25 aprile
Beato Benedetto XII (Jacques Fournier)
Papa
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la formazione monastica
Il suo nome di battesimo era Giacomo Fournier. Egli nacque nel tredicesimo secolo a Saverdun, nella diocesi di Pamiers. Suo padre era un mugnaio. Sua madre proveniva da una famiglia umile. Egli entrò in età giovanissima nell'abbazia cistercense di Boulbonne. Proseguì i suoi studi a Parigi nel collegio dei Bernardini. A Parigi si laureò in teologia. In seguito si trasferì nell'abbazia di Font-Froide. Nel millenne trecentoundici divenne abate dell'abbazia di Font-Froide.
L'episcopato e la promozione al cardinalato
Sei anni più tardi fu nominato vescovo di Pamiers. Nel millenne trecentoventisei fu nominato vescovo di Mirepoix. Nelle diocesi di Pamiers e Mirepoix dimostrò grande zelo contro gli Albigesi e i Valdesi. Il diciotto dicembre millenne trecentoventisette fu elevato al cardinalato da papa Giovanni XXII, il quale regnò dal millenne trecentosedici al millenne trecentotrentaquattro. Papa Giovanni XXII morì ad Avignone il venti dicembre millenne trecentotrentaquattro. Alla morte di Giovanni XXII, i cardinali presenti ad Avignone elessero Giacomo Fournier come suo successore.
Il pontificato e le riforme della Chiesa
Egli fu incoronato papa l'otto gennaio millenne trecentotrentacinque nella chiesa dei Domenicani. Egli è il terzo papa del periodo avignonese. Durante il suo pontificato brillò per sapienza, santità di vita e fortezza nel governo della Chiesa. Mantenne costumi austeri. Si adoperò per eliminare gli abusi della corte pontificia. Obbligò i vescovi a risiedere nelle diocesi affidate alla loro cura d'anime. Vietò il cumulo dei benefici ecclesiastici. Soppresse i privilegi concessi dai suoi predecessori. Impose regole rigorose ai monaci rilassati. Riformò gli Ordini Benedettino, Francescano e Domenicano.
La lotta contro i Fraticelli e le decisioni dottrinali
Condannò il movimento dei Fraticelli. I Fraticelli erano stati dichiarati eretici da papa Giovanni XXII nel millenne trecentodiciassette. I Fraticelli erano religiosi dell'Ordine Francescano sostenitori di un rigido rispetto della Regola della povertà assoluta, riuniti in una setta eterodossa e scismatica. I Fraticelli si collegavano al movimento degli Spirituali. Il movimento degli Spirituali fu inizialmente autorizzato da papa Celestino V nel millenne duecentonovantaquattro. Il privilegio degli Spirituali fu soppresso nel millenne duecentonovantacinque da papa Bonifacio VIII. L'estremismo dei Fraticelli li portò a dichiarare eretici e decaduti sia papa Giovanni XXII sia i vescovi che lo appoggiavano. Alcuni gruppi di Fraticelli proclamarono un proprio papa e propri vescovi. Al di fuori dell'Italia, i Fraticelli presero la forma dei movimenti laicali dei bizzochi o beghini. Papa Benedetto XII definì, a seguito delle discussioni dell'epoca sulla visione beatifica di Dio, che le anime dei bambini battezzati e dei giusti sono ammesse immediatamente alla visione dell'Eterno.
Il governo dello Stato e i rapporti politici
In qualità di sovrano dello Stato Pontificio, assoggettò la città di Bologna. Mantenne buoni rapporti con i principi d'Europa, tra cui Filippo VI, re di Francia. Filippo VI lo obbligò a vivere in Francia. Gli viene rimproverato di aver fatto costruire il palazzo pontificio ad Avignone, rendendo più problematico un futuro ritorno a Roma. Le turbolenze presenti nella Città Capitolina rendevano inopportuno il ritorno del papa. Il tentativo di trasferire la Curia papale almeno nell'Italia Settentrionale risultò inattuabile. Fece rifare i tetti della Basilica di San Pietro. Riordinò il governo civile di Roma.
Il rigore morale e la morte
Fu contrario al nepotismo e non favorì i suoi parenti. Suo nipote Giovanni di Cardone, stimato da tutti, fu l'unico promosso, diventando vescovo di Arles nel millenne trecentoquarantuno. A causa della sua austerità si fece molti nemici che lo denigrarono con contumelie scritte. Le critiche non fecero diminuire lo zelo di Benedetto XII. Nella sua vita privata riprese a indossare le vesti monastiche cistercensi e a osservare il regime del chiostro. Morì ad Avignone il ventisette aprile millenne trecentoquarantadue, dopo un pontificato intenso durato sette anni. Fu sepolto nella cattedrale di Avignone.
Il culto e la memoria liturgica
Presso i Cistercensi ha avuto un culto come beato sin dal secolo quindicesimo. L'agiografo Saussay lo colloca al venticinque aprile nel suo Martyrologium Gallicanum. La Bibliotheca Sanctorum lo cataloga come beato, sebbene non risulti un culto ufficiale. Egli va considerato una venerabile figura di testimone della fede del suo tempo.
Il cammino e il magistero
Il percorso di Jacques Fournier, divenuto poi Papa Benedetto XII, si è dipanato attraverso i luoghi significativi della Francia medievale, da Saverdun fino alle cattedre di teologia di Parigi. La sua formazione cistercense, radicata nell'abbazia di Boulbonne, ha impresso al suo spirito un rigore che lo ha accompagnato lungo tutto il suo ministero, prima come abate di Font-Froide e successivamente nelle sue responsabilità pastorali a Pamiers e Mirepoix. Il suo elevato profilo intellettuale e la sua dirittura morale lo condussero, dopo un periodo di intenso servizio, alla cattedra di Pietro.
Divenuto Papa, il suo governo fu segnato da un instancabile desiderio di purificazione della Chiesa. Egli non si limitò all'amministrazione, ma intervenne con fermezza per riformare gli ordini religiosi, cercando di ricondurli alla loro originaria osservanza e dignità. La sua attenzione non risparmiò la corte pontificia, contro i cui abusi egli si oppose con coraggio, anteponendo sempre il bene comune della cristianità alle logiche di potere. In un'epoca complessa, Benedetto XII seppe coniugare l'autorità del suo ufficio con una profonda umiltà di studioso, lasciando un'impronta indelebile nella storia. Il suo impegno dottrinale sulla visione beatifica non fu soltanto una questione accademica, ma una risposta luminosa alla fede dei credenti, desiderosi di comprendere il destino eterno dei giusti. La sua morte, avvenuta ad Avignone, segnò la fine di un pontificato che, pur lontano dalle sedi romane, mantenne sempre lo sguardo rivolto verso l'essenziale del Vangelo e la santità del popolo di Dio.
Il ricordo e la memoria
Sebbene il culto del Beato Benedetto XII non sia stato ufficialmente sancito dal magistero universale, la sua figura vive nel cuore della tradizione cistercense. I monaci, che riconoscono in lui un illustre confratello salito al soglio pontificio, ne celebrano la memoria il venticinque aprile, anniversario del suo ritorno alla casa del Padre. Questo legame profondo testimonia come la santità, anche quando non viene proclamata solennemente, possa continuare a irradiare luce attraverso la testimonianza di una vita spesa per la verità e per la disciplina spirituale.
La memoria di questo Papa è un invito a riscoprire il valore della coerenza e del dovere. Egli non cercò onori umani, ma si dedicò, con la pazienza del monaco e la sapienza del teologo, a costruire una Chiesa più aderente alla volontà di Dio. Coloro che oggi richiamano la sua figura trovano in essa un esempio di equilibrio e di rigore morale, elementi necessari in ogni tempo per mantenere salda la fede. La commemorazione locale presso i monasteri cistercensi rimane un segno tangibile di gratitudine verso un uomo che, pur nella solitudine del potere, non smise mai di sentirsi un servitore della Parola e un custode dei tesori spirituali affidati alla Chiesa.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Benedetto XII?
La sua memoria si celebra il venticinque aprile secondo l'agiografo Saussay nel suo Martyrologium Gallicanum.