6 dicembre
San Pietro Pascasio (Pedro Pascual)
Vescovo mercedario, martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La formazione e i primi anni
San Pietro Pascasio nacque a Valencia verso il 1225, benché le date di riferimento biografico indichino talvolta anche l'anno 1227 con riferimento alla Spagna. La sua nascita fu attribuita alle preghiere di san Pietro Nolasco per i suoi genitori, sterili da lungo tempo. Compił i suoi primi studi presso i Benedettini. Nel 1241 si recò all'Università di Parigi. Fu compagno di studio di san Bonaventura e san Tommaso. Si addottorò nel 1249 e fu ordinato sacerdote. Tornato a Valencia venne nominato canonico e si dedicò alla predicazione.
Nel 1250 entrò nell'Ordine di Maria della Mercede. Occorre ricordare che l'Ordine dei Mercedari fu fondato da san Pietro Nolasco il dieci agosto 1218. Insegnò teologia e lettere nel convento di Saragozza. Ebbe come discepolo Sancio, figlio del re Giacomo primo. Accompagnò Sancio a Viterbo dove il giovane fu nominato vescovo di Toledo da papa Clemente quarto il trenta uno agosto 1266. Collaborò con Sancio nella direzione della diocesi. Sancio cadde prigioniero dei Mori e fu decapitato nel 1275.
Il ministero e l'episcopato
Negli anni seguenti Pietro Pascasio percorse Spagna e Portogallo predicando. Portò conforto ai cristiani schiavi degli arabi. Costruì vari conventi dell'Ordine dei Mercedari. Nel 1291 partì per Roma per conto dell'Ordine. Predicò in tutta la Francia e l'Italia. Arrivò a Orvieto il ventisei agosto 1291 dove si trovava papa Niccolò quarto. Nel 1296 si trovava di nuovo a Roma. Papa Bonifacio ottavo lo nominò vescovo di Jaén. Fu consacrato vescovo nella basilica di San Bartolomeo all'Isola Tiberina. Tornato in Spagna lavorò per riordinare la sua diocesi, priva di vescovo da sei anni a causa dell'occupazione dei Mori musulmani.
Mentre visitava la diocesi fu catturato dagli arabi nel 1297. Fu trasportato a Granada, sede del re musulmano Moley Mahomed, che lo fece suo schiavo. Essendo tributario diretto del re di Castiglia, il re musulmano gli diede la libertà di girare per la città per confortare gli schiavi e istruire i cristiani liberi. Pietro Pascasio comunicò al papa la sua situazione di prigioniero. Il papa scrisse alla curia di Jaén di raccogliere elemosine per la liberazione del vescovo. Per due volte fu raccolta la cifra e per due volte Pietro preferì utilizzarla per la liberazione di donne e fanciulli in pericolo.
Gli scritti e il martirio
Nello stato di semilibertà poté scrivere varie opere su argomenti teologici e dottrinari. Scrisse in particolare sull'immacolato concepimento della Vergine, anticipando di almeno dieci anni la dottrina di Giovanni Duns Scoto. Dalle sue opere emerge la sua conoscenza delle lingue parlate all'epoca in Europa, oltre all'arabo, all'ebraico e all'aramaico. Disputava con giudei e musulmani confutando i loro errori dottrinari. I musulmani, irritati dai suoi attacchi alla loro religione e dalle conversioni di alcuni di loro, lo rinchiusero in un'oscura prigione. Pietro Pascasio fu un martire vittima dell'integralismo islamico nel 1300. Fu condannato alla pena capitale e decapitato il sei dicembre 1300 a Granada, in Spagna. Il martirologio lo definisce beato martire, vescovo di Jaén e dell'Ordine della Mercede, arrestato dai Mori mentre esortava il popolo alla difesa della fede e morto in prigione a Granada.
Il cammino di fede
Il percorso terreno di San Pietro Pascasio si apre a Valencia nel 1225, in un tempo segnato da profondi fermenti religiosi. La sua vocazione trovò compimento nell'Ordine della Mercede, istituzione a cui si unì nel 1250, abbracciandone lo spirito di servizio e di riscatto. Gli anni della sua formazione furono caratterizzati da un costante pellegrinaggio culturale e spirituale che lo portò a frequentare luoghi di alta sapienza come Parigi, oltre a centri nevralgici della cristianità quali Saragozza, Viterbo e Roma. In ogni tappa, egli seppe coltivare una solida preparazione teologica e pastorale, che lo rese figura di riferimento per la comunità ecclesiale del suo tempo.
Nel 1296, il suo cammino giunse a una svolta decisiva quando papa Bonifacio VIII lo volle alla guida della diocesi di Jaén. Accettando questo incarico con spirito di obbedienza e dedizione, il vescovo si immerse pienamente nella cura del suo gregge. Tuttavia, la sua missione episcopale fu bruscamente interrotta nel 1297 dalla cattura ad opera dei Mori. Durante la prigionia, San Pietro Pascasio manifestò la grandezza del suo spirito: egli scelse infatti di declinare la proposta di riscatto che avrebbe potuto restituirgli la libertà. La sua ferma volontà fu che quel denaro venisse utilizzato per riscattare donne e fanciulli che condividevano con lui la condizione di prigionieri. Questa scelta di carità disinteressata culminò nell'atto finale del 6 dicembre 1300, quando, a Granada, il vescovo subì la decapitazione, offrendo la propria vita come testimonianza ultima di fedeltà al Vangelo.
Il culto e la memoria
La venerazione per San Pietro Pascasio ha attraversato i secoli come un segno di costante ed edificante memoria. La Chiesa, riconoscendo la santità della sua vita e la testimonianza offerta nel martirio, ha solennemente elevato il suo nome agli onori degli altari. È stato papa Clemente X, il 14 agosto 1670, a sancire ufficialmente la sua canonizzazione, inserendolo nel novero dei santi venerati dai fedeli.
Oggi, la figura di San Pietro Pascasio è custodita con particolare amore all'interno dell'Ordine della Mercede, di cui è patrono e fulgido esempio di dedizione. Il Martirologio Romano ne conserva il ricordo nel giorno 6 dicembre, data che segna il suo transito verso la gloria eterna. La sua eredità spirituale continua a parlare alle generazioni attuali, ricordando che la vera grandezza risiede nel porre i bisogni dei più deboli al di sopra della propria incolumità, in un gesto di amore che non conosce confini.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Pietro Pascasio?
Il Martirologio Romano celebra la sua ricorrenza il sei dicembre.
Chi ha confermato il culto del santo?
Il suo culto fu confermato con un regolare processo da papa Clemente X il quattordici agosto 1670.
A Granada in Spagna, beato martire Pietro Pascual, vescovo di Jaén, dell’Ordine della Mercede, che, arrestato dai Mori mentre, in visita al suo gregge, esortava il popolo alla difesa delle fede, morì in prigione. — Martirologio Romano