27 settembre
Beato Fedele da Puzol (Mariano Climent Sanchís)
Religioso e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la chiamata
Mariano Climent Sanchís nacque a Puzol, nella diocesi di Valencia, l'otto gennaio 1856. Cresciuto in una famiglia profondamente devota, ebbe come genitori Don Mariano Climent e Donna Mariana Sanchís. La sua fanciullezza fu segnata dal dolore per la precoce scomparsa del padre e della madre, che lo lasciarono presto orfano. Fu quindi affidato alle cure della zia materna Josefa Sanchís, la quale si prese cura di lui e gli impartì una solida educazione cristiana. Compiuti gli anni della giovinezza, adempì al servizio militare e prese parte alla guerra carlista. Conclusa questa esperienza bellica, sentì la chiamata alla vita religiosa ed entrò fra i Cappuccini, vestendo l'abito francescano come fratello.
Il cammino nella vita religiosa
Il percorso di consacrazione proseguì con la professione temporanea, emessa il quattordici giugno 1881, e la professione perpetua, celebrata il diciassette giugno 1884. Nel corso della sua lunga vita religiosa visse nei conventi di Barcellona, Totana, Orihuela, Massamagrell e Valencia. All'interno delle comunità svolse con dedizione diverse mansioni umili, lavorando come portinaio, cuoco, aiutante nel Seminario serafico e compagno del Padre Provinciale. Era un uomo di tempra quieta e mite, che non si turbava mai per nulla e mostrava sempre un aspetto sorridente. Godeva di grande stima e di ottima fama sia tra i confratelli sia tra i fedeli, adempiendo in maniera esemplare i suoi doveri e le Regole dell'Ordine.
La preghiera e la fama di santità
Frate Fedele fu riconosciuto da tutti come un uomo totalmente dedito a Dio. La sua giornata era costantemente applicata alla preghiera, vissuta con la consuetudine di avere sempre il Rosario in mano e coltivando una profonda devozione verso la Vergine. Questa costante unione con il Signore alimentò in quanti lo conobbero una chiara e diffusa fama di santità. Quando il convento di Valencia fu chiuso a causa degli eventi ostili, egli cercò rifugio a Puzol nella casa di alcuni parenti. A causa della sua avanzata età di ottantadue anni e di una vista piuttosto compromessa, non usciva mai dall'abitazione, trascorrendo le giornate in serenità e interamente occupato nella preghiera.
Il martirio e la testimonianza
Nel tardo pomeriggio del ventisette settembre, alcuni membri del Comitato locale si recarono nella casa per prelevarlo, adducendo il falso pretesto di doverlo condurre all'asilo delle Hermanitas de los Pobres di Sagunto. Fu invece dirottato sulla strada principale di Barcellona e condotto fino al distretto municipale di Sagunto, dove subì il martirio insieme al sacerdote Giuseppe Fenollosa Alcayna nel contesto della persecuzione contro la fede, offrendo la sua vita e bagnando la terra con il suo sangue per Cristo. Fu ucciso all'entrata della cascina Laval de Jesús. Un abitante del luogo avvertì le autorità della presenza di un cadavere rimasto lì insepolto per due giorni, che fu successivamente identificato come quello di frate Fedele. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Sagunto insieme ad altre salme, e a causa delle circostanze i suoi resti mortali non poterono più essere identificati.
Una vita di servizio
Il percorso umano e spirituale di Mariano Climent Sanchís, divenuto poi il Beato Fedele da Puzol, è specchio di un'epoca complessa e segnata da grandi fermenti. Fin dalla giovinezza, egli conobbe le durezze della vita, partecipando alla guerra carlista durante il periodo del servizio militare, un'esperienza che certamente contribuì a forgiare il suo carattere risoluto. La chiamata del Signore giunse però a maturazione nel desiderio di una vita consacrata, che lo portò a entrare nell'Ordine dei Cappuccini. Con la professione perpetua emessa nel 1884, egli scelse definitivamente di appartenere a Dio, ponendo la propria esistenza al servizio della comunità religiosa.
La sua vocazione non si espresse attraverso grandi onori o incarichi di prestigio, ma nella fedeltà alle mansioni più semplici e necessarie alla vita conventuale. Come portinaio, cuoco e sacrestano, il Beato Fedele visse il Vangelo nelle piccole cose, in un itinerario che lo vide spostarsi tra diversi luoghi, tra cui Puzol, Barcellona, Totana, Orihuela, Massamagrell e Valencia. In ogni convento, egli portò lo spirito di chi sa che ogni gesto, se compiuto per amore, è una preghiera. La sua vita fu un susseguirsi di atti quotidiani, vissuti con la consapevolezza che il Signore si incontra nel dovere compiuto con spirito di umiltà e letizia. Proprio questa dedizione costante ha preparato il suo cuore all'ultima e decisiva testimonianza, quando, ormai anziano, si trovò a dover affrontare la persecuzione che avrebbe segnato il suo martirio. La coerenza di una vita intera, spesa nel silenzio dei chiostri e nel servizio ai fratelli, si è così trasfigurata nel momento dell'offerta suprema, rendendo la sua testimonianza un richiamo perenne alla fedeltà evangelica.
Il martirio e il culto
Il martirio del Beato Fedele da Puzol rappresenta l'atto finale di un'esistenza interamente donata. Nel tragico contesto dell'anno 1936, il religioso fu prelevato da membri del Comitato locale nella sua città natale di Puzol, in un clima di ostilità che non risparmiò la sua dedizione a Dio. Condotto lontano dalla sua comunità, egli fu ucciso presso la cascina Laval de Jesús, nelle vicinanze di Sagunto. Il suo sangue si è unito a quello dei tanti che, in quel tempo, hanno testimoniato con la morte la propria incrollabile appartenenza al Vangelo.
Oggi, la Chiesa lo annovera tra i Beati, proponendolo come modello di perseveranza. La sua memoria è celebrata nel Martirologio Romano, dove viene ricordato insieme al Beato Giuseppe Fenollosa Alcayna, a sottolineare la comunione dei santi che insieme hanno percorso la via del martirio. Il culto verso il Beato Fedele non si nutre di retorica, ma della semplicità della sua storia: un uomo che, partendo dall'umiltà del servizio conventuale, è stato capace di elevarsi fino alla testimonianza suprema, ricordandoci che la santità è possibile in ogni condizione di vita, anche quando le circostanze esterne sembrano oscurare la luce della speranza. La sua figura rimane un punto di riferimento per quanti, nella quotidianità, cercano di vivere la sequela di Cristo con sobrietà e coraggio.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Fedele da Puzol?
La sua memoria liturgica si celebra il 27 settembre, giorno del suo martirio.
A Sagunto in Spagna, beati martiri Giuseppe Fenollosa Alcayna, sacerdote, e Fedele (Mariano) Climent Sanchés, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Capuccini, che, nel corso della persecuzione contro la fede, sparsero il loro sangue per Cristo. — Martirologio Romano