15 novembre
Sant' Alberto Magno
Vescovo e dottore della Chiesa
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la chiamata
Alberto nacque a Lauingen, in Baviera, intorno al milleseicento e sei, nel seno della nobile famiglia dei Bollstadt. Rispondendo a una chiamata interiore in età giovanissima, entrò nell'Ordine dei Predicatori. Ricevette l'abito religioso direttamente dalle mani del Beato Giordano di Sassonia, che era stato l'immediato successore del Santo Patriarca Domenico. Durante gli studi di teologia, il giovane studente incontrò grandi difficoltà che lo fecero tentare di abbandonare la via intrapresa nella vita religiosa. Tuttavia, sorretto da una grande devozione alla Madonna, trovò la forza di perseverare. La Vergine lo incoraggiò, rassicurandolo riguardo ai suoi timori e predicendogli che, alla fine della sua esistenza, avrebbe perso ogni capacità di sillogizzare per evitare qualsiasi tentazione di vacillare nella fede. Sotto la protezione della Madonna, il suo intelletto fiorì e divenne esperto in ogni ramo della cultura umana e spirituale.
L'insegnamento e la scienza
Il cammino di Alberto si sviluppò attraverso una vasta opera di insegnamento e trasmissione del sapere. Insegnò con grande onore e con la forza della parola e degli scritti filosofia e teologia a Parigi. Svolse la sua opera didattica nei vari Studi Domenicani di Germania e fondò lo Studio Domenicano di Colonia. Ebbe l'onore di avere tra i suoi discepoli San Tommaso d'Aquino, del quale profetizzò la straordinaria grandezza futura. La sua mente illuminata riuscì a unire in una sintesi mirabile la sapienza dei santi, il sapere umano e la scienza della natura. Meritò il titolo di Grande già durante la sua vita terrena e fu successivamente acclamato Dottore universale dalla Chiesa cattolica.
Il ministero episcopale e la pace
Nonostante la vocazione di studioso, Alberto fu chiamato a servire la Chiesa in ruoli di governo e di mediazione. Ricoprì la carica di Provinciale di Germania e, nel milleseicentosessanta, divenne Vescovo di Ratisbona, accettando tale sede vescovile suo malgrado. Nel contesto del suo episcopato si adoperò con impegno per essere arbitro e messaggero di pace tra i popoli, rafforzando la concordia. Dopo un solo anno, tuttavia, preferì la povertà del suo Ordine a ogni onore terreno, rinunciando alla sede di Ratisbona per dedicarsi nuovamente con libertà all'insegnamento e alla predicazione. In seguito offrì il suo prezioso contributo di sapienza partecipando al Concilio di Lione, adoperandosi per l'unione tra la Chiesa Greca e quella Latina.
Il compimento terreno e la memoria
In età avanzata, Alberto continuava a insegnare con vigore dalla cattedra. Un giorno la sua memoria si spense improvvisamente, esattamente come Maria aveva predetto decenni prima. Visse per altri quattro anni in questa condizione di raccoglimento, desiderando solo il cielo. Si addormentò piamente nel Signore il quindici novembre milles ottocento a Colonia, in Germania, consumato dalla divina carità. La sua salma è custodita con venerazione nella chiesa parrocchiale di Sant'Andrea a Colonia. La Chiesa ne ha solennemente riconosciuto la santità e l'importanza per la fede e la cultura attraverso i secoli. Papa Gregorio XV lo beatificò nel milleseicentoventidue. Successivamente, Papa Pio XI lo proclamò Santo e Dottore della Chiesa nel millenovecentotrentuno. Papa Pio XII lo dichiarò Patrono dei cultori delle scienze naturali il sedici dicembre millenovecentoquarantuno. È inoltre menzionato nel Martirologio come vescovo e dottore della Chiesa.
Il cammino della sapienza
Il cammino di Alberto assunse una direzione decisiva con l'ingresso nell'Ordine dei Predicatori, sotto la saggia guida di Giordano di Sassonia. Da quel momento, la sua vita divenne un pellegrinaggio intellettuale e spirituale che lo portò a insegnare nei più prestigiosi centri d'Europa, in particolare a Parigi e a Colonia. Proprio a Colonia, la sua strada si incrociò con quella del giovane Tommaso d'Aquino, di cui Alberto seppe riconoscere e coltivare il genio straordinario, guidandolo come discepolo e amico nel cammino della sacra dottrina.
Chiamato nel 1260 a guidare la diocesi di Ratisbona come vescovo, Alberto accettò l'ufficio per obbedienza, ma la sua sete di studio e di insegnamento lo spinse, poco dopo, a rinunciare alla cattedra episcopale per ritornare alla cattedra accademica. La sua sapienza fu anche posta al servizio della comunione ecclesiale quando partecipò al Concilio di Lione, adoperandosi per l'unione tra la Chiesa latina e quella greca. Negli ultimi anni di vita, trascorsi a Colonia, fu provato dalla perdita della memoria, un velo di silenzio che avvolse la sua mente prima della nascita al cielo, avvenuta nel 1280.
La gloria degli altari
La figura di Alberto Magno ha continuato a parlare ai credenti attraverso i secoli, ma è nel 1931 che la Chiesa, per mano di Papa Pio XI, lo ha solennemente proclamato santo e dottore della Chiesa. La sua eredità spirituale e intellettuale rimane un faro per quanti cercano di conciliare la rivelazione divina con l'indagine razionale del mondo fisico.
Egli è oggi venerato come speciale protettore di coloro che si dedicano alle scienze naturali, avendo egli stesso indagato la natura con lo sguardo colmo di stupore di chi vi scorge l'impronta del Creatore. La sua festa liturgica si celebra il 15 novembre, giorno in cui si consumò il suo transito terreno.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Alberto Magno?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il quindici novembre.
Di cosa è patrono Sant'Alberto Magno?
Sant'Alberto Magno è il patrono dei cultori delle scienze naturali.
Sant’Alberto, detto Magno, vescovo e dottore della Chiesa, che, entrato nell’Ordine dei Predicatori, insegnò a Parigi con la parola e con gli scritti filosofia e teologia. Maestro di san Tommaso d’Aquino, riuscì ad unire in mirabile sintesi la sapienza dei santi con il sapere umano e la scienza della natura. Ricevette suo malgrado la sede di Ratisbona, dove si adoperò assiduamente per rafforzare la pace tra i popoli, ma dopo un anno preferì la povertà dell’Ordine a ogni onore e a Colonia in Germania si addormentò piamente nel Signore. — Martirologio Romano