27 settembre
Beata Francesca Saveria (Maria) Fenollosa Alcayna
Vergine e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la vita di suor Rosaria e suor Serafina
Pietra Maria Vittoria Quintana Argos nacque il 13 maggio 1866 nel paese di Soano, in provincia di Santander, in Spagna. I suoi genitori si chiamavano Antonio Quintana Cuesta e Luisa de Argos Cabanzón. Nel 1889 ella entrò nella Congregazione delle suore terziarie cappuccine della Sacra Famiglia, emettendo la professione religiosa temporanea nel 1891 e quella perpetua nel 1896. Nel corso degli anni fu superiora in diverse case, maestra delle novizie, consigliera generale dal 1896 al 1914, superiora generale dal 1914 al 1926 e infine vicaria generale dalla data del 1926 fino alla morte. Ella possedeva un carattere buono, sereno ed affabile, e le sue virtù caratteristiche furono la fede, la carità, la fedeltà a Dio e alla sua vocazione, la povertà e l'umiltà. Allo scoppio della Rivoluzione in Spagna, si trovava nella casa-noviziato di Masamagrell, a Valencia, insieme alla superiora locale Emanuela Giusta Fernández Ibero, nota come suor Serafina Maria da Ochovi. Emanuela Giusta nacque ad Ochovi, in provincia di Navarra, in Spagna, il 6 agosto 1872, ed entrò fra le terziarie cappuccine nel 1887. Emise i voti temporanei nel 1891 e quelli perpetui cinque anni dopo. Fu consigliera generale dal 1902 al 1936 e superiora di diverse comunità. Ella era esigente con sé e con gli altri, franca, seria, amante del lavoro e caritatevole. Nel pomeriggio del 21 agosto 1936, suor Rosaria da Soano e suor Serafina Maria da Ochovi furono arrestate proprio perché religiose, e vennero uccise la notte successiva al loro arresto nel corso della Guerra civile spagnola tra il 1936 e il 1939.
La testimonianza di Maria Fenollosa Alcaína
La consorella Maria Fenollosa Alcaína, nota come suor Francesca Saveria da Rafelbunol, nacque a Rafelbunol, in provincia di Valencia, in Spagna, il 24 maggio 1901. Ella entrò in convento nel 1921, emettendo la professione temporanea nel 1924 e quella perpetua nel 1928. Presso la casa di Masamagrell, Maria Fenollosa Alcaína svolse l'incarico di aiutante della maestra delle novizie. Era stimata da tutti come una suora pia, fervorosa, umile, amante del silenzio e sempre sorridente. A causa del pericolo che incombeva sulla sua comunità, ella fece ritorno in famiglia. Il 27 settembre 1936 fu arrestata insieme a suo fratello Giuseppe. Il giorno dopo l'arresto, i cadaveri di Maria Fenollosa Alcaína e del fratello furono ritrovati in cimiteri diversi, segnando il compimento del loro tragico destino durante il conflitto che insanguinò la Spagna tra il 1936 e il 1939. Insieme ad altre figure, come madre di famiglia Erminia Martínez Amigó, queste donne sono ritenute dalla tradizione e dalla Chiesa martiri della fede, avendo confermato con il proprio sangue la dedizione al Signore.
La vita
La figura di Francesca Saveria Fenollosa Alcayna si intreccia con quella di altre sorelle nel cammino verso il martirio. Nata a Soano nel milleottocentosessantasei, Francesca Saveria entrò nelle terziarie cappuccine nel milleottocentottantanove, mettendo i propri talenti al servizio della comunità fino a ricoprire il delicato incarico di superiora generale dal millecentoquattordici al millecentoventisei. Accanto a lei, la memoria si volge a chi, come la consorella nata a Ochovi nel milleottocentosettantadue, ha servito la congregazione in qualità di consigliera generale per lunghi decenni, dal millecentodue fino all'anno della sua morte.
Le vicende di queste religiose, attive tra Valencia, Masamagrell e Gilet, culminarono tragicamente durante la Guerra civile spagnola. Anche le sorelle più giovani, come quella nata a Rafelbunol nel millenovecentouno, che aveva fatto il proprio ingresso in convento nel millenovecentoventuno, non furono risparmiate. Nonostante il tentativo di trovare rifugio presso la propria famiglia per sfuggire alle persecuzioni, anch'ella fu raggiunta dalla violenza del tempo. Tutte loro, arrestate e uccise nel millecentotrentasei, hanno suggellato con il dono della vita la propria consacrazione a Dio. Il loro percorso, iniziato in luoghi diversi della Spagna, si è ricongiunto in un unico atto di offerta suprema, lasciando in eredità alla Chiesa un esempio di dignità e di coraggio che supera le barriere del tempo e delle contingenze storiche.
Il culto
Il culto delle Beate martiri della fede durante la Guerra civile spagnola si esprime nella gratitudine di una comunità che riconosce in esse il sigillo di una dedizione assoluta. La loro memoria liturgica, celebrata il ventisette settembre, non è soltanto un atto di commemorazione storica, ma una chiamata alla riflessione sul valore del perdono e della testimonianza cristiana in ogni circostanza. I luoghi del loro servizio, come Masamagrell e Valencia, rimangono custodi silenziosi di una vicenda che ha segnato profondamente la spiritualità delle terziarie cappuccine.
La proclamazione a beate ha elevato il loro sacrificio a modello universale, offrendo ai fedeli una luce di speranza. Pregare queste martiri significa rinnovare l'impegno a vivere con coerenza il Vangelo, chiedendo la grazia di una fedeltà che non arretra di fronte alle difficoltà della vita quotidiana. La loro testimonianza, intrisa di umiltà e spirito di sacrificio, continua a ispirare quanti cercano di orientare la propria esistenza secondo il cuore di Dio, camminando con fiducia verso la pienezza della carità.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Francesca Saveria Maria Fenollosa Alcayna?
La ricorrenza liturgica si celebra il 27 settembre.
Nel villaggio di Gilet nel territorio di Valencia sempre in Spagna, beate martiri Francesca Saveria (Maria) Fenollosa Alcayna, religiosa del Terz’Ordine delle Cappuccine della Sacra Famiglia, e Erminia Martínez Amigó, madre di famiglia, che, nella stessa persecuzione, confermarono con il loro sangue la fedeltà al Signore. — Martirologio Romano