21 marzo
San Serapione di Thmuis
Vescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il cammino monastico
Thmuis è una città situata nel basso Egitto. Il nome Thmuis significa capra, e il nome della città derivò probabilmente dall'antico culto di tale animale. Non si possiedono molte e sicure notizie sulla vita di Serapione, il quale fu inizialmente preposto alla scuola catechetica di Alessandria. In seguito divenne monaco alla scuola di Sant'Antonio abate. Sant'Antonio abate morendo lasciò a Serapione una delle sue tuniche di pelo. La notizia del lascito della tunica è trasmessa da Sant'Atanasio. Chiamato al ministero episcopale, Serapione conservò un acuto rimpianto per la vita monastica. La vivace Lettera ai monaci testimonia il rimpianto di Serapione per la vita monastica. La Lettera ai monaci esalta la scelta compiuta dai monaci. La lettera descrive con brio, ingenuità e retorica la rinuncia alle gioie effimere e ai dispiaceri del mondo. Serapione evidenzia l'efficacia del ministero di propiziazione esercitato dai monaci nella Chiesa e nella società. Il ministero dei monaci viene descritto ad imitazione di Abramo e Mosè.
Il ministero episcopale e la difesa della fede
San Serapione fu vescovo di Thmuis tra il 340 e il 356. Sant'Atanasio fu buon amico di Serapione. L'amicizia tra Atanasio e Serapione è dimostrata da cinque lettere indirizzate al vescovo di Thmuis. Serapione sostenne energicamente Atanasio, definito martello degli ariani. Come vescovo, Serapione dovette impegnarsi nella difesa della dottrina cristiana. La partecipazione di Serapione al concilio di Sardica del 347 non è storicamente accertata. Al concilio di Sardica fu sancita la riabilitazione di Atanasio. A Sardica la sede romana fu riconosciuta come suprema istanza di appello per la Chiesa universale. A Sardica avvenne la prima vera rottura tra Oriente ed Occidente. Serapione fu al fianco di Atanasio nella lotta anti-ariana. Serapione fu un acerrimo anti-manicheo. L'opposizione al manicheismo di Serapione è dimostrata dal suo Libro contro i manichei. Il Libro contro i manichei fu erroneamente attribuito a Sant'Atanasio da Facondo di Ermiana. L'opera contro i manichei contiene un appello a non lasciarsi colpire dal minimo errore e a costruire un baluardo nell'anima per evitare errori maggiori. Non sembra che l'ultima stesura dell'Eucologio sia di Serapione né scritta di suo pugno. L'Eucologio è una raccolta di trenta preghiere liturgiche importante per la storia della liturgia egiziana del quarto secolo. San Girolamo dedicò a Serapione un capitoletto della sua opera De viris illustribus. San Girolamo definì Serapione Scolastico a causa della sua scienza. San Girolamo informa che Serapione scrisse molte utili lettere a diverse persone. Sozomeno riferisce che Serapione fece parte di una commissione di cinque vescovi egiziani. La commissione di vescovi si recò da Costanzo secondo per intercedere in favore di Sant'Atanasio. La missione della commissione presso Costanzo secondo fallì. Lo stesso Serapione venne cacciato dalla sua sede dagli ariani. Serapione morì poco dopo il 362 in Egitto.
La vita e il ministero
La parabola terrena di Serapione si dispiega interamente nel cuore dell'Egitto del IV secolo, in un'epoca di grandi fermenti dottrinali e spirituali. Dotato di una solida formazione intellettuale, egli ricevette il prestigioso incarico di dirigere la scuola catechetica di Alessandria, un ruolo che ne consacrò l'autorità dottrinale. Tuttavia, l'attrattiva per una vita interamente consacrata a Dio lo spinse verso il deserto, dove visse come monaco sotto la guida paterna di sant'Antonio abate, assimilando quella radicalità evangelica che avrebbe poi caratterizzato ogni sua scelta futura.
Tra il 340 e il 356, Serapione fu chiamato a lasciare la solitudine del monastero per assumere la guida della diocesi di Thmuis come vescovo. In questa veste, il suo cammino si intrecciò saldamente con quello di sant'Atanasio di Alessandria. Serapione divenne uno dei suoi alleati più fedeli e strenui difensori nella lotta contro la diffusione dell'arianesimo. Questo impegno per la salvaguardia dell'ortodossia e della divinità di Cristo gli costò l'ostilità degli ariani, i quali, ottenuto il sopravvento politico ed ecclesiastico, lo cacciarono con la forza dalla sua sede episcopale, costringendolo ad allontanarsi dal suo gregge.
La testimonianza e il culto
Il sacrificio di san Serapione, privato della sua cattedra a causa della fedeltà a Cristo, ha lasciato un'impronta duratura nella storia della Chiesa egiziana e universale. La sua figura incarna il modello del pastore che non scende a compromessi con le mode del tempo, preferendo la via dell'esilio e della privazione pur di custodire intatto il deposito della fede ricevuto dagli apostoli.
La memoria di questo santo vescovo e confessore della fede è venerata ancora oggi come esempio di fortezza e di sapienza teologica. Il Martirologio Romano ne conserva il ricordo liturgico, proponendolo alla venerazione dei fedeli e additandolo come custode della verità e testimone coraggioso nei momenti di prova e di smarrimento dottrinale.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Serapione di Thmuis?
La festa di san Serapione è fissata dal Martirologio Romano al 21 marzo.
In Egitto, san Serapione, anacoreta. — Martirologio Romano