dicembre 1865.
I primi anni di ministero a Carzago, Bedizzole e Brescia
Giovanni Battista Piamarta iniziò il suo ministero sacerdotale a Carzago Riviera. A Carzago Riviera Giovanni Battista Piamarta incentivò particolarmente l'istruzione catechistica. Tre anni dopo l'inizio del ministero, Giovanni Battista Piamarta fu trasferito a Bedizzole. A Bedizzole era stato trasferito anche don Pancrazio Pezzana. Nel 1870 Giovanni Battista Piamarta seguì nuovamente don Pancrazio Pezzana passando alla chiesa prepositurale di Sant'Alessandro nel centro di Brescia. Alla chiesa prepositurale di Sant'Alessandro Giovanni Battista Piamarta fondò un oratorio maschile. Don Giovanni trascorse tredici anni di fecondo apostolato fra la gioventù bresciana nella chiesa di Sant'Alessandro. Presso l'oratorio di Sant'Alessandro don Giovanni colse risultati ammirabili e si guadagnò il rispetto dei suoi ragazzi. In quegli anni la città di Brescia andava incontro alla rivoluzione industriale, e la città di Brescia viveva un notevole dissidio tra la società civile e quella religiosa. Don Giovanni si domandava come poter creare qualcosa di nuovo per la formazione dei giovani, specie di quanti rischiavano di perdere la fede arrivando in città per cercare lavoro. Per affrontare questa sfida, don Giovanni chiese aiuto a un amico sacerdote, Pietro Capretti. Pietro Capretti aveva fondato un seminario per chierici poveri nei pressi della chiesa di San Cristo. La città di Brescia aveva già conosciuto l'iniziativa del canonico Lodovico Pavoni nel settore dell'educazione professionale e non solo. Il canonico Lodovico Pavoni aveva fondato l'oratorio di San Barnaba e la prima scuola grafica d'Italia. Per continuare la sua opera, Lodovico Pavoni aveva fondato i Figli di Maria, poi Figli di Maria Immacolata. Il nucleo dei Figli di Maria fu scelto tra i primi collaboratori di Lodovico Pavoni. Alla morte del fondatore Lodovico Pavoni, ora Santo, la nascente congregazione fu travolta da dolorosi avvenimenti. La congregazione di Lodovico Pavoni subì la soppressione degli ordini religiosi e aveva dovuto lasciare la città. Don Giovanni aveva in mente qualcosa di più vicino alla situazione contemporanea.
La fondazione dell'Istituto Artigianelli e della colonia agricola
Nel 1883 don Giovanni fu incaricato di reggere la parrocchia di Pavone Mella come arciprete. Pavone Mella si trova nella Bassa bresciana. I fedeli di Pavone Mella erano da tempo trascurati e abituati a ogni sorta di abusi. Don Giovanni riuscì a conquistare i fedeli di Pavone Mella tramite la sua predicazione appassionata e radicata nella Parola di Dio. Nel frattempo, don Giovanni faceva sempre più spesso la spola tra Pavone e Brescia, finché don Giovanni si trasferì definitivamente a Brescia per dare compimento alla sua opera. L'inizio ufficiale dell'Istituto Artigianelli avvenne il 3 dicembre 1886. L'Istituto Artigianelli fu messo sotto la protezione di san Filippo Neri e san Luigi Gonzaga. La Messa di inizio dell'Istituto Artigianelli fu celebrata da don Giovanni nella cappella del Sacro Cuore della chiesa del seminario di San Cristo. Alla Messa di inaugurazione dell'Istituto Artigianelli assistettero i primi quattro ragazzi e due chierici. La sera stessa dell'inaugurazione uno dei ragazzi si accorse che don Giovanni non aveva da mangiare e gli chiese se mangiasse. Da quel giorno tutti chiamarono don Giovanni con l'appellativo di Padre. Il 1° febbraio 1887 don Giovanni rinunciò ufficialmente alla parrocchia di Pavone Mella. Poco più di un anno dopo l'inaugurazione dell'Istituto, il vescovo monsignor Corna Pellegrini mandò a chiamare padre Piamarta. Il vescovo monsignor Corna Pellegrini aveva considerato l'opera degli Artigianelli poco sicura e ne decretava la chiusura. Padre Piamarta ascoltò in silenzio il suo superiore. Padre Piamarta dichiarò con decisione di voler continuare l'opera dicendo di voler morire lì in mezzo ai suoi giovani. Il vescovo, sorpreso, disse soltanto di andare e che Dio lo assistesse. In seguito fu comprato un terreno sul Colle di Santa Giulia. Sul Colle di Santa Giulia furono riadattate alla meglio due umili casette. A partire dal 1888 la crescita degli Artigianelli non si fermò più, e negli anni successivi al 1888 si moltiplicarono i fabbricati e i laboratori degli Artigianelli. I giovani dell'Istituto Artigianelli ricevetero una preparazione tecnica supportata dalla perfezione dei macchinari e dalla competenza degli istruttori. Il fondatore si rese conto dei problemi nel campo agricolo acuiti dalla crisi dei nuovi sistemi di coltivazione più razionali e scientifici. I vecchi metodi di coltivazione facevano abbandonare i campi a molti giovani. Padre Piamarta incontrò il sacerdote Giovanni Bonsignori che patrocinò la fondazione di una Scuola Pratica di Agraria. La Scuola Pratica di Agraria fu fondata per l'applicazione di metodi razionali e la rivalutazione economica del settore agricolo. Nel febbraio 1895 padre Piamarta acquistò a Remedello Sopra, in provincia di Brescia, un podere di circa 140 ettari con edifici. Don Giovanni Bonsignori iniziò il suo lavoro nel novembre del 1895. Nel 1896 uscì il primo numero del giornale La Famiglia Agricola per illustrare l'opera. La vitalità dell'istituzione fu apprezzata dal gran pubblico nel 1896 in occasione del decennale della fondazione. Nel 1884 padre Piamarta aveva dato vita alla Tipografia Queriniana intitolata al cardinale Angelo Maria Querini. La Tipografia Queriniana era ed è una casa editrice specializzata in studi biblici e teologici.
La Pia Società della Sacra Famiglia e le opere consorelle
Padre Piamarta iniziò a preoccuparsi della continuità futura della sua Opera. Padre Piamarta tralasciò il progetto di ridare vita a Brescia ai Figli di Maria di san Lodovico Pavoni. Padre Piamarta rifiutò l'invito del Beato don Michele Rua di unire la sua opera ai Salesiani. Padre Piamarta ideò una famiglia religiosa composta da sacerdoti, laici e donne ausiliatrici per l'educazione e l'istruzione professionale dei giovani. La struttura non fu voluta come Congregazione ma come Pia Società senza voti ufficiali per evitare lo scioglimento da parte dell'autorità civile. Padre Piamarta scrisse le Costituzioni della Pia Società, approvate dall'autorità diocesana il 25 maggio 1902. Il 25 maggio 1902 il primo gruppo di sacerdoti, chierici e fratelli emise la formula di consacrazione nelle mani del vescovo. Le donne ausiliatrici erano presenti già dal 1900 per occuparsi di cucina e guardaroba dell'Istituto. Elisa Baldo, giovane vedova di Gavardo e diretta spiritualmente da padre Piamarta, aveva aperto a Gavardo una casa per inferme e fanciulle povere. Padre Piamarta propose più volte una fusione tra il gruppo di Elisa Baldo e quello di Brescia. La fusione tra i due gruppi avvenne l'11 marzo 1911. Il 15 marzo 1911 padre Piamarta consegnò il Crocifisso a Elisa Baldo e ad altre otto sorelle nella chiesa dell'Istituto Artigianelli di Brescia. L'atto del 15 marzo 1911 fu un atto di oblazione e non una consacrazione vera e propria. Le suore presero come Superiore Generale quello della Pia Società, e le suore assunsero il nome di Povere Serve del Signore della Pia Società della Sacra Famiglia di Nazareth. Il 2 settembre 1910 padre Giovanni Piamarta attribuì tutte le proprietà alla Società Anonima Agricola Industriale Bresciana per dare sistemazione amministrativa all'Opera. L'11 gennaio 1910 padre Piamarta, all'età di 69 anni, subì un primo attacco che lo lasciò paralizzato per tre giorni. Dopo il primo attacco iniziò ad avvertire l'ansia di sistemare tutte le situazioni preparandosi al distacco dalle cose del mondo. L'8 aprile 1913 un secondo attacco colpì padre Piamarta nella colonia agricola di Remedello mentre esaminava un progetto di ampliamento. Padre Giovanni Piamarta morì il 25 aprile 1913 a Remedello Sopra. La salma fu trasportata a Brescia, ricevette solenni funerali e fu tumulata nel cimitero Vantiniano nella cappella della famiglia Capretti. Nel 1926 la salma fu traslata nella chiesa dell'Istituto Artigianelli intitolata a san Filippo Neri. Giovanni Piamarta nacque a Brescia il 26 novembre 1841 e morì a Remedello Sopra il 25 aprile 1913. Egli fondò l'Istituto Artigianelli di Brescia tra grandi difficoltà nel villaggio di Remedello in provincia di Brescia, fondò inoltre una colonia agricola vicina all'istituto per fornire ai giovani formazione religiosa e apprendimento di un mestiere, e diede vita alla Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth.
Il cammino verso gli altari e i miracoli
Nel 1943, a trent'anni dalla scomparsa, la Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth presentò istanza al vescovo di Brescia monsignor Giacinto Tredici per il processo di beatificazione. L'inchiesta diocesana si svolse dal 6 maggio 1943 al 17 luglio 1948 con un supplemento procedurale nel 1958. Il 29 marzo 1963 il Papa san Giovanni XXIII introdusse il processo apostolico. La Positio super virtutibus fu consegnata alla Congregazione delle Cause dei Santi alla fine del 1982. Il 14 gennaio 1986 si è tenuta la riunione dei consultori teologi con risultati positivi sulla causa di padre Giovanni Battista Piamarta. Il 4 marzo 1986 i cardinali e vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi si sono riuniti con esito positivo, e il 22 marzo 1986 è stata autorizzata la promulgazione del decreto per dichiarare Venerabile padre Giovanni Battista Piamarta. Bruno Cocchetti fu vittima di un incidente stradale il 14 febbraio 1988. Bruno Cocchetti era un ragazzo undicenne all'epoca dell'incidente. A seguito dell'incidente stradale, Bruno Cocchetti riportò un trauma cranico con lesioni frontoparientali multiple, coma profondo di 5° grado e stato di shock. Bruno Cocchetti si riprese senza ulteriori conseguenze grazie alle fervide preghiere rivolte al Venerabile padre Piamarta. La Consulta medica della Congregazione delle Cause dei Santi si pronunciò favorevolmente sull'inspiegabilità scientifica della guarigione di Bruno Cocchetti il 27 giugno 1996. Il 6 dicembre 1996 i consultori teologi espressero conclusioni positive sulla guarigione. Il 4 marzo 1997 i cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi espressero parere positivo. L'8 aprile 1997 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che definiva la guarigione di Bruno Cocchetti inspiegabile, completa, duratura e ottenuta per intercessione di padre Piamarta. La beatificazione di padre Piamarta si è svolta in piazza San Pietro a Roma il 12 ottobre 1997. La memoria liturgica del Beato fu fissata al 26 aprile, giorno successivo alla sua nascita al Cielo. Per quanto riguarda il secondo miracolo, Estêvão Figueiredo De Paula Pessoa era un pensionato di 67 anni residente a Fortaleza in Brasile. Il 23 settembre 2003 Estêvão ingerì una lisca di pesce, accusando febbre alta e dolori al petto. A Estêvão fu riscontrata una mediastinite purulenta causata dalla perforazione dell'esofago prodotta dalla lisca di pesce. Estêvão fu sottoposto due volte a chirurgia toracica, e a Estêvão venne asportato tutto l'intestino crasso a causa di una voluminosa emorragia digestiva. Dopo altri interventi, Estêvão sembrava ormai in fin di vita ed entrò in coma. Una coppia di amici regalò alla moglie di Estêvão un'immagine di padre Piamarta promettendo preghiere. A Estêvão fu somministrato un nuovo farmaco per la setticemia con gravi controindicazioni, poi sospeso per l'insorgere di emorragie. Amici e conoscenti continuarono a richiedere l'intercessione del Beato mentre il paziente migliorava lentamente dal 22 dicembre. Estêvão aveva una grave insufficienza renale che si risolse senza cure nel giro di due mesi. L'inchiesta diocesana sul secondo miracolo fu aperta il 15 giugno 2005, conclusa il 7 febbraio 2006 e convalidata il 10 novembre 2006. Il 20 dicembre 2007 la Consulta medica dichiarò l'accaduto inspiegabile scientificamente. Il 2 luglio 2011 i consultori teologi pronunciarono un parere positivo sul secondo miracolo. Il 18 ottobre 2011 i cardinali e vescovi della Congregazione confermarono il parere positivo. Il 19 dicembre 2011 papa Benedetto XVI promulgò il decreto che dichiarava Estêvão Figueiredo De Paula Pessoa miracolato per intercessione del Beato Giovanni Battista Piamarta. Papa Benedetto XVI ha presieduto l'Eucaristia con il rito di canonizzazione il 21 ottobre 2012 in piazza San Pietro a Roma.
La fioritura dell'opera dopo il transito
Dopo la morte di san Giovanni Battista Piamarta, i collaboratori della Pia Società della Sacra Famiglia continuarono la sua opera. Furono aperte nuove comunità a Siena, Latina, Roma e Milano. Nel 1939 la Pia Società cambiò nome e tipologia con l'approvazione pontificia, diventando la Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth. L'espansione all'estero iniziò nel 1957 con la missione in Brasile. I padri Piamartini sono oggi diffusi anche in Cile, Angola e Mozambico. Le suore Povere Serve del Signore della Pia Società della Sacra Famiglia di Nazareth ebbero vita autonoma dal 1917, restando legate al ramo maschile. Nel 1924 mutarono denominazione in Umili Serve del Signore. Madre Elisa Baldo, cofondatrice delle suore, è Venerabile dal 2015. Il Movimento Secolare Piamartino si ispira ai principi e agli insegnamenti di padre Piamarta, perpetuandone il carisma nella Chiesa.
Il cammino sacerdotale
Il percorso di San Giovanni Battista Piamarta ebbe inizio nella sua città natale, Brescia, dove nacque nel 1841. Dopo aver risposto con generosità alla vocazione divina, fu ordinato sacerdote il ventitré dicembre 1865, dando avvio a un ministero che avrebbe segnato profondamente il territorio bresciano. La sua azione pastorale si distinse subito per una particolare sensibilità verso le sofferenze e i bisogni del suo tempo, spingendolo a cercare risposte pratiche ed efficaci per i giovani che si affacciavano alla vita lavorativa.
La sua attività si concretizzò in opere di grande lungimiranza, pensate per offrire un futuro solido ai ragazzi meno fortunati. Nel 1884, a Brescia, promosse la fondazione della Tipografia Queriniana, un luogo dove la cultura e l'arte tipografica divennero veicoli di formazione. Due anni dopo, nel 1886, diede vita all'Istituto Artigianelli, una realtà destinata ad accogliere e formare artigiani capaci, radicati nei valori cristiani. Il suo sguardo, attento anche al mondo rurale, lo portò nel 1895 a fondare la Scuola Pratica di Agraria a Remedello, offrendo così strumenti di progresso anche al mondo contadino. La sua visione si completò nel 1902 con l'istituzione della Pia Società della Sacra Famiglia, una famiglia religiosa chiamata a custodire e proseguire il suo carisma di educatore e formatore. San Giovanni Battista Piamarta concluse la sua esistenza terrena a Remedello Sopra, nel 1913, lasciando dietro di sé il profumo di una santità che si è fatta opera, istruzione e carità operosa per il bene del prossimo.
Il ricordo nella Chiesa
La figura di San Giovanni Battista Piamarta è stata pienamente riconosciuta dalla Chiesa universale nel 2012, quando Papa Benedetto sedicesimo lo ha elevato agli onori degli altari, confermando la santità di una vita spesa per il prossimo. Il suo culto, vivo nelle comunità dove ha operato, come Brescia, Pavone Mella e Remedello, trova il suo culmine nella celebrazione liturgica che la Chiesa dedica alla sua memoria.
Ricordare San Giovanni Battista Piamarta significa oggi celebrare un uomo che ha saputo ascoltare il grido dei poveri e trasformarlo in una risposta di dignità e lavoro. La sua memoria liturgica, fissata al ventisei aprile, invita i fedeli a riflettere sulla fecondità della fede quando essa si traduce in impegno educativo e sociale. In un tempo che chiede ancora oggi maestri di vita e di mestiere, il santo bresciano rimane un intercessore potente presso Dio, in particolare per coloro che si dedicano alla formazione e alla crescita delle nuove generazioni, ricordandoci che ogni opera, se compiuta con rettitudine e amore, è una via verso il Regno dei Cieli.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giovanni Battista Piamarta?
La memoria liturgica si celebra il 26 aprile, giorno successivo alla sua nascita al Cielo.
Nel villaggio di Remedello in provincia di Brescia, beato Giovanni Piamarta, sacerdote, che tra grandi difficoltà fondò l’Istituto Artigianelli di Brescia e nelle vicinanze di una colonia agricola allo scopo di fornire ai giovani una formazione religiosa insieme all’apprendimento di un mestiere diede vita alla Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth. — Martirologio Romano