21 gennaio
Sant' Agnese
Vergine e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Fonti e origini
Il Calendario liturgico romano fa memoria della santa vergine Agnese in data 21 gennaio. L'antichità del culto di Sant'Agnese presso la Chiesa latina è attestata dalla presenza del suo nome nel Canone Romano. Il Canone Romano è oggi noto come Preghiera Eucaristica I. Il nome di Agnese nel Canone Romano si trova accanto a quelli di Lucia, Cecilia, Agata, Anastasia, Perpetua e Felicita. Nulla si sa della famiglia di origine di Sant'Agnese. Sant'Agnese è una popolare martire romana. La parola Agnese è la traduzione degli aggettivi greci pura o casta. Il nome Agnese fu forse usato simbolicamente come soprannome per esplicare le sue qualità. Sant'Ambrogio ritenne che il nome di Agnese non derivasse da scelta umana ma fosse predizione del martirio e annunzio di ciò che sarebbe stata. Notizie vaghe e discordanti su Agnese si trovano nella Depositio Martyrum del 336, il più antico calendario della Chiesa romana. Notizie su Agnese compaiono nel martirologio cartaginese del sesto secolo. Notizie sulla santa si trovano nell'opera De Virginibus di Sant'Ambrogio del 377. Notizie su Agnese sono presenti nell'ode quattordici del Peristefhanòn del poeta spagnolo Prudenzio. Un carme di papa San Damaso menziona Agnese ed è conservato nella lapide originale murata nella basilica di Sant'Agnese fuori le mura a Roma. La Passio di Sant'Agnese è leggendaria e falsamente attribuita al milanese Sant'Ambrogio. La Passio di Sant'Agnese è posteriore al secolo quinto e ha perciò scarsa autorità storica.
Il martirio
Agnese visse in un periodo in cui era illecito professare pubblicamente la fede cristiana. Alcuni storici ipotizzano che Agnese sia stata uccisa il 21 gennaio durante la persecuzione di Valeriano tra il 258 e il 260. Altri storici ritengono più probabile che il martirio sia avvenuto durante la persecuzione di Diocleziano nel 304. Durante la persecuzione di Diocleziano i cristiani furono uccisi in grandissimo numero, dando al periodo l'appellativo di era dei martiri. Durante la persecuzione dioclezianea i cristiani subirono ogni sorta di tortura. Anche alla piccola Agnese toccò subire una delle atroci pene escogitate dai persecutori. Dall'insieme delle fonti si ricava che Agnese fu messa a morte per la sua forte fede e il suo innato pudore. Agnese fu martirizzata all'età di tredici anni. Il martirio di Sant'Agnese è correlato al suo proposito di verginità. Agnese rifiutò le numerose proposte di matrimonio dicendo che fare ingiuria allo sposo è desiderare di piacere ad altri. Agnese affermò che sarebbe stata di colui che per primo la aveva scelta e invitò il carnefice a sbrigatevi. La Passione e Prudenzio riportano l'episodio in cui la ragazza fu esposta in un postribolo per ordine del giudice. Agnese fu condannata da un empio preside romano a veder macchiato il giglio della sua purezza. Agnese non si sgomentò davanti alla condanna poiché era abbandonata alla volontà di Dio che manda i suoi Angeli a proteggere i confidanti. Agnese uscì miracolosamente incontaminata dal postribolo in cui fu esposta. I nemici di Cristo cercarono di perdere Agnese con le fiamme della voluttà e del rogo. Agnese fu condannata da Aspasio ad essere bruciata viva. Durante il tentativo di esecuzione sul rogo, le fiamme si divisero intorno ad Agnese lasciandola illesa e si avventarono contro coloro che desideravano la sua morte. Agnese possedette una carità ardente non offesa dalle fiamme. Sant'Agnese provò grande esultanza alla tenerissima età di tredici anni. Ambrogio e Prudenzio affermano che Agnese fu messa a morte forse per decapitazione. San Damaso sostiene che Agnese fu messa a morte mediante fuoco. L'inno ambrosiano Agnes beatae virginis descrive la cura della santa nel coprire il corpo con le vesti e il viso con la mano mentre si accasciava. La tradizione riportata da Damaso narra che la santa si coprì con le sue abbondanti chiome cadendo a terra. Le fonti descrivono Agnese pronta a tendere le mani a Cristo tra le fiamme e a formare il segno della croce sul rogo pur se trascinata contro voglia agli altari idolatri. La vergine Agnese avanzò verso il supplizio con grande gioia e sollecitudine. Durante il percorso verso il supplizio, Agnese era l'unica a non piangere mentre tutti gli altri piangevano. Molti si meravigliavano che Agnese donasse con facilità e prodigalità una vita non ancora gustata, come se fosse già morta. Gli astanti erano stupiti che Agnese rendesse testimonianza alla divinità sebbene la sua età non le permettesse ancora di disporre di sé. Agnese disse che voleva veder perire il proprio corpo che poteva essere bramato da occhi sgraditi. Agnese si presentò al supplizio, pregò e piegò la testa. Agnese ricevette il colpo estremo con grande gioia spirituale. Agnese esortò personalmente il carnefice a conficcarle la spada nel petto per compiere il suo sacrificio. Nel sacrificio di Agnese si realizzò un doppio martirio di purezza e di religione. Agnese mantenne la sua condizione di vergine e ottenne il martirio. Dio sceglie le creature miti e deboli per confondere le potenze del mondo secondo l'orazione del Messale. Si celebra la nascita al cielo e la deposizione del corpo di sant'Agnese vergine e martire. Agnese fu animata da una viva fede fin dalla più tenera età che la rese accetta a Dio e le meritò la corona del martirio. Agnese era una fanciulla quando diede a Roma la suprema testimonianza di fede. Agnese consacrò con il martirio la fama della sua castità. Agnese vinse sia la sua tenera età che il tiranno. Agnese acquisì una vastissima ammirazione presso le genti e ottenne una gloria grandissima presso Dio. La deposizione del corpo di sant'Agnese si celebra in un determinato giorno. Gli eventi della vita e del martirio di sant'Agnese si collocano a Roma alla fine del secolo terzo o all'inizio del quarto.
La lode di Sant'Ambrogio
Sant'Ambrogio definì la festa della santa come il natale di una vergine, di una martire e di Sant'Agnese nel De Virginibus. Sant'Ambrogio invitò gli uomini ad ammirare, i piccoli a non disperdere la speranza, le maritate a stupire e le nubili a imitare la santa. Secondo Sant'Ambrogio la consacrazione di Agnese fu superiore all'età e la virtù superiore alla natura. Ambrogio ribadisce che la santa aveva tredici anni quando soffrì il martirio. Ambrogio sottolinea la crudeltà di non aver risparmiato una così tenera età e la grande potenza della fede. Ambrogio descrive Agnese intrepida tra i carnefici, immobile tra le catene e pronta a offrire il corpo alla spada.
Le reliquie e le basiliche
La storia delle reliquie di Sant'Agnese è assai articolata. Il corpo della martire venne inumato nella galleria di un cimitero cristiano situato sulla sinistra della via Nomentana. Costantina, figlia di Costantino il Grande, fece edificare una piccola basilica sulla tomba della santa per ringraziamento di una guarigione. Costantina volle essere sepolta nei pressi della tomba di Agnese alla sua morte. Accanto alla basilica sorse uno dei primi monasteri romani di vergini consacrate. La basilica fu ripetutamente rinnovata ed ampliata nel corso del tempo. L'adiacente cimitero fu scoperto ed esplorato metodicamente a partire dal 1865. Dal secolo nono il cranio della santa martire fu custodito nel Sancta Sanctorum, la cappella papale del Laterano. Papa Leone XIII traslò il cranio nella chiesa di Sant'Agnese in Agone. La chiesa di Sant'Agnese in Agone sorge sul luogo presunto del postribolo ove fu esposta. Il resto del corpo di Sant'Agnese riposa nella basilica di Sant'Agnese fuori le mura. Il corpo della santa nella basilica fuori le mura è conservato in un'urna d'argento commissionata da papa Paolo V.
Il martirio e la testimonianza
Nata e cresciuta a Roma, Agnese scelse fin dalla fanciullezza di legare il proprio destino a quello di Cristo, offrendo a Lui la propria verginità. Questa decisione, ferma e incrollabile, la condusse ben presto dinanzi al giudizio delle autorità romane. Per ordine del giudice, nel tentativo di piegare la sua volontà e violare la sua purezza, la giovane fu esposta in un postribolo. Tuttavia, la grazia divina la custodì in quel luogo di perdizione, permettendole di rimanere interamente incontaminata e fedele al suo sposo celeste.
All'età di soli tredici anni, Agnese affrontò l'estrema prova del martirio. Condotta al supplizio nella sua città natale, fu uccisa tramite decapitazione o rogo, affrontando la morte con la serenità propria di chi sa di andare incontro al Signore. Il suo corpo fu piamente deposto lungo la via Nomentana, luogo che divenne meta di profonda devozione e dove, in seguito, venne edificata la celebre basilica a lei dedicata, a perenne memoria del suo supremo sacrificio.
La memoria liturgica
Il ricordo di sant'Agnese ha radici antichissime e solide nella tradizione della Chiesa. La sua figura è solennemente ricordata nella Depositio Martyrum e il suo nome è pronunciato con devozione nel Canone Romano, la grande preghiera eucaristica che unisce i fedeli di ogni tempo. La sua testimonianza, che unisce la fragilità dell'infanzia alla grandezza del martirio, rimane un faro di santità che brilla nel cammino della comunità cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Agnese?
Sant'Agnese si celebra il 21 gennaio nel Calendario liturgico romano.
Memoria di sant’Agnese, vergine e martire, che, ancora fanciulla, diede a Roma la suprema testimonianza di fede e consacrò con il martirio la fama della sua castità; vinse, così, sia la sua tenera età che il tiranno, acquisendo una vastissima ammirazione presso le genti e ottenendo presso Dio una gloria ancor più grande; in questo giorno si celebra la deposizione del suo corpo. — Martirologio Romano