27 settembre
San Vincenzo de' Paoli
Sacerdote e fondatore
Aggiornato il 15 settembre 2026
Dalle origini alla giovinezza
San Vincenzo de' Paoli nacque a Pouy, in Guascogna, Francia, nel 1581, e precisamente il ventiquattro aprile di quell'anno. Tra i connazionali francesi san Vincenzo de' Paoli era chiamato con l'appellativo di Monsieur Vincent. San Vincenzo de' Paoli nacque a Pouy, in Guascogna, Francia, nel 1581, in una modestissima famiglia contadina. Fino all'età di quindici anni Vincenzo lavorò nei campi e badò ai porci per aiutare i suoi cari, pur essendo dotato di acuta intelligenza. Nel 1595 Vincenzo lasciò Pouy per andare a studiare nel collegio francescano di Dax. Gli studi di Vincenzo furono sostenuti finanziariamente da un avvocato della regione, colpito dal suo acume. Il mecenate convinse i genitori di Vincenzo a lasciarlo studiare, il che allora equivaleva ad avviarsi alla carriera ecclesiastica. Dopo un breve tempo in collegio, il mecenate, giudice e avvocato de Comet senior accolse Vincenzo in casa sua affidandogli l'educazione dei figli. Vincenzo ricevette la tonsura e gli Ordini minori il venti dicembre 1596. Con l'aiuto del suo patrono, Vincenzo poté iscriversi all'Università di Tolosa per i corsi di teologia. Il ventitré settembre 1600 Vincenzo fu ordinato sacerdote a soli diciannove anni dall'anziano vescovo di Périgueux. In Francia non erano ancora attive le disposizioni in materia del Concilio di Trento al momento dell'ordinazione di Vincenzo. Vincenzo continuò gli studi di teologia a Tolosa laureandosi nell'ottobre 1604. Vincenzo sperò inutilmente di ottenere una rendita come parroco. Nel frattempo Vincenzo perse il padre e la famiglia finì ancora di più in ristrettezze economiche. Per aiutare la famiglia Vincenzo aprì una scuola privata senza grande successo. Vincenzo si ritrovò carico di debiti a causa della scuola privata.
La prova della schiavitù e il ritorno
Verso la fine di luglio 1605, mentre viaggiava per mare da Marsiglia a Narbona, la nave di Vincenzo fu attaccata da pirati turchi. I passeggeri, compreso Vincenzo de' Paoli, furono fatti prigionieri e venduti a Tunisi come schiavi. Vincenzo fu venduto successivamente a tre diversi padroni. L'ultimo padrone di Vincenzo fu un frate rinnegato che per amore del denaro si era fatto musulmano. La schiavitù di Vincenzo durò due anni. Vincenzo riacquistò la libertà fuggendo su una barca insieme al suo ultimo padrone, da lui convertito. Attraversando avventurosamente il Mediterraneo, Vincenzo e il suo compagno giunsero il ventotto giugno 1607 ad Aigues-Mortes in Provenza. Ad Avignone il rinnegato si riconciliò con la Chiesa nelle mani del vicedelegato pontificio Pietro Montorio. Pietro Montorio, ritornando a Roma, condusse con sé i due uomini. Vincenzo rimase a Roma per un intero anno. Dopo Roma Vincenzo ritornò a Parigi a cercare una sistemazione. Alcuni studiosi affermano che i due anni di schiavitù narrati da Vincenzo servirono in realtà a nascondere una sua fuga dai debitori per la fallimentare conduzione della scuola e pensionato privati. Vincenzo riuscì a farsi assumere tra i cappellani di corte. Vincenzo ricevette uno stipendio di fame che a stento gli permetteva di sopravvivere, senza poter aiutare la mamma rimasta vedova. Nel 1612 Vincenzo fu nominato parroco di Clichy, alla periferia di Parigi.
L'incontro con Bérulle e la nobiltà
A Clichy avvenne l'incontro decisivo con Pierre de Bérulle. Pierre de Bérulle accolse Vincenzo nel suo Oratorio e lo formò a una profonda spiritualità. Colpito dalla vita di preghiera di alcuni parrocchiani, padre Vincenzo, ormai trentunenne, lasciò da parte le preoccupazioni materiali e di carriera. Vincenzo prese ad insegnare il catechismo, visitare gli infermi ed aiutare i poveri. De Bérulle consigliò a Vincenzo di accettare l'incarico di precettore del primogenito di Filippo Emanuele Gondi, governatore generale delle galere. Vincenzo rimase per quattro anni nel castello dei signori Gondi. Nel castello Vincenzo poté constatare le condizioni di vita dei ricchi e dei poveri nella società francese dell'epoca. I ricchi non mancavano di niente e speravano di godere nell'altra vita dei beni celesti. I poveri conducevano una vita stentata e disgrazziata e credevano di trovare la porta del cielo chiusa a causa dell'ignoranza e dei vizi imposti dalla miseria. La signora Gondi condivideva le preoccupazioni del suo cappellano. La signora Gondi mise a disposizione una somma di denaro per i religiosi che avessero voluto predicare una missione ogni cinque anni alla massa di contadini delle sue terre. Nessuna Congregazione si presentò per predicare ai contadini. Il cappellano de' Paoli, intimorito da un compito così grande per un solo prete, abbandonò il castello senza avvisare nessuno. Le fondazioni di Vincenzo de' Paoli non nacquero da piani prestabiliti, ma da necessità contingenti e aderenza alla realtà. Vincenzo lasciò temporaneamente il castello della famiglia Gondi su invito degli oratoriani di de Bérulle.
Le prime Carità e la Congregazione della Missione
Vincenzo fu invitato a esercitare il ministero in una parrocchia di campagna a Chatillon-le-Dombez. Il contatto con la realtà povera e abbandonata dei contadini malati scosse il nuovo parroco. Un mese dopo l'arrivo, Vincenzo fu informato di un'intera famiglia vicina malata e senza assistenza. Vincenzo fece un appello ai parrocchiani per aiutare la famiglia, che fu accolto subito e ampiamente. Vincenzo considerò che i poveretti avrebbero avuto più del necessario oggi ma sarebbero tornati nel bisogno dopo qualche giorno. Dalla considerazione nacque l'idea di una confraternita di persone pie per assistere a turno i malati bisognosi della parrocchia. Il venti agosto 1617 nacque la prima Carità. Le associate della prima Carità presero il nome di Serve dei poveri. L'istituzione ottenne un regolamento approvato dal vescovo di Lione nel giro di tre mesi. La Carità organizzata si basava sull'amore che vede la presenza di Gesù in ogni povero e sull'organizzazione come un sol corpo. Il concetto di organizzazione cristiana richiamava la prima comunità di Gerusalemme. L'origine dei Lazzaristi si fa risalire alla predicazione del fondatore a Folleville il venticinque gennaio 1617. Le parole di Vincenzo a Folleville furono così efficaci che i confessori non bastavano. Il bene ottenuto a Folleville spinse la signora Gondi ad offrire denaro a una comunità che si impegnasse a predicare ai contadini. Non presentandosi nessuno, Vincenzo de' Paoli prese l'impegno su di sé dopo il ritorno a Parigi. Vincenzo si aggregò con alcuni sacerdoti zelanti e dal 1618 cominciò a predicare nei villaggi. Il risultato della predicazione fu ottimo e altri sacerdoti si unirono a Vincenzo. I signori Gondi aumentarono il finanziamento per la missione. La signora Gondi convinse Vincenzo a tornare nelle sue terre. Vincenzo tornò nelle terre dei Gondi come cappellano della massa di circa ottomila contadini. Vincenzo prese a predicare le Missioni nelle zone rurali fondando le Carità nei villaggi. Vincenzo avrebbe voluto uomini e donne collaborassero insieme nelle Carità, ma la cosa non funzionò per la mentalità dell'epoca. In seguito Vincenzo si occupò solo di Carità femminili. Le Carità maschili furono riprese nel 1833 da Emanuele Bailly a Parigi con sette giovani universitari. Federico Ozanam fu la vera anima del gruppo del 1833 ed è venerato come beato, essendo vissuto tra il 1813 e il 1853. Le Carità maschili riprese presero il nome di Conferenze di San Vincenzo de' Paoli. Nel 1623 Vincenzo de' Paoli si laureò in diritto canonico a Parigi. Vincenzo restò con i Gondi fino al 1625. L'arcivescovo di Parigi diede il suo appoggio assegnando a Vincenzo e ai missionari una casa nel Collegio dei Bons-Enfants in via San Vittore. Il contratto tra Vincenzo de' Paoli e i signori Gondi porta la data del diciassette aprile 1625. La nuova comunità doveva fare vita comune, rinunziare alle cariche ecclesiastiche e predicare nei villaggi di campagna. La comunità doveva inoltre occuparsi dell'assistenza spirituale dei forzati e insegnare il catechismo nelle parrocchie nei mesi estivi. La Congregazione della Missione fu approvata il ventiquattro aprile 1626 dall'arcivescovo di Parigi. La Congregazione della Missione fu approvata dal re di Francia nel maggio 1627. La Congregazione della Missione fu approvata da papa Urbano VIII il dodici gennaio 1632. I missionari si spostarono nel priorato di San Lazzaro. I membri presero anche il nome di Lazzaristi. Vincenzo accettò che i Preti della Missione o Lazzaristi fossero riuniti in una Congregazione senza voti. La congregazione si dedicò alla formazione dei sacerdoti tramite Esercizi Spirituali. I Preti della Missione diressero Seminari. I Preti della Missione si impegnarono nelle Missioni all'estero come in Madagascar. I Preti della Missione si impegnarono nell'assistenza agli schiavi d'Africa. Al momento della morte di Vincenzo nel 1660, la sola Casa di San Lazzaro aveva dato ottocentoquaranta missioni. Un migliaio di persone si erano avvicendate nella Casa di San Lazzaro per turni di Esercizi Spirituali.
Le Dame della Carità e le Figlie della Carità
Vivendo a Parigi, Vincenzo si rese conto che la povertà urbana era ancora più dolorosa e fondò le Carità anche in città. Nel 1629 le Suore dei poveri presero il nome di Dame della Carità. Nell'associazione confluirono nobildonne che dettero un valore aggiunto alla vita piena di vanità. La nobiltà parigina poté contribuire economicamente alle iniziative di monsieur Vincent. L'istituzione cittadina più importante fu l'Hotel Dieu, ovvero l'ospedale, organizzato da san Vincenzo nel 1634. L'Hotel Dieu fu un aiuto concreto nelle attività caritative per trovatelli, galeotti, schiavi, popolazioni affamate e Missioni rurali. Tra le centinaia di associate vi furono la futura regina di Polonia Luisa Maria Gonzaga e la duchessa d'Auguillon, nipote del cardinale Richelieu. Le prime Carità vincenziane in Italia sorsero a Roma nel 1652, a Genova nel 1654 e a Torino nel 1656. La feconda predicazione nei villaggi suscitò la vocazione all'apostolato attivo prima nelle ragazze di campagna e poi in quelle di città. Le ragazze erano desiderose di lavorare nelle Carità a servizio dei bisognosi consacrandosi totalmente. Vincenzo de' Paoli intuì l'opportunità di estendere la sua opera assistenziale dove le Dame della Carità non potevano arrivare. Vincenzo affidò il primo gruppo per la formazione a santa Luisa de Marillac, vedova Le Gras. Luisa de Marillac nacque nel 1591 e morì nel 1660. Il primo gruppo fu affidato il ventinove novembre 1633. Luisa de Marillac accolse le aspiranti in casa sua. Nel luglio dell'anno successivo le postulanti erano già dodici. La nuova Congregazione prese il nome di Figlie della Carità. I voti delle Figlie della Carità erano permessi ma solo privati ed annuali. I voti privati ed annuali permettevano di svolgere la missione in libertà e per puro amore. L'approvazione delle Figlie della Carità fu data nel 1646 dall'arcivescovo di Parigi. L'approvazione delle Figlie della Carità fu data nel 1668 dalla Santa Sede. Nel 1660, anno della morte del fondatore e della cofondatrice, le Figlie della Carità avevano una cinquantina di Case. Le suore indossavano un caratteristico copricapo che le faceva assomigliare ad angeli. Nel 1964 le suore dovettero rinunciare al copricapo per un velo più pratico. Le Figlie della Carità allargarono l'attività assistenziale ai malati negli ospedali, ai trovatelli, agli orfani, ai forzati, ai vecchi, ai feriti di guerra, agli invalidi e a ogni miseria umana. Le Figlie della Carità costituiscono oggi la Famiglia religiosa femminile più numerosa della Chiesa.
Formazione del clero e impegno civile
I Preti della Missione divennero i più prestigiosi e qualificati formatori dei futuri sacerdoti attraverso l'Opera degli Esercizi Spirituali. L'arcivescovo di Parigi dispose che i nuovi ordinandi trascorressero quindici giorni di preparazione nelle Case dei Lazzaristi. La preparazione dei nuovi ordinandi avveniva in particolare nel Collegio dei Bons-Enfants. Vincenzo de' Paoli era superiore del Collegio dei Bons-Enfants. L'Opera degli Esercizi Spirituali nel priorato di San Lazzaro si estese a tutti gli ecclesiastici per un ritiro annuale e a folti gruppi di laici. I sacerdoti espressero il desiderio di riunirsi settimanalmente per esortarsi a vicenda. A partire dal 1633 un gruppo di ecclesiastici guidati da Vincenzo de' Paoli si riuniva il martedì dando vita alle Conferenze del martedì. Il cardinale Richelieu volle essere informato sull'attività di formazione. Il cardinale Richelieu chiese al fondatore una lista di nomi degni di essere elevati all'episcopato. Il re Luigi XIII chiese a monsieur Vincent una seconda lista di ecclesiastici adatti a reggere diocesi francesi. Il re Luigi XIII volle Vincenzo accanto al suo letto di morte per ricevere gli ultimi conforti spirituali. Nel 1660 ben dodici rettori dei costituendi Seminari delle diocesi francesi appartenevano ai Preti della Missione. Nel 1643 Vincenzo de' Paoli fu chiamato a far parte del Consiglio della Coscienza o Congregazione degli Affari Ecclesiastici. La chiamata al Consiglio della Coscienza fu fatta dalla reggente Anna d'Austria. Il Consiglio della Coscienza era presieduto dal cardinale Giulio Mazzarino. Il compito del Consiglio era la scelta dei vescovi e il rilascio di benefici ecclesiastici. Mazzarino faceva scelte di opportunità politica senza badare alle qualità morali e religiose. Vincenzo si oppose apertamente a Mazzarino criticandolo nelle scelte di politica interna. Durante la Fronda Mazzarino tentò di mettere alla fame Parigi in rivolta. Vincenzo organizzò una mensa popolare a San Lazzaro dando da mangiare a duemila affamati al giorno. Nel 1649 Vincenzo chiese alla regina l'allontanamento di Mazzarino per il bene della Francia. La richiesta di allontanamento di Mazzarino non ebbe seguito. Vincenzo de' Paoli cadde in disgrazia e fu allontanato dal Consiglio di Coscienza nel 1652. La reggente Anna d'Austria concesse a Vincenzo l'incarico di Ministro della Carità per organizzare aiuti ai poveri su scala nazionale. Si disse che dalle mani di Vincenzo passasse più denaro che in quelle del ministro delle Finanze.
La lotta al giansenismo e il riscatto degli schiavi
Vincenzo de' Paoli divenne il maggiore oppositore alle idee gianseniste propugnate in Francia. Giovanni du Vergier, detto San Cirano, era amico di Vincenzo de' Paoli e morì nel 1642. Antonio Arnauld fu un propugnatore delle idee gianseniste in Francia. Giansenio, vescovo olandese, visse tra il 1585 e il 1638. Il movimento eterodosso del giansenismo sosteneva la necessità assoluta della Grazia per la salvezza umana a causa della corruzione del peccato originale. Secondo il giansenismo, la Grazia era concessa solo ad alcuni per imperscrutabile disegno divino. Il giansenismo fu condannato dai papi Innocenzo X nel 1653 e Alessandro VIII nel 1656. Vincenzo si adoperò affinché la decisione pontificia contro il giansenismo fosse accettata con sottomissione dai seguaci di Giansenio. Vincenzo fu riformatore della predicazione introducendo una tecnica oratoria semplice al posto di quella barocca. La tecnica oratoria introdotta consisteva nel ricercare la natura della virtù, i motivi per praticarla e i mezzi opportuni. Vincenzo de' Paoli fu apostolo della carità fra i prigionieri ed i forzati. Il re Luigi XIII istituì la carica di Cappellano capo delle galere l'otto febbraio 1619 su suggerimento di Filippo Emanuele Gondi. La carica di Cappellano capo facilitò a Vincenzo l'accesso nei luoghi di pena e di partenza dei galeotti rematori. Dal 1640 il compito di assistenza passò anche ai Missionari di Vincenzo, alle Dame e alle Figlie della Carità. Tra il 1645 e il 1661 Vincenzo de' Paoli e i suoi Missionari liberarono non meno di milleduecento schiavi cristiani prigionieri dei Turchi musulmani. Monsieur Vincent fu membro attivo fin dai primi anni della Compagnia del Santissimo Sacramento. La Compagnia del Santissimo Sacramento sorse a Parigi nel 1630 ed era composta da ecclesiastici e laici insigni dediti al bene. Vincenzo de' Paoli fu spesso ispiratore dell'attività benefica della Compagnia e ricevette da essa aiuto e collaborazione.
Spiritualità ed eredità terrena
Nei dodici capitoli delle Regulae, Vincenzo condensò lo spirito dei suoi figli come religiosi. Vincenzo subì l'influenza della spiritualità contemplativa del cardinale de Bérulle, sotto la cui direzione rimase per oltre un decennio. Vincenzo fu grande amico di san Francesco di Sales, di cui lesse più volte le opere spirituali apprezzandone l'umanesimo devoto. Vincenzo assimilò il temperamento pratico e l'ascetismo di sant'Ignazio di Loyola. Vincenzo elaborò una nuova dottrina spirituale attingendo da Bérulle, Francesco di Sales e Ignazio di Loyola. Le virtù caratteristiche dello spirito vincenziano sono chiamate le cinque pietre di Davide. Le cinque pietre di Davide sono semplicità, umiltà, mansuetudine, mortificazione e zelo per la salvezza delle anime. Il grande apostolo della Carità si spense a Parigi la mattina del ventisette settembre 1660 all'età di settantanove anni. Ai funerali di Vincenzo partecipò una folla immensa proveniente da tutti i ceti sociali. Vincenzo fu proclamato beato da papa Benedetto XIII il tredici agosto 1729. Vincenzo fu canonizzato da papa Clemente XII il sedici giugno 1737. I resti mortali di Vincenzo, rivestiti di paramenti sacerdotali, sono venerati nella Cappella della Casa Madre dei Vincenziani a Parigi. Papa Leone XIII il dodici maggio 1885 proclamò san Vincenzo patrono delle Associazioni cattoliche di carità. Una gigantesca statua di san Vincenzo, opera dello scultore Pietro Bracci, è collocata nella basilica di San Pietro in Vaticano dal 1754. La statua in San Pietro rappresenta il padre dei poveri. La celebrazione liturgica di san Vincenzo de' Paoli è fissata al ventisette settembre.
Il cammino e le prove
Nato a Pouy nel 1581, Vincenzo intraprese presto la via del sacerdozio, ricevendo l'ordinazione nel 1600 alla giovane età di diciannove anni. Gli studi lo condussero attraverso Dax e Tolosa, ma la sua fede fu temprata nel crogiolo della sofferenza. Tra il 1605 e il 1607, infatti, visse l'esperienza drammatica della cattura da parte dei pirati turchi e della prigionia a Tunisi, un evento che segnò profondamente la sua sensibilità verso gli oppressi.
Dopo aver visitato Roma e svolto il ministero a Clichy e Parigi, la sua vocazione caritatevole trovò una svolta decisiva nel 1617 a Chatillon-les-Dombes, dove fondò la prima Confraternita della Carità. Da quel momento, la sua missione divenne chiara: portare il conforto materiale e spirituale ovunque ci fosse bisogno. Nel 1625 istituì la Congregazione della Missione, dedicata alla predicazione nelle zone rurali, e nel 1633, insieme a Luisa de Marillac, diede vita alle Figlie della Carità, coronando un disegno di amore che si spense a Parigi nel 1660.
La gloria degli altari
L'eco della sua santità e l'efficacia delle sue opere attraversarono rapidamente i confini francesi. Nel 1737, papa Clemente XII lo proclamò solennemente santo, riconoscendo l'eroicità delle sue virtù e l'impronta indelebile lasciata nella Chiesa. La sua vita intera è stata una testimonianza di come la grazia divina possa trasformare le ferite della storia in canali di consolazione e speranza per l'umanità sofferente.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Vincenzo de' Paoli?
La celebrazione liturgica di san Vincenzo de' Paoli è fissata al ventisette settembre.
Di cosa è patrono San Vincenzo de' Paoli?
San Vincenzo de' Paoli è patrono delle opere di carità, dei prigionieri, degli orfani, degli ospedali, del Madagascar, dei bambini abbandonati, degli infermieri, degli schiavi, dei forzati e delle Associazioni cattoliche di carità.
Memoria di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote, che, pieno di spirito sacerdotale, a Parigi si dedicò alla cura dei poveri, riconoscendo nel volto di ogni sofferente quello del suo Signore e fondò la Congregazione della Missione, nonché, con la collaborazione di santa Luisa de Marillac, la Congregazione delle Figlie della Carità, per provvedere al ripristino dello stile di vita proprio della Chiesa delle origini, per formare santamente il clero e per assistere i poveri. — Martirologio Romano