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12 ottobre

San Massimiliano di Celeia

Arcivescovo di Lorch

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le testimonianze storiche e le reliquie

All'inizio del secolo ottavo, il vescovo Ruperto di Salisburgo fondò una cappella sulla tomba di un certo Massimiliano, e la fondazione di questa cappella avvenne a Bischofshofen nel Pongau, a sud di Salisburgo. La morte di Ruperto di Salisburgo avvenne intorno al settecento venti. Questa fondazione costituisce l'unica sicura notizia storica sul santo e lascia supporre che il santo fosse già venerato dai romani viventi nel Pongau prima dell'arrivo di Ruperto, facendo ipotizzare che il santo potrebbe essere vissuto fra i romani del Pongau come missionario. Un documento ricorda che il re Carlomanno fece dare sepoltura ai corpi di un confessore Massimiliano e di una martire Felicita, la cui sepoltura avvenne nell'ottocento settantotto nella chiesa fondata da Carlomanno ad Altötting. La morte del re Carlomanno avvenne nell'ottocento ottanta, mentre Felicita morì a Roma. Zibermayr suppone che il re sia entrato in possesso delle reliquie dei due santi in Italia nell'ottocento settantasette. Zibermayr respinge l'opinione diffusa che Massimiliano di Bischofshofen e l'omonimo di Altötting siano la stessa persona. Dopo il novecentosettantasei il vescovo Pilgrimo di Passau fece trasportare nella sua sede le reliquie del santo di Altötting, e le reliquie furono seppellite accanto a quelle del vescovo Valentino. Le reliquie del santo di Altötting sono andate perdute sin dal millesecentoshessantadue. In un documento del novecentottantacinque Massimiliano è ancora definito confessore, mentre un Messale di Frisinga del novecentonovanta circa designa Massimiliano come martire. Un Messale di Salisburgo dell'undicesimo secolo definisce Massimiliano per la prima volta come vescovo. Le indicazioni dei documenti sono tuttavia troppo scarse e tarde per trarre conclusioni sulla vita, la condizione e la morte del santo.

La tradizione agiografica e la memoria liturgica

Pilgrimo si faceva passare per successore degli arcivescovi di Lorch, e l'obiettivo di Pilgrimo era dare lustro al vescovado di Passau con una lunga storia e un più elevato rango. La tendenza di nobilitare la storia appare nella Storia dei vescovi di Passau, la cui composizione avvenne poco prima del milletrecento. La Storia dei vescovi di Passau retrocede di parecchio tempo le origini della Chiesa di Lorch e fa di Massimiliano il suo primo arcivescovo. Nello stesso periodo si formò la Vita Maximiliani. Secondo la Vita Maximiliani il santo era originario di Celeia, oggi Cilje in Jugoslavia. La Vita Maximiliani afferma che Massimiliano aveva ricevuto l'incarico di evangelizzare la Pannonia dal papa Sisto secondo, il cui pontificato risale agli anni 257-258. Secondo la stessa Vita, Massimiliano era in seguito divenuto arcivescovo di Lauriacum, capitale del Norico, identificata con Lorch a sud-est di Linz. La Vita colloca la morte martire di Massimiliano nel 281 a Celeia. La Vita Maximiliani fu scritta mille anni dopo la morte di Massimiliano e non ha alcun valore storico. Massimiliano è considerato l'apostolo del Norico. Massimiliano è patrono dei vescovadi di Passau insieme a san Valentino. Massimiliano è stato patrono del vescovado di Linz fino al 1962. Massimiliano è molto probabilmente lo stesso personaggio venerato in Istria come vescovo di Capodistria. Il Martirologio Romano menziona Massimiliano il 12 e il 29 ottobre, stabilendo la memoria della festa in tali date. Il nome di Massimiliano fu scelto ripetutamente nelle famiglie degli imperatori tedeschi e dei re di Baviera. Nel territorio dell'odierna Austria si ritiene che san Massimiliano sia stato vescovo di Lorch.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Massimiliano di Celeia?

Il Martirologio Romano menziona san Massimiliano il 12 e il 29 ottobre.

Di cosa è patrono san Massimiliano di Celeia?

Massimiliano è patrono dei vescovadi di Passau insieme a san Valentino ed è stato patrono del vescovado di Linz fino al 1962.

Nel territorio dell’odierna Austria, san Massimiliano, che si ritiene sia stato vescovo di Lorch. — Martirologio Romano