San Teobaldo Roggeri

Aggiornato il 21 luglio 2026

San Teobaldo Roggeri

Il cammino di una vita umile

La vicenda terrena di San Teobaldo Roggeri affonda le sue radici nel dodicesimo secolo, in un tempo in cui la ricerca di Dio passava spesso attraverso le strade del mondo e la disciplina del corpo. Nato a Vicoforte, il giovane Teobaldo affrontò presto il dolore della perdita dei genitori, un evento che segnò profondamente la sua sensibilità e lo spinse a cercare un nuovo orizzonte di senso. Trasferitosi ad Alba, iniziò a muovere i primi passi come apprendista ciabattino, imparando l'arte del lavoro manuale e la pazienza necessaria per trasformare la materia. Tuttavia, il suo spirito cercava una meta più alta, che lo portò a intraprendere il lungo e faticoso pellegrinaggio verso Santiago di Compostella, vivendo interamente di elemosina e affidandosi alla Provvidenza divina.

Ritornato ad Alba, San Teobaldo scelse una forma di vita radicalmente austera e penitente. Egli scelse di dimorare sulla scalinata della chiesa di San Lorenzo, esponendosi alle intemperie e al giudizio degli uomini, in una costante preghiera che elevava il suo cuore verso l'Alto. Il suo impegno quotidiano si concretizzò nel lavoro di facchino, una mansione umile che egli svolgeva non per guadagno personale, ma per trarre sostentamento da ridistribuire interamente ai poveri della città. La sua esistenza si concluse nel millecentocinquanta, lasciando dietro di sé il profumo di una carità vissuta senza clamori. La sua testimonianza, che unisce la penitenza alla solidarietà concreta, rappresenta un esempio fulgido di come la santità possa fiorire tra le occupazioni più comuni, purché vissute con lo sguardo costantemente rivolto al Signore e alle necessità dei fratelli più bisognosi.

Il ricordo nel tempo

La memoria di San Teobaldo Roggeri ha attraversato i secoli con una discrezione che rispecchia la sua stessa vita. Il riconoscimento pubblico della sua santità giunse in modo solenne nel milleottocentoquarantuno, quando la Santa Sede ne confermò il culto. Un momento fondamentale per la riscoperta della sua figura avvenne nel millequattrocentoventinove, quando il vescovo Alerino procedette al ritrovamento della sua tomba, restituendo alla comunità il segno tangibile della sua presenza tra loro. Ancora oggi, la città di Alba custodisce con devozione il ricordo di questo uomo di Dio, celebrandolo il primo di giugno. Una seconda ricorrenza, fissata per il primo di febbraio, è dedicata alla memoria del ritrovamento delle sue spoglie mortali, un evento noto come la Festa delle ricordanze. San Teobaldo viene venerato come patrono dei facchini e dei ciabattini, categorie che riconoscono in lui il protettore celeste delle loro fatiche quotidiane e un modello di rettitudine umana e spirituale.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Teobaldo Roggeri?

Si festeggia il primo di giugno, mentre il primo di febbraio si celebra la Festa delle ricordanze per il ritrovamento della sua tomba.

Di cosa è patrono San Teobaldo Roggeri?

È patrono dei facchini e dei ciabattini.

Ad Alba in Piemonte, beato Teobaldo, che, spinto dall’amore per la povertà, rimise tutti i suoi averi a una vedova e divenne per spirito di umiltà facchino, per portare su di sé i pesi altrui. — Martirologio Romano