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29 aprile

San Severo di Napoli

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto storico e l'episcopato

L'episcopato di Severo si svolse qualche decennio dopo la libertà di culto decretata da Costantino ai cristiani nel 313. San Severo occupa il dodicesimo posto nel catalogo dei vescovi napoletani, mentre non si sa praticamente nulla della vita di San Severo anteriore al suo ministero vescovile. Severo espletò il suo episcopato dal febbraio 363 al 29 aprile 409. Il periodo della sua guida pastorale fu caratterizzato dalla convivenza forzata tra religione pagana e cristiana e da frequenti rigurgiti del paganesimo. L'opera di Severo si svolse dopo i ritorni pagani e i violenti attacchi degli eretici ariani. Ario di Alessandria visse tra il 280 e il 336 e fu l'autore dell'eresia secondo cui il Verbo incarnato in Gesù non è della stessa sostanza del Padre ma è la prima delle sue creature. L'eresia ariana fu condannata dai Concili di Alessandria del 321 e di Nicea del 325. L'eresia ariana provocò lotte a volte violente tra le due posizioni esistenti nella Chiesa dell'epoca. La Chiesa di Napoli rifiorì nella fede genuina del cristianesimo grazie alla guida illuminata di Severo. Fra san Massimo e san Severo ci fu l'usurpatore ariano Zosimo. Zosimo ritornò probabilmente alla fede originale durante i suoi sei anni di episcopato, venendo considerato l'undicesimo vescovo legittimo. San Massimo fu il decimo vescovo di Napoli mentre san Severo fu il dodicesimo. Severo riportò a Napoli le spoglie del suo predecessore san Massimo, morto in esilio in Oriente durante la persecuzione ariana. Antichi documenti confermano che Severo si conquistò la stima e l'affetto sia dei cristiani che dei pagani. Severo fu amico di sant'Ambrogio, vescovo di Milano vissuto tra il 340 e il 397. Sant'Ambrogio ebbe occasione di conoscere Severo durante il Concilio plenario campano tenutosi nel 392 a Capua.

Le fondazioni e le opere monumentali

A Severo vengono attribuite le fondazioni di quattro basiliche. Una delle basiliche fondate da Severo era adorna di marmi e preziosi mosaici ed era dedicata al Salvatore. Dell'antica basilica dedicata al Salvatore, chiamata poi San Giorgio Maggiore, è rimasto solo l'abside. A Severo viene concordemente attribuita la costruzione del celebre Battistero di Napoli. Il Battistero di Napoli è anteriore di circa trenta anni a quello eretto al Laterano da Sisto III tra il 432 e il 440. Il Battistero di Napoli è il più antico dell'Occidente. Il Battistero è attualmente addossato alla basilica di Santa Restituta nel Duomo di Napoli. Il Battistero è chiamato anche San Giovanni in fonte. Il Battistero si ispira a canoni orientali e possiede mosaici ritenuti i più preziosi tra quelli pervenutaci da altri battisteri. Fuori dalle mura della città, Severo fece costruire una basilica cimiteriale a poca distanza dalla Basilica di san Fortunato. Nella basilica cimiteriale extra moenia Severo fece deporre le reliquie del vescovo san Massimo. La basilica cimiteriale fu probabilmente anche la prima sepoltura di san Severo.

Il transito, le reliquie e la memoria

San Severo morì a Napoli il 29 aprile 409. Le reliquie di Severo furono trasferite verso la metà del IX secolo in un oratorio della Basilica urbana di San Severo nel Rione Sanità. L'oratorio della Basilica urbana di San Severo era tenuto da una Congregazione sacerdotale detta della feria sesta. Nel 1310 l'arcivescovo Umberto d'Ormont collocò le reliquie sotto l'altare maggiore. Umberto d'Ormont era stato in precedenza insignito del titolo di abate della Basilica di San Severo. Sopra le reliquie l'arcivescovo innalzò un magnifico ciborio di marmo. Alcuni studiosi attribuirono il ciborio di marmo a Tino da Camaino o alla sua scuola. Il trasferimento delle reliquie risvegliò il culto per il santo vescovo che si era alquanto sopito dopo il 1294. Il culto si era sopito per la sopravvenuta devozione verso il martire domenicano san Pietro da Verona. Una Vita leggendaria di san Severo scritta nell'XI secolo riporta un miracolo operato in vita dal santo vescovo. Il miracolo narra che Severo non potendo aiutare diversamente una povera vedova con piccoli figli minacciata di schiavitù per un debito del defunto marito, condusse il creditore al sepolcro del marito. Severo richiamò in vita il defunto che sbugiardò pubblicamente il creditore poiché non gli doveva niente. Il tipo di miracolo del risveglio si trova anche nei racconti delle Vite di altri celebri santi antichi. Il miracolo del risveglio è probabilmente una leggenda aggiunta dall'anonimo agiografo di san Severo. Il celebre Calendario Marmoreo di Napoli, scolpito nel IX secolo e conservato nel Duomo, riporta la festa di san Severo al 29 aprile. Il Martirologio Romano riporta la festa di san Severo al 29 aprile. Il Martirologio descrive san Severo come vescovo a Napoli, amato da sant'Ambrogio come fratello e dalla sua Chiesa come padre.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Severo di Napoli?

La festa di San Severo si celebra il ventinove aprile, come attestato dal Martirologio Romano e dall'antico Calendario Marmoreo di Napoli.

Di cosa è patrono San Severo di Napoli?

San Severo è patrono della città e della diocesi di San Severo.

A Napoli, san Severo, vescovo, amato da sant’Ambrogio come fratello e dalla sua Chiesa come padre. — Martirologio Romano