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23 marzo

Santi Vittoriano, Frumenzio e compagni

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il proconsole di Cartagine e la nobile scelta

Nel quinto secolo, le province romane sulle sponde mediterranee dell'Africa erano occupate dai Vandali, il cui dominio è divenuto sinonimo storico di brutalità e inciviltà. In questo contesto di prova per la Chiesa, San Vittoriano apparteneva a una nobile stirpe e ricopriva l'alta carica di funzionario amministrativo come governatore e proconsole di Cartagine. Il suo nome derivava dal termine romano Victor, che significa vincitore. Quando i Vandali, guidati dal re ariano Unnerico, imposero la loro persecuzione, Vittoriano scelse la fedeltà ai principi religiosi, morali e civili anziché l'ossequio al re persecutore. La storia ricorda che molti santi di nome Vittore morirono martiri come testimonianza della loro fede.

Il martirio con i compagni e la memoria della Chiesa

Il martirio avvenne nella seconda metà del secolo e non durante le persecuzioni imperiali romane, precisamente verso l'anno 484 a Cartagine. I responsabili dell'esecuzione furono i Vandali guidati dal re ariano Unnerico, il quale morì in seguito divorato dai pidocchi, mentre il suo ricordo scomparve nell'oblio. San Vittoriano fu martirizzato insieme ai suoi compagni mediante torture definite vandaliche. Tra i compagni vi erano due fratelli originari di Aquae Regiae, località corrispondente all'odierna Henchir-Baboucha. Vi erano inoltre due mercanti che portavano entrambi il nome di Frumenzio. Tutti loro subirono immani supplizi per aver perseverato nella fede cristiana. Il Martyrologium Romanum commemora San Vittoriano il ventitré marzo.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i Santi Vittoriano, Frumenzio e compagni?

Il Martyrologium Romanum commemora la loro memoria il ventitré marzo.

Chi furono i responsabili del martirio di San Vittoriano?

Il martirio fu eseguito dai Vandali guidati dal re ariano Unnerico nella seconda metà del quinto secolo.

Commemorazione dei santi martiri Vittoriano, proconsole di Cartagine, nell’odierna Tunisia, di due fratelli provenienti dalla odierna Henchir-Baboucha e di due mercanti entrambi di nome Frumenzio, i quali, durante la persecuzione dei Vandali, sotto il re ariano Unnerico, per aver perseverato nella fede cristiana furono torturati con immani supplizi e ricevettero così la gloriosa corona. — Martirologio Romano