Il beato Pacifico da Valencia, al secolo Pedro Salcedo Puchades, nacque nel ventesimo secolo, precisamente il ventiquattro febbraio 1874 a Castellar, in provincia di Valencia, in Spagna. Egli era il secondo dei cinque figli degli sposi D. Matías Salcedo e Donna Elena Puchades, inserito in un ambiente familiare povero ma profondamente cristiano e devoto. Battezzato il venticinque febbraio 1874 nella sua parrocchia natale, visse un'infanzia e una giovinezza che furono un fedele riflesso della sua casa, dove era ricordato come un bambino buono, di famiglia onorata e devota, molto pacifico e caratterizzato soprattutto dalla pietà. Prima di entrare in convento, ogni domenica frequentava il convento dei Cappuccini di Massamagrell, e durante la recita del rosario domestico esigeva che non si compissero lavori capaci di distrarre l'attenzione. Mosso da un grande amore alla penitenza, entrò in religione facendosi cappuccino come fratello, ricevendo l'abito il ventuno luglio 1899 a Ollería dalle mani del Padre Francisco M. de Orihuela. Dopo la professione temporanea emessa a ventisei anni, il ventuno giugno 1900 davanti al Padre Luís de Massamagrell, e la professione perpetua celebrata il ventuno febbraio 1903, fu destinato al convento di Massamagrell, dove per trentasette anni esercitò l'ufficio di questuante.
Uomo semplice, tranquillo, bonario e molto osservante, godeva di molta buona fama fra i compagni e i fedeli, distinguendosi per virtù, umiltà e cura nell'adempimento dei voti, oltre che per una profonda devozione alla santissima Vergine e uno spirito pieno di abnegazione con cui consacrò la vita all'austerità e alla povertà, giungendo a dormire su un letto seminato di pietre e di cocci. Stimato dentro e fuori il convento, nel luglio del 1936 subì la chiusura della sua comunità a causa della persecuzione religiosa, trovando rifugio per quattro mesi nella casa di un fratello, trascorsi in preghiera. La notte del dodici ottobre fu catturato dai miliziani, percosso con calci di fucile e condotto via mentre recitava il rosario, fino a el Azud, vicino al fiume, a Monteolivete, dove fu ucciso. Il giorno seguente i nipoti ne scoprirono il cadavere che stringeva un crocifisso sul petto con la mano sinistra. Identificato nel Martirologio come il beato Pacifico Pietro Salcedo Puchades, religioso cappuccino e martire conformato alla passione di Cristo, i suoi resti, sepolti nel cimitero di Valencia, non poterono essere identificati.