Sant' Acardo (Aicardo) di Jumieges

Abate

Aggiornato il 22 luglio 2026

Le origini e la fondazione

Nato a Poitiers nel seicentoventiquattro da Anscario ed Ermena, sant'Acardo crebbe sotto la guida educativa del monaco Ansfrido. Divenuto monaco nel convento di Saint Jouin, visse l'esperienza mistica di udire una voce miracolosa. Seguendo quel consiglio, edificò l'abbazia di Quincay, attualmente nota come San Benedetto, utilizzando un terreno di proprietà della sua famiglia. In questo lavoro fu affiancato dal vescovo Ansoaldo. In seguito, Acardo volle che l'abbazia di Quincay fosse posta sotto la giurisdizione dell'abate della vicina Jumièges, san Filiberto. Per circa trent'anni resse il governo di Quincay dando prova di grande saggezza. Nel seicentottantaquattro fu chiamato a succedere a san Filiberto alla guida dell'abbazia di Jumièges, quando quest'ultimo la lasciò per fare ritorno nel Poitou.

Le prove della fede e il transito

Durante la sua vita terrena, sant'Acardo subì frequenti apparizioni del demonio, riuscendo a sconfiggerlo in più occasioni. Esemplare fu il momento in cui impedì che un grosso albero cadesse sopra alcuni suoi monaci. La tradizione riferisce che in una circostanza Acardo fu persino rimproverato dal demonio per essersi fatto tagliare i capelli di domenica. La sua morte avvenne in un quindici settembre, probabilmente nell'anno seicentottantaquattro, sebbene tale data resti controversa. Il corpo del santo fu sepolto nell'abbazia di Jumièges. In seguito all'invasione normanna, le sue reliquie furono messe al sicuro ad Haspres, dove vennero custodite con particolare cura a causa dei numerosi miracoli compiuti. Nel periodo di sant'Ugone le braccia del santo furono trafugate e riportate a Jumièges.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Acardo?

La memoria liturgica del santo ricorre comunemente il quindici settembre, sebbene alcuni menologi la collochino il diciassette giugno.

Nel monastero di Jumièges in Neustria, sempre in Francia, sant’Aicardo, abate, che, discepolo di san Filiberto, fu da lui messo a capo di questo cenobio. — Martirologio Romano