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sabato 26 settembre 2026 · Santo del giorno

Santi Cosma e Damiano

Martiri

Santi Cosma e Damiano

I santi Cosma e Damiano, vissuti tra il terzo e il quarto secolo, sono figure luminose della prima Chiesa, venerati come martiri e testimoni di una carità senza confini. Originari dell'Arabia, questi fratelli hanno saputo unire la scienza medica a una profonda fede cristiana, offrendo la loro opera di guarigione come un riflesso gratuito dell'amore di Dio per gli uomini.

La memoria liturgica, che ricorre il 26 settembre, celebra la loro fedeltà incrollabile a Cristo, coronata dal martirio nell'anno 303. La loro memoria rimane viva nel cuore della Chiesa come esempio di servizio disinteressato e di totale dedizione al sollievo dei sofferenti, fino al dono supremo della propria vita.

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Gli altri santi di oggi

San Cosma

Martire

San Cosma visse a cavallo tra il terzo secolo e l'inizio del quarto secolo. Nato in Arabia, fu medico insieme a suo fratello e visse la propria testimonianza cristiana offrendo cure gratuite ai malati in virtù di una profonda missione spirituale. Per la loro totale gratuità, i due fratelli ricevettero l'appellativo di anàrgiri, che in lingua greca significa senza argento o senza denaro. La tradizione narra che una sola volta, e contro la ferma volontà di Cosma, Damiano accettò un modesto compenso di tre uova da una donna che era stata miracolosamente guarita. Tale dedizione verso i sofferenti costituì uno straordinario strumento di apostolato cristiano, che culminò nel sacrificio estremo della vita.

Il santo è ricordato con profonda devozione universale per la straordinaria fioritura del suo culto subito dopo la morte, avvenuta a Ciro, città vicina ad Antiochia di Siria, oggi Antakya in Turchia. Il martirio si compì per decapitazione dopo terribili torture ordinate da un governatore romano durante il regno dell'imperatore Diocleziano, in un anno compreso tra il 284 e il 305, forse nel 303, insieme ad altri compagni cristiani. Un'altra narrazione colloca la loro uccisione a Egea di Cilicia, in Asia Minore, per ordine del governatore Lisia, con la successiva traslazione dei corpi a Ciro. Il Martirologio attesta inoltre che i santi esercitarono la professione medica a Cirro, nella provincia di Eufratesia, sanando molte persone senza chiedere alcun pagamento.

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San Damiano

Martire

San Damiano, vissuto tra il terzo e l'inizio del quarto secolo, è una figura luminosa della Chiesa antica, ricordata insieme al fratello Cosma per la straordinaria diffusione del loro culto e per la dedizione totale ai sofferenti. Le informazioni sulla loro vita terrena sono scarse, ma la tradizione conservata nel Martirologio Romano li descrive come cristiani nati in Arabia che studiarono l'arte medica in Siria e scelsero di curare i malati per invito dello Spirito Santo. La loro opera di guarigione gratuita valse loro il soprannome di anàrgiri, termine greco che significa senza argento o senza denaro, trasformando la medicina in un efficace strumento di apostolato cristiano.

Il loro luminoso percorso si concluse con il martirio per la fede, seguito da una rapidissima fioritura di devozione che dall'Oriente raggiunse l'Occidente, lasciando tracce indelebili nella liturgia romana e nell'arte europea. San Damiano è particolarmente celebrato il ventisei settembre, data in cui la Chiesa ne onora la memoria santa, associando indissolubilmente il suo nome a quello del fratello nel ricordo perenne dei martiri che hanno offerto la vita per Cristo.

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San Nilo da Rossano

San Nilo visse a cavallo tra il decimo e l'undicesimo secolo, lasciando un segno profondo nella storia della Chiesa come abate di origine greca e fondatore di comunità monastiche orientali in terra d'Italia. Nato a Rossano Calabro nel 910 e morto nel monastero di Sant’Agata a Grottaferrata il 26 settembre 1004, egli seppe incarnare la spiritualità dei monaci d'Oriente in un'epoca segnata da grandi trasformazioni politiche e religiose. La sua esistenza si svolse in un contesto storico in cui l'Italia meridionale conobbe i monaci d’Oriente e la loro liturgia al tempo del dominio bizantino, mentre l'espansione araba si estese anche alla Sicilia e spinse altri monaci d’Oriente in Italia. In questa cornice, la Calabria si popolò di comunità monastiche guidate dalla regola di san Basilio, e tali comunità basiliane attrassero anche discepoli del posto.

San Nilo fu protagonista di questo fervore spirituale, guidato dal desiderio di penitenza, umiltà e peregrinazione alla ricerca di una santa condotta di vita. Insigne per spirito di profezia e sapienza di dottrina, egli lasciò una memoria indelebile attraverso le sue peregrinazioni e le sue fondazioni. La sua opera più celebre, l'abbazia di Grottaferrata, nacque alla fine della sua lunga vita e rimase viva e operosa alla fine del secondo Millennio nella sua linea di preghiera e cultura, ospitando la scuola di paleografia greca, la tipografia e la biblioteca, e divenendo centro di operosità ecumenica. Ricordato nel Martirologio come abate e di origine greca, san Nilo viene celebrato il ventisei settembre per la sua testimonianza di fede e di ascesi.

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Beate Maria del Rifugio (Teresa Rosat Balasch) e Maria del Calvario (Giuseppina Romero Clariana)

Vergini e martiri

Le beate Maria del Rifugio e Maria del Calvario vissero la loro consacrazione religiosa tra la fine del diciannovesimo secolo e i drammatici eventi della persecuzione religiosa in Spagna nel ventesimo secolo. Appartenevano alla congregazione delle Suore della Dottrina Cristiana, fondata per l'istruzione catechistica e l'educazione dei bambini, e affrontarono con fede incrollabile le difficoltà del loro tempo fino alla prova suprema del martirio.

Le due religiose sono ricordate per la loro dedizione silenziosa alla vita comunitaria, al servizio e alla carità cristiana. Arrestate durante la guerra civile spagnola, offrirono la loro vita per fedeltà a Cristo Sposo e furono beatificate da san Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1995 insieme ad altre consorelle, suggellando una testimonianza di amore evangelico che la Chiesa celebra il ventisei settembre.

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Santa Teresa (Maria Vittoria) Couderc

Fondatrice

Santa Teresa, al secolo Maria Vittoria Couderc, visse nel diciannovesimo secolo distinguendosi come figura di prima grandezza tra le fondatrici di congregazioni religiose. Nacque il primo febbraio 1805 a Mas de Sablières, in Francia, nel dipartimento dell'Ardèche, da genitori contadini di poche risorse di nome Claudio Michele Couderc e Anna Méry. La sua esistenza si svolse interamente tra campagne e cittadine della diocesi di Viviers, segnata da una profonda dedizione alla Chiesa in un periodo storico successivo alle difficili abolizioni napoleoniche. Guidata da una straordinaria vocazione mistica e da un totale abbandono alla volontà divina, che amava esprimere con il termine francese di totale dono, visse le grandi prove della contraddizione e dell'umiliazione con animo profondamente sereno e mite. Fondò la Società di Nostra Signora del Ritiro del Cenacolo, un'opera destinata a diffondersi in tutto il mondo come felice sintesi di vita contemplativa e attiva, di silenzio e di apostolato.

La Santa è ricordata per aver dato vita a un istituto religioso che unisce mirabilmente la spiritualità ignaziana degli esercizi spirituali all'accoglienza e alla preghiera. Attraverso sofferenze accettate senza mai chiedere la liberazione dal dolore, ma implorando soltanto la forza di amare la Croce, Madre Teresa seppe guidare le consorelle rimanendo spesso emarginata dai vertici dell'opera da lei stessa fondata. La Chiesa ne ha riconosciuto l'eroicità delle virtù e la santità proclamandola beata nel 1951 e infine canonizzata solennemente da papa Paolo VI il 10 maggio 1970 nella basilica di San Pietro a Roma. Il suo corpo riposa custodito in un'urna nel cenacolo di La Louvesc, mentre la sua memoria liturgica viene celebrata il ventisei settembre.

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Beato Luigi Tezza

Sacerdote camilliano, fondatore

Il Beato Luigi Tezza è stato un insigne sacerdote camilliano, la cui esistenza si è mossa tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo nel segno di un costante e ardente amore a Dio e al prossimo sofferente. Nato a Conegliano Veneto in provincia di Treviso il primo novembre 1841 da Augusto, medico stimato per la sua sensibilità sociale, e da Caterina Nedwiedt, donna nobile e di grande pietà che in seguito professò nel Monastero della Visitazione di Santa Maria a Padova e morì nel 1880 in concetto di santità dopo aver ceduto i suoi beni ai poveri, il giovane Luigi fu accolto e guidato da Padre Luigi Artini, sacerdote e formatore autorevole vissuto tra il 1808 e il 1872. Entrato a quindici anni come postulante nell'Ordine dei Ministri degli Infermi a Verona e sostenuto da una precoce maturità umana e spirituale, emise la prima professione dei voti religiosi l'otto dicembre 1858 e fu ordinato sacerdote il ventuno maggio 1864 dal vescovo di Verona, distinguendosi sempre per spirito di pietà, obbedienza e diligenza nei suoi doveri.

Nel corso della sua vita terrena, Padre Luigi Tezza ha sintetizzato la sua spiritualità nelle parole: Tutto in Dio, per Dio, con Dio. Egli viene ricordato per aver fondato, insieme alla Beata Giuseppina Vannini incontrata a Roma il diciassette dicembre 1891, la Congregazione delle Figlie di San Camillo, considerata la sua opera maggiore e la missione a cui si sentiva ispirato da tempo per servire Dio tra i malati e avviarla a molteplici opere di carità. Il suo apostolato si estese dall'Italia alla Francia e infine in Perù, dove si spense serenamente il ventisei settembre 1923, lasciando l'immagine indelebile di un imitatore fedele di Cristo buon Samaritano e di un discepolo di San Camillo. La Chiesa ne riconosce la santità attraverso la sua beatificazione, proclamata da Papa Giovanni Paolo II il quattro novembre 2001.

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Beato Gaspare Stanggassinger

Redentorista

Il Beato Gaspare Stanggassinger, nato nel 1871 a Berchtesgaden in Baviera, è una figura luminosa di dedizione sacerdotale vissuta nel diciannovesimo secolo. La sua esistenza, seppur breve e conclusasi prematuramente nel 1899 a Gars, è rimasta impressa nella memoria della Chiesa come esempio di umiltà e fervore apostolico. La sua vocazione si manifestò con grande precocità, conducendolo attraverso un cammino di formazione che lo vide scegliere con determinazione la via della vita religiosa all'interno della Congregazione del Santissimo Redentore.

Egli è ricordato oggi come un modello di fedeltà al ministero, particolarmente per il suo impegno instancabile nella formazione dei giovani. La sua vita, segnata dal dono di sé, culminò nell'offerta suprema del suo ministero sacerdotale, vissuto con spirito di obbedienza e carità. Beatificato da Papa Giovanni Paolo II il ventiquattro aprile 1988, il Beato Gaspare continua a essere invocato come intercessore per quanti cercano di conformare il proprio cuore alla volontà di Dio, trovando nella sua breve ma intensa parabola terrena un richiamo costante alla santità quotidiana e al servizio gioioso verso il prossimo.

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San Gedeone

Giudice d’Israele

Nel tredicesimo secolo avanti Cristo, mentre il popolo di Israele viveva la sua condizione tribale nella terra promessa, la guida spirituale e civile era affidata a figure chiamate Giudici, termine che in lingua ebraica indica propriamente i governatori. Tra essi emerge la figura di San Gedeone, laico originario della Terra Santa e appartenente alla tribù di Manasse. La sua vicenda è narrata a partire dal capitolo sesto del libro dei Giudici, inserito nel Vecchio Testamento. San Gedeone è ricordato per la sua incrollabile fede e per la liberazione del popolo di Israele dal giogo e dall'oppressione dei Madianiti, un popolo imparentato con gli Ebrei in quanto discendenti da Abramo, e di cui la sposa di Mosè, Zippora, era stata l'esponente più celebre. Chiamato a compiere una grande missione, Gedeone ricevette l'investitura di combattente per la libertà direttamente da un angelo, messaggero del Signore. Pur essendo cosciente della propria debolezza, e avendo affermato che la sua famiglia era la più povera della tribù di Manasse e che lui era il più piccolo nella casa di suo padre, San Gedeone obbedì alla chiamata divina. Con la forza di Dio, Gedeone distrusse l'altare di Baal, la divinità principale dei cananei, popolazione indigena della Terra Santa. La sua opera dimostrò che la vera potenza della fede nasce dall'onnipotenza divina e dall'accoglienza della grazia del Signore, escludendo ogni vanteria umana.

La memoria di San Gedeone è stata tramandata attraverso i secoli e inserita nel Martyrologium Romanum, che ne fissa la commemorazione liturgica al ventisei settembre. La Chiesa Cattolica venera San Gedeone come santo, riconoscendo nella sua storia un esempio luminoso di obbedienza e di totale affidamento a Dio. Il nome stesso Gedeone significa in lingua ebraica tagliatore, forse in memoria dell'attività svolta dalla sua famiglia, mentre il suo secondo nome era Ierub-baal, un appellativo più paganeggiante legato al culto di Baal. Nella sua missione di liberazione, Gedeone chiese e ottenne dal Signore il duplice segno di protezione e il segno della rugiada sul vello. Di fronte alla vastità dell'esercito nemico, Gedeone decise con grande coraggio di licenziare ventiduemila Ebrei pronti a combattere, selezionando solamente trecento dei restanti combattenti attraverso una prova di sobrietà. Questa scelta provvidenziale servì ad evitare che Israele potesse vantarsi dicendo che la propria mano lo aveva salvato. Rifiutando la corona regale offertagli dagli Ebrei riconoscenti, Gedeone affermò con fermezza che né lui né suo figlio avrebbero regnato, ma soltanto il Signore. La tradizione e la scrittura ci consegnano così il ritratto di un uomo umile che ha saputo servire il suo popolo nella giustizia e nella fede.

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Beata Lucia da Caltagirone

Vergine

La Beata Lucia da Caltagirone visse tra il quattordicesimo secolo e l'inizio del quindicesimo secolo, animando la sua esistenza nello spirito dei primi secoli del Francescanesimo. Le notizie sulla sua vita terrena sono poco documentate e le informazioni pervenute non sono sempre sicure, poiché contengono aneddoti colorati dalla leggenda. I testi che menzionano la Beata sono tutti stampati nel Settecento, tra i quali spiccano per autorevolezza gli Annales Minorum scritti dall'annalista irlandese Luca Wadding, frate recolletto vissuto tra il 1588 e il 1657. Lucia nacque nella seconda metà del quattordicesimo secolo a Caltagirone, città in provincia di Catania situata su tre colli e detta regina dei monti, nota soprattutto per la rinomata ceramica e maiolica. I genitori pii avevano educato la fanciulla alla particolare devozione verso san Nicola da Bari, e proprio durante l'infanzia, dopo una paurosa caduta, Lucia fu confortata dalla visione del santo vescovo.

All'età di tredici anni Lucia lasciò la terra natia per seguire una pia terziaria francescana di Salerno, città situata nell'omonimo golfo e sede di una famosa e prestigiosa Scuola Medica. Trascorso un certo periodo, Lucia rimase sola a causa della morte della sua guida ed entrò in un convento salernitano retto dalla Regola Francescana, probabilmente quello di San Francesco presso la chiesa di san Nicola, eretto nel 1238 e soppresso nel 1809 a seguito delle leggi napoleoniche. Ella visse il resto della sua vita a Salerno, distinguendosi tra le Terziarie Francescane Regolari per la fedele pratica dei suoi doveri e mostrando particolare amore alla penitenza, votandovisi per espiare i peccati e per devozione alle Cinque Piaghe di Cristo. Esercitò per un certo tempo l'ufficio di maestra delle novizie, mentre la fama delle sue virtù si diffondeva in tutta la città, spingendo molti a ricorrere a lei per preghiere e consiglio. Lucia morì a Salerno nell'anno 1400 senza una data esatta pervenuta, e dopo il suo passaggio da questa vita le furono attribuiti parecchi miracoli, mentre il suo corpo fu successivamente traslato nel monastero benedettino di Santa Maria Maddalena a Salerno, oggi non più esistente. Il suo culto fu dapprima approvato da papa Callisto III tra il 1455 e il 1458, e successivamente confermato da papa Leone X il 4 giugno 1514 su istanza dei francescani, il quale concesse la celebrazione della Beata al 26 settembre con Messa e Ufficio proprio composto sull'esempio di quello di santa Chiara.

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San Senatore d’Albano

Martire

San Senatore d’Albano è una figura luminosa dei primi secoli del cristianesimo, la cui testimonianza rimane saldamente custodita nella memoria della Chiesa. Il suo nome è strettamente legato alla terra di Albano Laziale, luogo in cui ha compiuto il sacrificio supremo del martirio, sigillando con il sangue la fedeltà al Vangelo e offrendo alla comunità dei credenti un esempio di perseveranza nelle prove della vita.

La sua venerazione attraversa il tempo, giungendo fino a noi attraverso le antiche testimonianze che lo collocano lungo il cammino della via Appia. La presenza del suo nome nel Martyrologium Romanum e la citazione in una guida per pellegrini risalente al settimo secolo confermano il radicamento profondo del suo culto, che si esprime ancora oggi nella devozione presso la chiesa a lui dedicata. Egli è ricordato come un testimone silenzioso e costante, un uomo che ha saputo rendere ragione della propria speranza fino alla fine.

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Beato Bonaventura da Puzol (Julio Esteve Flors)

Sacerdote e martire

Il Beato Bonaventura da Puzol, al secolo Julio Esteve Flors, visse nel corso del ventesimo secolo come sacerdote cappuccino e testimone fedele della fede cristiana fino al supremo sacrificio del martirio. Nato nella terra di Valencia, impiegò i suoi anni nello studio approfondito e nell'insegnamento, distinguendosi come predicatore e direttore spirituale dedito al bene delle anime e alla diffusione del Vangelo. La sua esistenza terrena si compì in anni segnati da una dura persecuzione religiosa, affrontata con profonda serenità interiore, costante preghiera e un abbandono fiducioso alla volontà divina.

Egli è ricordato con particolare venerazione per la limpidezza della sua testimonianza sacerdotale e per il coraggio con cui affrontò la morte, perdonando i suoi carnefici e impartendo l'assoluzione ai compagni di prigionia negli ultimi istanti della sua vita terrena. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il ventisei settembre, celebrando il suo transito attraverso il martirio e la dedizione totale spesa al servizio di Dio e dei fratelli, lasciando un segno luminoso di fortezza spirituale nella storia della Chiesa contemporanea.

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Beata Crescenza Valls Espi

Vergine e martire

La Beata Crescenza Valls Espi, nata a Onteniente nel 1863, rappresenta una luminosa testimonianza di dedizione cristiana nel corso del ventesimo secolo. La sua esistenza si è dipanata nel solco di una carità silenziosa e costante, vissuta tra le mura della sua città natale, dove ha dedicato le proprie energie al sollievo dei poveri e al conforto dei malati. La sua vita non fu segnata da eventi clamorosi, ma dalla fedeltà quotidiana al Vangelo, vissuta in una dedizione operosa che ha trasformato il servizio verso il prossimo in un autentico cammino di santità.

Il suo ricordo è indissolubilmente legato alla testimonianza suprema del martirio. Identificata come figura di fede e denunciata per il suo cattolicesimo, la Beata Crescenza ha affrontato con fermezza la prova della persecuzione, coronando il suo impegno terreno con il sacrificio della vita il 26 settembre 1936, a Puerto de Canals. La Chiesa ne celebra la memoria come esempio di coerenza cristiana, riconoscendo in lei una donna che ha saputo custodire la propria fede fino all'estremo dono di sé, confermata nella gloria degli altari da papa Giovanni Paolo II l'undici marzo 2001.

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Beato Leone Maria da Alacuas (Emanuele Legua Martì)

Sacerdote e martire

Il Beato Leone Maria da Alacuas, al secolo Emanuele Legua Martì, è una figura luminosa del ventesimo secolo, ricordato per la sua incrollabile dedizione sacerdotale e per il supremo sacrificio della vita vissuto nel contesto delle persecuzioni religiose. Nato ad Alacuas, in Sur Huerta de Valencia, il ventitré aprile 1875, crebbe in un contesto familiare segnato dalla fede e dalla generosità religiosa, ricevendo il battesimo nella parrocchia dell'Assunzione di Maria poche ore dopo la nascita. Fin da fanciullo conobbe i Terziari Cappuccini nel convento di Torrent, maturando la vocazione che lo avrebbe portato a consacrare interamente l'esistenza al servizio di Dio e dei giovani più bisognosi di guida. Sacerdote fedele e direttore spirituale esemplare, visse il proprio ministero con spirito di servizio all'interno delle scuole di riforma, offrendo conforto e rettitudine fino alla persecuzione che nel millenovecentotrentasei ne interruppe il cammino terreno.

La sua testimonianza di fede non si è spenta con il martirio, ma continua a risplendere nella Chiesa. Ricordato come animatore delle fraternità e custode premuroso della gioventù, il Beato Leone Maria da Alacuas ha percorso la via della santità attraverso l'obbedienza e la carità operosa. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica e ne riconosce la limpida testimonianza evangelica, culminata nella beatificazione celebrata l'undici marzo 2011 a Valencia, dove il pontefice San Giovanni Paolo II lo ha iscritto nel gruppo dei duecentotrentatré martiri, affidando alla sua intercessione il cammino dei credenti.

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Santi Cipriano, Giustina e Tectisto

Martiri

I santi Cipriano, Giustina e Teoctisto sono ricordati nella Chiesa cattolica il ventisei settembre, data in cui il Martirologio Romano ne celebra la luminosa memoria di fede e di martirio avvenuto nel corso del quarto secolo. La loro vicenda unisce la purezza della verginità consacrata alla radicale conversione dal mondo dell'occulto alla luce di Cristo, passando attraverso una tradizione agiografica complessa e ricca di attestazioni storiche e leggendarie.

La figura di Giustina, fanciulla di nobili origini di Antiochia, e quella di Cipriano, illustre mago e filosofo poi divenuto vescovo, testimoniano la forza invincibile della grazia divina e l'impotenza del male di fronte al segno della croce. Le loro reliquie, dopo complesse vicende storiche e peregrinazioni tra l'Oriente e Roma, trovarono particolare venerazione anche nella Cattedrale di Piacenza, suggellando un culto tramandato nei secoli attraverso i breviari e i martirologi della cristianità.

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San Vigilio di Brescia

Vescovo

San Vigilio è il quattordicesimo vescovo di Brescia e la sua figura si colloca nella seconda metà del secolo quinto, pur nella scarsità di notizie storiche dirette che caratterizza molti antichi pastori di quella diocesi. Negli elenchi diocesani il suo episcopato è posto tra quello di San Ottaziano e quello di San Tiziano, mentre in passato molti lo confusero con omonimi vescovi di Tapso, di Trento o della diocesi francese di Lectoure. La tradizione antica ne tramanda l'opera missionaria lungo la riviera Sebina e in Val Camonica, dove si recò per annunciare il Vangelo e dove fondò una primitiva cappella dedicata alla Madonna della Ceriola, sorta in sostituzione di un tempio pagano.

Il culto di San Vigilio è attestato fin dal medioevo attraverso la sua presenza in ben cinque libri manoscritti dei secoli tredicesimo e quindicesimo e in quattro ordini litanici primitivi, tra cui le litanie monastiche del codice Regio Vaticano del secolo decimo e i Frammenta Liturgica del secolo quattordicesimo. La memoria liturgica del santo, originariamente fissata al ventisei settembre nel Martirologio Romano e bresciano, viene celebrata oggi l'ultima domenica di settembre ad Iseo, mentre dal millenovecentosessantadue la sua ricorrenza è stata unita al venti aprile insieme a tutti i santi bresciani.

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Sant' Eusebio di Bologna

Vescovo

A Bologna, commemorazione di sant’Eusebio, vescovo, che lottò insieme a sant’Ambrogio per la fede cattolica contro l’arianesimo e si adoperò molto per promuovere tra le ragazze il valore della verginità.

Santi Sebastiano Nam I-gwan e compagni, Lucia Kim, Caterina Yi e Maddalena Cho

Martiri

A Seul in Corea, passione dei santi Sebastiano Nam I-gwan e nove compagni, martiri, che per la fede cristiana furono decapitati dopo atroci torture; vengono commemorate con loro anche le sante martiri Lucia Kim, Caterina Yi, vedova, e sua figlia Maddalena Cho, vergine, che, messe in carcere per Cristo, in un giorno ignoto di questo mese morirono per i supplizi patiti.

Beato Stefano di Rossano Calabro

A Gaeta nel Lazio, santo Stefano da Rossano, monaco, compagno di san Nilo il Giovane.

San Cristoforo della Guardia

Martire

Beati Raffaele Pardo Molina e Giuseppe Maria Vidal Segu

Domenicani, martiri

Nello stesso luogo, beato Raffaele Pardo Molina, religioso dell’Ordine dei Predicatori e martire, che morì durante la persecuzione contro la fede. Insieme con lui si commemora anche il beato martire Giuseppe Maria Vidal Segú, sacerdote del medesimo Ordine, che per la sua instancabile testimonianza di fede in Cristo fu accolto nella gloria a Barcellona.

Beata Maria del Olvido Noguera Albelda

Vergine e martire

Nel villaggio di Benifairó de Valldigna nello stesso territorio in Spagna, beata Maria dell’Oblio Noguera Albeda, vergine e martire, che, sempre nella stessa persecuzione, subì il martirio per la fede.

Beata Maria Jorda Botella

Vergine e martire

Nel villaggio di Benifallím nel territorio di Alicante ancora in Spagna, beata Maria Jordá Botella, vergine e martire, che portò a termine il glorioso combattimento per Cristo.

Beata Maria della Natività

Vergine mercedaria

Beato Jaime Calatrava Romero

Giovane padre di famiglia e martire

Beato Rafael Calatrava Ros

Padre di famiglia e martire

Beato Andrés Casinello Barroeta

Padre di famiglia e martire

Beato Ginés Céspedes Gerez

Sacerdote e martire

Beato Adolfo Martínez Sáez

Padre di famiglia e martire

Beato Andrea da San Giminiano

Francescano

Dal Martirologio Romano

Santi Cosma e Damiano, martiri, che si ritiene abbiano esercitato a Cirro nella provincia di Eufratesia, nell’odierna Turchia, la professione di medici senza chiedere alcun compenso e abbiano sanato molti con le loro gratuite cure. — Martirologio Romano