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12 ottobre

Santi Amelio e Amico

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'infanzia e il battesimo

Al tempo di Pipino nacquero due bambini straordinariamente simili tra loro, destinati a legare indissolubilmente i propri destini. Uno dei bambini nacque da un conte di Alvernia, mentre l'altro nacque da un soldato di Berico. Entrambi furono condotti a Roma per ricevere il sacramento del battesimo. Durante il viaggio, i due bambini si incontrarono a Lucca, dove fecero amicizia e strinsero una solenne alleanza. Dopo questo incontro provvidenziale, i due fanciulli proseguirono insieme il cammino verso l'Urbe. Il papa battezzò entrambi i bambini a Roma nel Laterano. Durante la celebrazione, il pontefice impose al figlio del conte il nome di Amelio e al figlio del soldato il nome di Amico. A suggello del rito, ciascuno di essi ricevette in dono dal papa una coppa di legno ornata d'oro e di pietre preziose come ricordo del battesimo. Dopo aver ricevuto il sacramento, entrambi ritornarono nella propria patria.

Le prove, la lebbra e il ricongiungimento

Dopo la morte del padre, Amico fu costretto a lasciare la patria a causa di gravi difficoltà e inimicizie sorte nei suoi confronti. Amico partì con dieci servi per recarsi da Amelio nella speranza di essere bene accolto. Non trovò tuttavia Amelio, perché questi era partito a sua volta alla volta di Berico per visitare lo stesso Amico. Dopo varie avventure e profondamente afflitto per il fallimento del suo intento, Amico fu colpito dalla lebbra. In questa dolorosa condizione, Amico ritornò a Roma dove fu accolto dal papa Costantino. La critica storica evidenzia che l'antipapa Costantino visse tra il pontificato di San Paolo I e quello di Stefano IV. Dopo tre anni trascorsi a Roma, a causa di una grande carestia, Amico si fece riportare alla casa di Amelio. Amelio non riconobbe subito il compagno sfigurato e gli fece preparare il cibo nella coppa ricevuta dal papa. Proprio grazie alla coppa papale, Amelio e Amico si riconobbero e condivisero la gioia del ritrovarsi.

La battaglia e il martirio

I Longobardi divennero molto minacciosi e determinarono l'intervento di Carlo Magno contro il re Desiderio. Fallirono le trattative diplomatiche tra Carlo Magno e Desiderio, spingendo il re franco a superare le Chiuse di Susa con il suo esercito. Nell'esercito di Carlo Magno militavano anche Amelio e Amico, i quali esercitavano le virtù cristiane e conducevano vita di penitenza pur essendo soldati. Carlo Magno vinse il re longobardo Desiderio e lo mise in fuga verso Pavia, città che fu successivamente presa dal sovrano franco. Amelio e Amico morirono insieme in quella battaglia nell'anno 773. L'estensore della passio volle attribuire ai due personaggi la gloria del martirio, considerando Desiderio come un imperatore romano persecutore dei cristiani. La conclusione della passio usa le stesse parole degli Atti dei Martiri, con una formula finale identica a quella degli Acta Proconsularia di San Cipriano.

La sepoltura e il culto a Mortara

Carlo Magno fece costruire una chiesa nel luogo della sua vittoria. Furono costruite altre due chiese, una in onore di San Eusebio di Vercelli e una in onore di San Pietro. Amelio fu sepolto presso la chiesa di San Pietro, mentre Amico fu sepolto presso la chiesa di San Eusebio. Le sepolture avvennero in due arche fatte venire appositamente da Milano. Il giorno dopo la sepoltura, il sarcofago di Amelio fu trovato miracolosamente vicino a quello di Amico. Il vescovo Albino ordinò quindi che i corpi dei due santi fossero conservati insieme nella chiesa di San Eusebio. I corpi di Amelio e Amico si trovano ancora nella chiesa di San Eusebio a Mortara, in provincia di Pavia. Gli Atti che narrano la loro storia sono considerati favolosi dai Bollandisti, i quali si rifiutarono di pubblicarli perché ritenuti contrari ai fatti storici noti.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Amelio e Amico?

I Santi Amelio e Amico si festeggiano il dodicesimo giorno di ottobre.