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5 novembre

San Marco di Troia

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e le prime testimonianze storiche

La figura di San Marco affonda le sue radici nel quarto secolo, periodo a cui la tradizione riferisce la sua esistenza e il suo ministero. L'illustre agiografo Delehaye, nello studio pubblicato negli Acta Sanctorum di novembre, ha affermato che diversi documenti agiografici menzionano un vescovo di nome Marco legato alla chiesa di Aeca, per averla guidata, per esservi cresciuto o per esservi stato venerato. Il Martirologio Geronimiano commemora il cinque novembre un vescovo di nome Marco venerato nella città pugliese di Aeca, situata dove oggi sorge Troia, pur senza specificare la sede della sua cattedra. Dalle accurate indagini di Delehaye emerge tuttavia che non è giunta fino a noi alcuna notizia storicamente attendibile sulle gesta di San Marco di Aeca. Lo studioso afferma inoltre di non poter garantire che Marco sia stato il primissimo vescovo della chiesa di Aeca, pur rimanendo il primo in assoluto ad essere attestato nei documenti storici autentici.

La tradizione dei martiri e le fonti agiografiche

Una leggenda redatta nella seconda metà dell'ottavo secolo narra che Marco, vescovo di Aeca, sottrasse di notte assieme ai suoi chierici le salme dei santi martiri Donato e Felice. Tali martiri erano stati giustiziati per la loro fede a Sentianum il primo settembre, sotto il regno dell'imperatore Massimiano, vissuto tra il duecentottantasei e il trecentocinque. Il vescovo Marco seppellì i corpi dei martiri Donato e Felice nel proprio cimitero. A prescindere dall'attendibilità di questo racconto, l'autore dell'ottavo secolo fa chiaro riferimento a un antico vescovo di Aeca che era già oggetto di profonda venerazione al suo tempo. Un'ulteriore e diversa testimonianza si trova in una Vita di San Castrense, la quale narra che dodici vescovi provenienti dall'Africa furono abbandonati su una nave fatiscente durante le persecuzioni dei Vandali nel quinto secolo. La nave dei vescovi africani giunse felicemente sulle coste della Campania, dove i presuli si dispersero. Tra i dodici vescovi africani citati in quella narrazione figura proprio un Marco. L'autore della Vita di San Castrense, pur scrivendo un testo tardivo e privo di valore storico, non inventò il nome di Marco ma lo riprese direttamente dalle comunità ecclesiali pugliesi.

L'evoluzione del culto e la diffusione nel meridione

Nel corso dei secoli successivi, la memoria del santo ha subito diverse trasformazioni e riletture. Una Vita redatta molti secoli dopo trasformò il vescovo di Aeca in un vescovo della città di Lucera. Questa Vita tardiva fissò la data di morte del santo al sette ottobre e stabilì la sua memoria liturgica al quattordici giugno. La medesima Vita tardiva mantenne comunque la memoria della tradizione originaria, indicando la città di Aeca come luogo di nascita di Marco. La venerazione per San Marco si diffuse progressivamente in tutta l'Italia meridionale, dove il santo veniva ricordato in date differenti a seconda delle consuetudini locali. In base a un'ipotesi tipica dell'epoca medievale, si credette erroneamente che Marco fosse stato vescovo anche di Frigento, Benevento, Napoli e Atina. La figura di Marco fu inoltre venerata nel territorio dei Marsi, dove fu parimenti considerato un vescovo locale. Il Martirologio ufficiale commemora oggi San Marco in Puglia come vescovo di Troia.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Marco di Troia?

Il santo è commemorato il cinque novembre nel Martirologio Geronimiano e come vescovo di Troia. Viene inoltre festeggiato il quattordici giugno e il sette ottobre secondo fonti agiografiche più tarde.

Dove è nato e vissuto San Marco?

San Marco è nato ad Aeca, antica città pugliese situata dove oggi sorge Troia, sede nella quale ha svolto il suo ministero episcopale.

In Puglia, san Marco, vescovo di Troia. — Martirologio Romano