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26 settembre

San Vigilio di Brescia

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'episcopato e le testimonianze storiche

San Vigilio ha guidato la Chiesa bresciana come quattordicesimo vescovo, sebbene di lui si conosca solamente il nome e non si abbiano notizie attendibili sulla sua vita, analogamente ad altri venerati pastori dell'antichità cristiana locale. Gli elenchi ufficiali della diocesi collocano il suo ministero tra quello di San Ottaziano e quello di San Tiziano, presumibilmente nel corso della seconda metà del secolo quinto. Nel corso dei secoli, la sua figura è stata talvolta confusa con i santi vescovi omonimi di Tapso, di Trento o della soppressa diocesi di Lectoure in Francia. Nonostante la frammentarietà delle cronache, la memoria di questo vescovo è giunta sino a noi grazie a importanti testimonianze liturgiche, come i cinque libri manoscritti risalenti ai secoli tredicesimo e quindicesimo che ne conservano il nome. Tra le fonti più antiche figurano inoltre quattro ordini litanici primitivi, tra i quali spiccano le litanie monastiche bresciane tramandate dal codice Regio Vaticano del secolo decimo e i Frammenta Liturgica contenuti in una pergamena del secolo quattordicesimo passata ai Canonici Lateranensi di Bologna.

L'evangelizzazione e il santuario della Ceriola

La tradizione riferisce che il santo si sia recato ad Iseo con il proposito di evangelizzare la riviera Sebina, spingendosi successivamente fino in Val Camonica per diffondere la fede cristiana. Sulle rive del lago, in prossimità del monte, sorgeva un antico tempio pagano che fu sostituito da una piccola cappella fatta costruire dallo stesso vescovo Vigilio. All'interno di quel luogo sacro si venerava un'effige di Maria, raffigurata seduta in trono con il Bambino in braccio e magistralmente scolpita e intagliata nel legno di cerro, dando origine al celebre santuario della Madonna della Ceriola risalente al secolo quinto.

Il sepolcro e la storia delle reliquie

Secondo la disciplina ecclesiastica del tempo, San Vigilio fu sepolto nella chiesa da lui stesso fondata ad Iseo, dove le sue spoglie mortali furono circondate dalla massima venerazione popolare sin dai tempi antichi. In seguito, dopo l'ottavo secolo, parecchie ossa del santo, tra cui un teschio e un braccio, subirono un trafugamento e furono trasportate nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Brescia. In quel luogo le reliquie furono oggetto di quattro successive traslazioni che ne rinnovarono la devozione. La prima traslazione avvenne intorno al venticinque febbraio dell'anno mille e due, quando i resti mortali furono deposti accanto a quelli di Sant'Ottaziano. L'ultima traslazione si tenne il sei maggio millesettecentosessantatré, durante l'ottavario delle celebrazioni per la rinnovata consacrazione della chiesa di San Lorenzo. In quella circostanza i teschi di San Vigilio e di Sant'Ottanzio furono custoditi in due nuovi busti argentei o lignei, mentre le altre ossa vennero sistemate in due piccole urne collocate dietro l'altare maggiore. Nel frattempo, le reliquie scampate al trafugamento e rimaste nella primitiva pieve di Iseo furono traslate nel corso del secolo dodicesimo nella nuova chiesa plebanale, per essere poi sistemate nel milleseicentotrentatré in un'arca marmorea posta sotto l'altare maggiore. La devozione popolare trovò un momento di intensa partecipazione il quindici aprile millenovecentocinquantuno, quando, nel corso di una grande festa, il teschio di San Vigilio fu solennemente riportato ad Iseo. Ancora oggi il santo gode di profonda venerazione lungo tutta la riviera del Sebino e nel capoluogo lacustre, dove la sua memoria continua a vivere nel cuore dei fedeli.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Vigilio di Brescia?

La festa patronale di San Vigilio ad Iseo si celebra l'ultima domenica di settembre. In passato il santo era ricordato il venticinque settembre nel Martirologio Romano e bresciano, mentre dal millenovecentosessantadue la sua memoria liturgica è stata unita al venti aprile insieme a tutti i santi bresciani.

Di cosa è patrono San Vigilio di Brescia?

I fatti forniti non menzionano specifici patronati per San Vigilio, sebbene egli sia oggetto di viva e radicata venerazione lungo la riviera del Sebino e nel capoluogo lacustre.