1 giugno
San Secondo di Amelia
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il martirio e la testimonianza
Una Passio di origine farfense attesta che Secondo era un soldato, appartenente alla nobile famiglia dell'imperatore Aureliano, vissuto tra il 214 e il 277. Durante la persecuzione di Diocleziano e Massimiano, avvenuta tra il 303 e il 305, il proconsole Dionisio fece prelevare Secondo ad Amelia per condurlo al cospetto del tribunale di Spoleto. Dinanzi all'insistenza del proconsole, Secondo rifiutò con fermezza di abiurare la fede cristiana. Dionisio non riuscì a convincerlo e fece ripetutamente torturare il prigioniero dopo il suo rifiuto. Durante i supplizi, Secondo implorò da Dio un segno per convertire i suoi persecutori, e in seguito a questa preghiera un violento terremoto abbatté il grandioso tempio di Ercole eretto in onore dell'imperatore Massimiano Erculio. In seguito a tali eventi, Dionisio ordinò di riportare Secondo ad Amelia per affogarlo nel fiume Tevere, che scorreva a pochi chilometri dalla città. La sentenza di morte fu eseguita dai soldati. Durante la via del ritorno, un orso sbarrò la strada ai soldati uccidendone alcuni. I soldati sopravvissuti, terrorizzati dalla fine dei compagni, corsero dal sacerdote Eutizio chiedendo perdono e si fecero battezzare da lui. Il corpo di Secondo, riemerso miracolosamente dal fiume Tevere, venne recuperato da una matrona di nome Eudossia, la quale lo seppellì in un suo terreno appena fuori le mura di Amelia. Sul luogo della sepoltura ad Amelia sorse successivamente una chiesa dedicata a San Secondo. La morte del martire viene collocata storicamente nel periodo compreso tra il 303 e il 305.
Le fonti agiografiche e le tradizioni locali
I padri Bollandisti pubblicarono una Passio di San Secondo nel volume degli Acta Sanctorum del primo giugno. Questa Passio fu inviata ai Bollandisti dalla città di Pergola, mentre la città di Amelia non compare mai negli Acta Sanctorum pubblicati dai medesimi Bollandisti. Esiste tuttavia una versione eugubina della Passio che indica Gubbio come residenza di Secondo, e individua in Eudossia una donna originaria di Gubbio, collocando la sepoltura del santo fuori dalle mura eugubine. Le reliquie di San Secondo giunsero a Pergola da Gubbio nel 1285. Gli studiosi rilevano che le due versioni della Passio dipendono l'una dall'altra, con una probabile precedenza temporale della versione amerina. La Passio di San Secondo risulta inoltre sovrapponibile a quella di Valentino ed Ilario, martiri di Viterbo venerati il 3 novembre. Il culto dei martiri Valentino ed Ilario fu diffuso dai monaci benedettini di Farfa, i quali portarono il culto del santo anche sull'isola Polvese sul lago Trasimeno, erigendovi una chiesa. Esiste infine un'affinità tra le vicende del Secondo amerino e i santi Secondo di Salussola in provincia di Biella e Secondo di Pinerolo in provincia di Torino. Anche i santi Secondo di Salussola e di Pinerolo erano militari appartenenti alla leggendaria Legione Tebea, e il culto di San Secondo di Salussola fu diffuso dai monaci benedettini dell'abbazia della Novalesa. È pertanto ipotizzabile una sovrapposizione e una diffusione dei culti del medesimo martire in alcune delle città in cui è venerato.
La vita e il martirio
La vicenda terrena di San Secondo si inserisce nelle pieghe sofferte del quarto secolo. Originario di Amelia, egli intraprese in gioventù la carriera militare, entrando a far parte della famiglia dell'imperatore Aureliano. Questa posizione, che avrebbe potuto offrire una vita di agi e riconoscimenti, non lo distolse dal suo intimo legame con Cristo. Quando la persecuzione orchestrata dall'imperatore Diocleziano divampò contro i cristiani, il soldato Secondo fu chiamato a rispondere della propria fede davanti al proconsole Dionisio, nella città di Spoleto.
Il processo, che segnò il momento decisivo della sua esistenza, mise in luce la fermezza incrollabile del martire. Invitato ad abiurare la sua appartenenza cristiana, egli oppose un rifiuto categorico, testimoniando con le parole e con il contegno la verità in cui credeva. A causa di questa scelta radicale, fu sottoposto a dure torture, restando tuttavia saldo nella sua risoluzione di non tradire il Signore. La condanna a morte, pronunciata dal proconsole, fu eseguita mediante l'annegamento nelle acque del fiume Tevere. Dopo il martirio, avvenuto nell'anno trecentocinque, il suo corpo fu amorevolmente recuperato dalla matrona Eudossia. Ella si occupò di dare degna sepoltura al martire fuori dalle mura della città di Amelia, affidando alla terra le spoglie di chi aveva donato la vita per testimoniare l'amore eterno di Dio. La sua memoria, che attraversa i secoli, resta impressa nei luoghi in cui egli è venerato, richiamando la comunità dei fedeli alla fedeltà costante verso il Vangelo, anche nelle prove più aspre della vita.
Il culto e la memoria
Il culto di San Secondo di Amelia è radicato profondamente nella devozione popolare di diverse comunità umbre. Il santo è venerato non soltanto nella sua città natale di Amelia, ma anche a Gubbio e a Pergola, dove la memoria del suo sacrificio è preservata con affetto e solennità. Tale venerazione testimonia quanto il coraggio di questo soldato di Cristo abbia toccato le generazioni successive, facendone un punto di riferimento spirituale per il popolo cristiano.
La memoria liturgica del martire è fissata al giorno primo di giugno, data in cui la Chiesa ne celebra il ricordo con gratitudine. Questa ricorrenza trova conferma negli antichi Acta Sanctorum redatti dai Bollandisti, che hanno preservato per i posteri la narrazione del suo martirio. Ancora oggi, nel giorno della sua festa, i fedeli si raccolgono per invocare la sua intercessione, riconoscendo in lui un intercessore potente e un esempio di dedizione che non teme la morte. La sua presenza spirituale continua a unire i luoghi in cui egli è riconosciuto come patrono, consolidando un legame di fede che supera le distanze geografiche e il tempo, confermando che il sacrificio del martire è seme fecondo per la vita di tutta la Chiesa.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Secondo di Amelia?
San Secondo si festeggia il primo giugno, data in cui i padri Bollandisti inserirono la sua memoria negli Acta Sanctorum.
Di cosa è patrono San Secondo?
San Secondo di Amelia è venerato come patrono nelle città di Pergola, Gubbio e Amelia.