1 giugno
San Simeone di Siracusa
Eremita
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e i pellegrinaggi in Oriente
Nato a Siracusa da padre greco, il giovane Simeone fu condotto a Costantinopoli all'età di sette anni affinché potesse ricevere un'adeguata educazione. Raggiunta l'età adulta, maturò la decisione di intraprendere la vita eremitica, recandosi in pellegrinaggio in Terra Santa per stabilirsi dapprima sulle rive del fiume Giordano in un periodo di vita solitaria. Successivamente entrò in un monastero vicino al Monte Sinai e, avendo ottenuto il permesso dall'abate, trascorse due anni in una grotta nei pressi del Mar Rosso. La sua ricerca spirituale proseguì con un periodo trascorso in un eremo situato sulla sommità del Sinai, secondo quanto tramandato anche dal martirologio, che ricorda come abbia vissuto da eremita presso Betlemme e sul monte Sinai.
Il viaggio verso l'Occidente e le avversità
Ritornato al monastero del Sinai, Simeone ricevette l'incarico, insieme a un altro monaco di nome Cosma, di riscuotere un tributo urgente per la sopravvivenza della comunità presso il duca Riccardo II di Normandia. Durante la traversata, l'imbarcazione dei monaci fu catturata dai pirati che uccisero l'intero equipaggio e i passeggeri, ma Simeone si salvò gettandosi in mare e nuotando fino alla riva. Raggiunse Antiochia a piedi, dove incontrò San Riccardo, abate di Verdun, e l'abate Eberwino, di ritorno dalla Palestina, e i tre decisero di proseguire il viaggio insieme. Giunti a Belgrado le strade si separarono poiché ai pellegrini francesi fu permesso di continuare, mentre Simeone e Cosma furono arrestati. Dopo la liberazione affrontarono un lungo e periglioso viaggio tra le montagne bosniache piene di briganti, superando numerose difficoltà prima di raggiungere la costa per imbarcarsi per l'Italia. Giunti a Roma e ripartiti subito per la Provenza, dovettero affrontare il dolore per la morte di Cosma, che si spense in quelle terre.
La conclusione del cammino e la reclusione a Treviri
Simeone attraversò la Francia e giunse infine in Normandia, dove apprese la notizia che il duca Riccardo II era morto e che i suoi figli, Riccardo III e Roberto I, rifiutavano di pagare il tributo, rendendo vano il suo viaggio di quasi tremila chilometri e il trascorrere degli anni. Consultati i suoi amici Riccardo ed Eberwino, fu presentato all'arcivescovo Poppone di Treviri, il quale lo volle come guida in un pellegrinaggio in Terra Santa e decise infine di farlo ritornare a Treviri con sé. Nella città tedesca, Simeone ritrovò la solitudine che tanto amava e gli fu concesso di vivere come eremita in una torre vicino alla Porta Nigra. L'arcivescovo Poppone presiedette la cerimonia della sua reclusione e Simeone trascorse il resto della vita in penitenza, preghiera e contemplazione, pur subendo tentazioni e attacchi dalle popolazioni locali, tra cui l'assalto di gente inferocita che gli scagliava contro pietre accusandolo di magia nera.
La morte, il culto e la canonizzazione
Simeone morì nel 1035 e l'abate Eberwino gli chiuse gli occhi alla morte, mentre vi fu una grande partecipazione popolare ai suoi funerali. La Porta Nigra divenne nota come la porta di San Simeone e la tradizione riferisce che visse recluso nella torre di quel monumento. Subito dopo la morte, l'amico Eberwino, abate di Tholey e di San Martino a Treviri, scrisse una Vita di San Simeone su richiesta dell'arcivescovo Poppone, tramandando le notizie sulle avventurose vicende terrene del santo. Lo stesso arcivescovo Poppone promosse la causa di canonizzazione e la proclamazione fu emessa da Papa Benedetto IX sette anni dopo la morte. Nel tempo si diffuse una sincera fama di santità nei suoi confronti, consolidando la memoria di un uomo che seppe trasformare ogni prova in un atto di amore verso Dio.
Il cammino di una vita
La vicenda umana di San Simeone di Siracusa ebbe inizio nella sua terra natale, ma fu presto segnata da un distacco che lo portò verso orizzonti lontani. All'età di sette anni, fu condotto a Costantinopoli per ricevere una formazione che avrebbe gettato le basi della sua profonda cultura e della sua sensibilità spirituale. Il richiamo verso la vita ascetica divenne presto la cifra del suo esistere, spingendolo ad abbracciare la vocazione di eremita. In questa ricerca di assoluto, egli percorse le aride terre della Terra Santa e le vette del Monte Sinai, vivendo nel silenzio e nella preghiera, lontano dalle distrazioni del secolo.
Il suo spirito di servizio lo condusse, in seguito, a intraprendere lunghi viaggi attraverso l'Europa, toccando la Normandia e Roma, con il compito di riscuotere i tributi necessari per il sostentamento del suo monastero. Questo pellegrinaggio si concluse infine a Treviri. Qui, San Simeone scelse di vivere come recluso all'interno della torre della Porta Nigra, dedicandosi totalmente all'ascesi. La sua presenza in quel luogo non fu esente da sofferenze: la popolazione locale, non comprendendo la natura della sua scelta radicale, lo accusò ingiustamente di praticare la magia nera. Egli sopportò tali accuse con la fermezza di chi ha riposto ogni speranza nel Signore. La sua morte, avvenuta nell'anno mille trentacinque, chiuse un percorso di vita che, per la sua dedizione e la sua santità, fu riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa pochi anni dopo, nel millequarantadue, per opera di Papa Benedetto Nono.
Il ricordo nella liturgia
Il culto di San Simeone di Siracusa si è consolidato nel tempo come memoria di una santità vissuta nella penombra e nel nascondimento. La Chiesa lo commemora nel martirologio, riconoscendo in lui la figura dell'eremita che ha saputo trasformare una torre di una città europea in un tempio di preghiera incessante. La sua celebrazione, fissata al primo giorno di giugno, invita i fedeli a meditare sulla vita di colui che, pur provenendo dal sole di Siracusa, ha saputo farsi straniero ovunque per amore del Regno dei Cieli.
La sua canonizzazione, avvenuta per mano di Papa Benedetto Nono, ha sancito la validità di un percorso ascetico che ha saputo superare le barriere geografiche e le incomprensioni degli uomini. Ancora oggi, la figura di San Simeone richiama quanti cercano una fede autentica, spogliata di ogni vanità e radicata nella pazienza della preghiera quotidiana. Egli resta un esempio luminoso di come il cuore dell'uomo possa trovare la pace in Dio, indipendentemente dal luogo in cui la provvidenza abbia deciso di porre la propria dimora terrena.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Simeone di Siracusa?
La ricorrenza di San Simeone di Siracusa si celebra il primo giorno di giugno.
A Treviri in Lorena, oggi in Germania, san Simeone, che, nato a Siracusa da padre greco, dopo aver condotto vita eremitica presso Betlemme e sul monte Sinai e avere a lungo peregrinato, morì infine recluso nella torre della Porta Nigra in questa città. — Martirologio Romano