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19 novembre

Sant' Abdia

Profeta

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il contesto storico e la profezia

Durante gli eventi drammatici legati alla distruzione di Gerusalemme del 587 a.C., operata dal babilonese Nabucodonosor, il giovane Abdia si trovava tra i superstiti rimasti in patria, mentre il profeta Ezechiele consolava i deportati in Mesopotamia tra Babel e Nippur. In quel frangente storico emersero i profondi rancori tra gli Edomiti e gli Ebrei, tensioni che risalivano all'epoca della frode di Giacobbe ai danni del fratello Esaù. Gli Edomiti, un popolo nomade della Palestina meridionale e discendenti da Esaù, rappresentavano i parenti più vicini agli Ebrei ma si macchiarono di gravi colpe. Durante e dopo la caduta di Gerusalemme, infatti, gli Edomiti aiutarono gli invasori partecipando attivamente al saccheggio e alla caccia ai fuggiaschi. Per rispondere a tanta ingiustizia, Abdia pronunciò una dura minaccia e un severo giudizio contro gli abitanti dell'Idumea, sviluppando i suoi temi attraverso un intenso canto lirico. Il profeta si rivolse agli Idomei definendoli piccoli e spregevoli a causa della loro superbia e preannunciò la loro rovina a causa delle uccisioni commesse contro il fratello Giacobbe. Con immagini potenti, il testo afferma che la casa di Giacobbe sarà fuoco e la casa di Esaù sarà paglia destinata a essere bruciata dal giudizio divino.

La visione e il culto nella Chiesa

Il messaggio di sant'Abdia si fonda su una linea religiosa rigorosa e tradizionale, incentrata sull'unicità di Dio Javhè come giudice supremo che punisce i peccatori e vendica le offese fatte al suo popolo. Oltre alla condanna delle genti nemiche, il profeta annunciò la restaurazione di Gerusalemme, destinata a diventare il luogo sacro designato ad accogliere il Messia. Gli esegeti leggono nella conclusione della visione di Abdia un chiaro preannunzio di Cristo e della Chiesa. Gli antichi Martirologi latini non menzionavano questo santo, la cui figura è stata successivamente accolta con piena evidenza nel Martirologio Romano e nel Sinassario Costantinopolitano alla data del diciannove novembre. Il Martirologio commemora sant'Abdia profeta proprio per avere saputo preannunciare l'ira del Signore contro le genti nemiche dopo l'esilio d'Israele. La devozione popolare ha trovato espressione anche nell'arte, come dimostra la splendida statua sul campanile del duomo di Firenze, opera di Nanni di Bartolo. Tale raffigurazione presenta Abdia come un giovane robusto a capo scoperto e con un ricco mantello, mentre tiene fermamente tra le mani il volumen, ovvero il libro sacro contenente la visione e la profezia del santo.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Abdia?

La ricorrenza liturgica di sant'Abdia si celebra il diciannovesimo giorno di novembre, data in cui il santo è ricordato nel Martirologio Romano e nel Sinassario Costantinopolitano.

Commemorazione di sant’Abdia, profeta, che, dopo l’esilio del popolo d’Israele, preannunciò l’ira del Signore contro le genti nemiche. — Martirologio Romano