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23 marzo

San Turibio de Mogrovejo

Vescovo

San Turibio de Mogrovejo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e formazione

San Turibio nacque da una nobile famiglia della nobile casata dei Mogrovejo a Maiorca, in Spagna, nel sedicesimo secolo, precisamente nel 1538, con notizie che indicano Mayorga de Campos nella provincia di León il 16 novembre. Fin dalla giovinezza si distinse per la rettitudine e il senso del dovere, intraprendendo approfonditi studi di diritto nelle università di Coimbra e Salamanca. Grazie alle sue eccezionali qualità giuridiche e morali, raggiunse importanti incarichi civili, tanto che all'età di quarant'anni ricopriva la carica di Presidente del Tribunale di Granada, distinguendosi come laico esperto di diritto e stimato per la sua integrità.

La sua vita subì una svolta radicale quando, su indicazione del Re Filippo II di Spagna, che lo stimava molto ed era lieto di averlo a Lima come vescovo, il Papa Gregorio XIII lo volle vescovo e lo nominò Arcivescovo di Lima. Turibio aveva accettato con poco entusiasmo la dignità vescovile, provenendo dalla condizione di semplice laico in un percorso simile a quello di Sant'Ambrogio avvenuto mille anni prima. Avendo studiato diritto canonico ma essendo rimasto laico, gli dovettero conferire in un colpo solo tutti gli ordini fino al presbiterato. Turibio ricevette gli ordini minori in quattro domeniche consecutive e, poche settimane dopo aver ricevuto gli ordini minori, fu ordinato presbitero. Nell'agosto 1580 ha ricevuto la consacrazione episcopale, preparandosi così a partire per l'America meridionale.

L'arrivo a Lima e il contesto sociale

Nella primavera del 1581 ha raggiunto la sua sede a Ciudad de Los Reyes, chiamata poi Lima e oggi capitale del Perù, arrivando nella sua arcidiocesi nel maggio del 1581. L'America meridionale si trovava da meno di cinquant'anni sotto dominio spagnolo e presentava una realtà complessa e difficile. A Lima risiedeva un viceré spagnolo con autorità su un territorio vastissimo ben oltre gli attuali confini peruviani. Tuttavia, a Lima il viceré comandava poco mentre a comandare veramente erano i conquistadores che facevano quello che volevano, pur proclamandosi cristiani e propagatori della fede. Erano presenti moltissimi indios e meticci già battezzati e i primi schiavi neri portati dall'Africa. Le popolazioni locali erano state cristianizzate con la violenza usando i precetti religiosi per tenerli sottomessi e poveri.

All'inizio del suo mandato, il vescovo dovette affrontare la decadenza spirituale dei coloni spagnoli e i loro abusi non corretti dai sacerdoti. L'arcivescovo affrontò direttamente il problema dei vizi e degli scandali replicando che Cristo è verità e non costume. Con energia e con il proprio esempio pose un freno agli abusi, moralizzando i costumi e promuovendo la riforma del clero. Era severissimo con i preti succubi dei conquistadores e formava un clero nuovo sul proprio esempio. Il suo comportamento gli procurò l'avversione dei conquistadores, e anche il viceré ce l'aveva con lui perché era sempre in visita pastorale e non lo si vedeva mai alle cerimonie di corte. La scoperta della situazione locale gli diede la carica e la passione per una battaglia durata fino alla morte.

Visite pastorali e cura degli indigeni

Mosso da ardente zelo apostolico, San Turibio si trasformò rapidamente in un catechista che evangelizzava gli indigeni con parole semplici e ardenti. Percorse tre volte l'intero territorio della sua arcidiocesi in visita pastorale, viaggiando per migliaia di chilometri, spesso a piedi, rifiutando di viaggiare in portantina e camminando con gli indios che lo amavano profondamente. Entrava nelle capanne miserabili e cercava gli indigeni fuggitivi per parlare loro con bontà nei loro idiomi e convertirli. Le tre visite pastorali occuparono più di dieci dei suoi venticinque anni di episcopato. Per parlare direttamente con la gente denutrita e umiliata, ha imparato la lingua locale, promuovendo una rievangelizzazione basata sul rispetto della dignità degli indigeni anche nelle forme. Per ordine suo i sacerdoti dovevano esortare e aiutare gli indios a mangiare sedendo a tavola, a dormire in un letto e a vivere da persone libere.

Dedico quotidianamente molte ore alla preghiera e alla meditazione, mantenendo un'intensa vita di devozione. Il segreto della sua santità fu la vicinanza a Dio e la fedeltà alla preghiera. Manifestò grande amore verso i bisognosi attraverso un tratto affabile, la consegna dei beni ottenuti e la donazione dei propri vestiti, mobili e utensili domestici. Il suo ministero fu caratterizzato da una costante evangelizzazione alla santità e da una profonda dedizione pastorale, che portò alla conversione di migliaia di indigeni. Tra i suoi frutti più alti vi fu la crescita spirituale di anime eccelse, avendo egli stesso cresimato tre santi: San Martino di Porres, San Francesco Solano e Santa Rosa di Lima.

Opere sinodali, culturali e ultimi giorni

L'azione pastorale di Turibio si concretizzò in imponenti riforme strutturali e culturali. Convocò e presiedette tredici sinodi regionali di vescovi, debellando con dei sinodi gli abusi e gli scandali nel clero attraverso i suoi concili locali e sinodi diocesani per migliorare la qualità del clero. Regolamentò e perfezionò la catechesi degli indigeni, facendo pubblicare catechismi e libri di preghiere nelle lingue locali. Fece stampare i primi libri pubblicati nell'America del Sud, ovvero il Catechismo in spagnolo, quéchua e aymara. Fondò cento nuove parrocchie nella sua arcidiocesi e fondò il primo seminario delle Americhe a Lima, provvedendo con cura al proprio gregge.

Mentre intraprese la terza visita pastorale, si ammalò nel Nord del Perù. Non volle interrompere il viaggio e la morte lo colse durante la sua ultima visita pastorale in una povera cappella a circa cinquecento chilometri da Lima, trovando l'estremo riposo a Saña in Perù, dove è morto il 23 marzo 1606. Prima di morire recitò il Salmo centoventidue, spirando alle ore quindici e trenta del ventitré marzo milleseicentosei, giorno di Giovedì Santo, ascoltando il canto dei salmi. Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima, ha tenuto l'omelia della Messa commemorativa del quarto centenario della morte del Santo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Turibio de Mogrovejo?

Si festeggia il 23 marzo, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1606.

Di cosa è patrono San Turibio de Mogrovejo?

Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato Patrono dell'Episcopato Latino-Americano nel 1983.

San Turibio di Mogrovejo, vescovo di Lima: laico originario della Spagna, esperto di diritto, eletto a questa sede andò in America; mosso da ardente zelo apostolico, visitò più volte, spesso a piedi, la sua vasta diocesi provvedendo assiduamente al gregge a lui affidato; debellò con dei sinodi gli abusi e gli scandali nel clero; catechizzò e convertì gli indigeni, finché a Sanna in Perù trovò l’estremo riposo. — Martirologio Romano