San Vincenzo de' Paoli, noto in Francia come Monsieur Vincent, nacque a Pouy in Guascogna il 24 aprile 1581. Figura di spicco nella storia della cristianità e apostolo della carità, visse intensamente il XVII secolo dedicandosi alla cura dei poveri, dei prigionieri e dei sofferenti, nei quali riconosceva il volto del Signore. Fondò la Congregazione della Missione e, con la collaborazione di santa Luisa de Marillac, la Congregazione delle Figlie della Carità, mirando a ripristinare lo stile di vita della Chiesa delle origini.
La sua opera ha inciso profondamente nella vita della Chiesa attraverso la formazione del clero, l'assistenza negli ospedali e la promozione di numerose istituzioni benefiche. Spensero la sua esistenza terrena la mattina del 27 settembre 1660 a Parigi all'età di settantanove anni. Proclamato beato nel 1729 e canonizzato nel 1737 da papa Clemente XII, è ricordato universalmente come il padre dei poveri e patrono delle associazioni cattoliche di carità.
San Caio di Milano è una figura luminosa delle origini cristiane, che ha guidato la comunità ambrosiana tra la fine del secondo secolo e l'inizio del terzo. Successore di sant'Anatalone sulla cattedra episcopale, egli rappresenta la solida continuità della fede apostolica in una terra, quella milanese, che stava muovendo i primi passi verso la piena maturità ecclesiale. La sua memoria, giunta a noi attraverso il tempo, ci invita a riflettere sulla fedeltà dei pastori che hanno custodito il Vangelo nelle stagioni più antiche della storia.
Egli è ricordato non solo per il suo servizio ministeriale, ma anche per il legame profondo che la Chiesa milanese ha saputo conservare con le proprie radici. La cura nel preservare la memoria dei propri vescovi ha permesso che la sua figura fosse oggetto di attenzione secoli dopo, in particolare attraverso la solenne ricognizione delle reliquie compiuta da san Carlo Borromeo. Oggi, la presenza dei suoi resti mortali presso la basilica di Sant'Ambrogio continua a essere un segno tangibile di comunione tra la città contemporanea e i suoi padri nella fede.
Sant'Elzeario è un illustre santo laico vissuto a cavallo tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo, ricordato per la sua straordinaria testimonianza cristiana vissuta nel mondo attraverso i doveri dello stato coniugale, il governo civile e il servizio alla Chiesa. Nato in Francia nella regione di Apt in Provenza tra il 1284 e il 1287, era il primogenito di Ermengao de Sabran conte di Ariano e di Laudana d'Albe de Roquemartine. La sua figura si distingue nel panorama della santità medievale per aver coniugato la condizione nobiliare e il ruolo di condottiero d'esercito con una profonda dedizione spirituale, alimentata dall'appartenenza al Terz'Ordine francescano. Nel corso della sua breve esistenza terrena, spesa tra la Provenza, l'Italia e la corte di Francia, Elzeario seppe guadagnarsi l'affetto dei sudditi e la stima dei sovrani angioini, distinguendosi per opere di insigne carità, specialmente nell'assistenza ai lebbrosi, e per la difesa dei pontefici.
Il suo percorso esistenziale si concluse a Parigi il 27 settembre 1323, a soli trentotto anni, mentre svolgeva un delicato incarico diplomatico. La Chiesa ne riconobbe solennemente la santità il 5 gennaio 1371, quando papa Gregorio XI ne proclamò la canonizzazione ufficiale, dopo che già papa Urbano V ne aveva attestato le virtù. Oggi la sua memoria liturgica si celebra il ventisette settembre, giorno in cui la sua figura continua a essere venerata con particolare devozione ad Apt, ad Avignone, nella Badia di San Vittore di Marsiglia, nell'Ordine Francescano e ad Ariano Irpino, dove riposa la sua eredità spirituale e culturale. I processi di canonizzazione hanno registrato diverse modifiche del suo nome tra il latino, la lingua volgare e il francese, ma la sostanza della sua testimonianza di sposo casto e di uomo di fede rimane intatta e luminosa per ogni generazione.
San Sigeberto secondo visse nel settimo secolo e guidò come re l'Est Anglia, lasciando un segno profondo nella storia della fede cristiana in terra inglese. La sua esistenza terrena è oggi tramandata attraverso poche e scarne notizie, una condizione che accomuna del resto molti altri sovrani inglesi venerati come santi nello stesso periodo storico.
Ricordato dalla Chiesa per la sua testimonianza di conversione e per il sacrificio supremo affrontato in difesa del suo popolo, il santo re viene commemorato il ventisettesimo giorno di settembre. La sua figura si inserisce in quella vasta schiera di sovrani che, tra Oriente e Occidente, seppero unire le responsabilità del governo temporale alla ricerca della santità evangelica.
Sant' Iltrude di Liessies è una figura luminosa dell'ottavo secolo, la cui esistenza è stata interamente consacrata alla ricerca di Dio nel silenzio e nella preghiera. Nata a Poitiers, scelse di abbandonare le lusinghe del mondo per abbracciare la vita consacrata, ricevendo il velo delle vergini nell'anno settecentosessantotto. La sua testimonianza di fede si è espressa in un lungo cammino di dedizione spirituale, svolto nella solitudine presso l'abbazia di Liessies, dove ha dimorato come monaca per diciassette anni, offrendo la propria vita come oblazione pura al Signore.
La memoria di questa serva di Dio è giunta fino a noi non per gesta clamorose, ma per la fedeltà perseverante alla sua vocazione. Ricordata per la sua purezza e la sua ascesi, la sua eredità è custodita dalla Chiesa che ne celebra la memoria liturgica il ventisette settembre. La devozione verso Sant' Iltrude è stata alimentata nel tempo dalla cura dei suoi resti mortali, oggetto di particolare venerazione attraverso l'elevazione delle reliquie e la successiva traslazione, atti che testimoniano il perdurante legame tra la comunità dei fedeli e colei che, in vita, ha saputo fare del proprio cuore un tempio silenzioso e accogliente per la presenza divina.
Il Beato Fedele da Puzol, al secolo Mariano Climent Sanchís, visse a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, offrendo la sua esistenza nel nascondimento della vita religiosa come frate cappuccino e sigillandola con il martirio. Nato a Puzol, nella diocesi di Valencia, l'otto gennaio 1856 in una famiglia devota da padre Mariano Climent e madre Mariana Sanchís, conobbe presto la prova della solitudine rimanendo orfano di entrambi i genitori. Affidato alle cure della zia materna Josefa Sanchís, che seppe educarlo nella fede cristiana, il giovane visse gli anni della giovinezza affrontando anche il servizio militare e la partecipazione alla guerra carlista prima di orientare definitivamente i suoi passi verso il chiostro.
Entrato fra i Cappuccini a conflitto ultimato, vestì l'abito religioso come fratello e spese i suoi decenni nell'umiltà dei servizi quotidiani, distinguendosi per un temperamento mite, una dedizione assoluta alla preghiera e un costante abbandono alla protezione della Vergine Maria. Giunto alla tarda età di ottantadue anni e segnato da una vista compromessa, affrontò con serenità i tumulti della persecuzione contro la fede in Spagna, subendo la prova suprema del sangue a Sagunto il ventisette settembre millenovecentotrentasei insieme al sacerdote Giuseppe Fenollosa Alcayna, testimoniando fino all'ultimo la sua fedeltà a Cristo.
Nel corso del ventesimo secolo, e segnatamente durante la persecuzione della Guerra civile spagnola, la testimonianza cristiana ha trovato espressione nel martirio di alcune religiose appartenenti alla Congregazione delle suore terziarie cappuccine della Sacra Famiglia. Tale istituto religioso fu fondato da Luigi Amigó y Ferrer, vissuto tra il 1854 e il 1934. Tra le figure ricordate per aver suggellato la propria fede con il sacrificio della vita figurano Pietra Maria Vittoria Quintana Argos, nota come suor Rosaria da Soano, la consorella Emanuela Giusta Fernández Ibero, conosciuta come suor Serafina Maria da Ochovi, e Maria Fenollosa Alcaína, nota come suor Francesca Saveria da Rafelbunol. Queste donne consacrate, insieme ad altre persone come la madre di famiglia Erminia Martínez Amigó, sono ritenute martiri della fede per aver confermato con il loro sangue la fedeltà al Signore nel contesto della medesima persecuzione religiosa.
La memoria liturgica e il cammino della causa di beatificazione commemorano il percorso umano e spirituale di queste donne, le quali vissero la propria vocazione tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. La Santa Sede concesse il nulla osta nel novembre del 1990 per avviare l'iter canonico. La causa di beatificazione fu quindi iniziata nella curia di Valencia con la celebrazione dell'inchiesta diocesana nel 1991, la quale si protrasse fino al 1993. Successivamente, la Positio super Martyrio è stata esaminata il 14 maggio 1999 con esito positivo da parte dei consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi, mentre la causa attende di passare all'esame della Sessione Ordinaria dei cardinali e vescovi. Il martirologio ricorda nel villaggio di Gilet, nel territorio di Valencia, in Spagna, le beate martiri Francesca Saveria Maria Fenollosa Alcayna e Erminia Martínez Amigó.
Le Beate Maria del Monte Carmelo, Rosa e Maddalena Fradera Ferragutcasas sono tre sorelle nate a Riudarenes, unite non soltanto dal vincolo del sangue ma anche dalla medesima dedizione totale al Signore e al servizio educativo. Entrate nella vita religiosa nel corso del ventesimo secolo, hanno speso la loro esistenza nell'istruzione e nella catechesi, offrendo una testimonianza luminosa di carità cristiana in diverse località della Spagna. La loro vita, segnata dalla semplicità e dal dovere quotidiano, è giunta a compimento nel settembre del millenovecentotrentasei, quando hanno affrontato la prova suprema del martirio.
Le tre sorelle sono ricordate oggi come martiri della guerra civile spagnola, figure esemplari di fedeltà al Vangelo in tempi di aspra persecuzione. Il loro sacrificio, avvenuto il ventisette settembre del millenovecentotrentasei a Lloret de Mar, rimane un segno indelebile di coraggio e di perseveranza nella fede. Beatificate da papa Benedetto XVI il ventotto ottobre del duemilasette, esse continuano a intercedere per quanti, nel silenzio del quotidiano, si sforzano di testimoniare la luce di Cristo in mezzo alle difficoltà del mondo.
A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Adolfo e Giovanni, fratelli, che durante la persecuzione dei Mori, al tempo del re ‘Abd ar-Rahman II, furono coronati dal martirio per Cristo.
Beato Giovanni Battista Laborier du Vivier
Martire
In una sordida galera ancorata al largo di Rochefort sulla costa francese, beato Giovanni Battista Laborier du Vivier, diacono e martire, che durante la persecuzione della Chiesa fu condannato a una dura prigionia per il suo stato clericale e morì consunto da grave malattia.
Santi Florenziano (Fiorentino) e Ilario
Martiri a Bremur
Nella fortezza di Brémur in Francia, san Fiorentino, che si tramanda sia stato trafitto con la spada dai Vandali insieme a sant’Ilario.
San Bonfiglio (Bonfilio) di Foligno
Vescovo
A Fara presso Cingoli nelle Marche, san Bonfilio, che, dopo essere stato vescovo di Foligno, trascorse dieci anni in Terra Santa; fatto poi ritorno in Italia, visse da monaco nel monastero di Storaco, di cui in passato era stato abate, e morì, infine, in solitudine.
Beato Lorenzo da Ripafratta
Domenicano
A Pistoia, beato Lorenzo da Ripafratta, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che osservò fedelmente per sessant’anni la disciplina religiosa e fu assiduo nell’ascolto dei peccatori.
Beata Erminia Martinez Amigo
Madre di famiglia, martire
Nel villaggio di Gilet nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beate martiri Francesca Saveria (Maria) Fenollosa Alcayna, religiosa del Terz’Ordine delle Cappuccine della Sacra Famiglia, e Erminia Martínez Amigó, madre di famiglia, che, nella stessa persecuzione, confermarono con il loro sangue la fedeltà al Signore.
Beato Giuseppe Fenollosa Alcayna
Sacerdote e martire
A Sagunto in Spagna, beati martiri Giuseppe Fenollosa Alcayna, sacerdote, e Fedele (Mariano) Climent Sanchés, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Capuccini, che, nel corso della persecuzione contro la fede, sparsero il loro sangue per Cristo.
Beato Antonio de Torres
Mercedario
Beato Lorenzo della Pietà
Mercedario
Beata Maria della Purificazione
Vergine mercedaria
Beata Chiara della Resurrezione
Vergine mercedaria
Dal Martirologio Romano
Memoria di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote, che, pieno di spirito sacerdotale, a Parigi si dedicò alla cura dei poveri, riconoscendo nel volto di ogni sofferente quello del suo Signore e fondò la Congregazione della Missione, nonché, con la collaborazione di santa Luisa de Marillac, la Congregazione delle Figlie della Carità, per provvedere al ripristino dello stile di vita proprio della Chiesa delle origini, per formare santamente il clero e per assistere i poveri. — Martirologio Romano