26 agosto
Sant' Alessandro di Bergamo
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La Legione Tebea e l'inizio del cammino
La tradizione riferisce che Sant'Alessandro viene comunemente raffigurato vestito da soldato romano, mentre regge un vessillo con un giglio bianco. Questo prezioso vessillo apparteneva alla gloriosa Legione Tebea, guidata dal comandante San Maurizio. Secondo la leggenda, la legione romana era composta da soldati egiziani provenienti dalla Tebaide. Gli Atti del martirio attestano che Alessandro rivestiva il ruolo di comandante di centuria all'interno di questa stessa legione. Dopo aver operato prevalentemente in oriente, la legione fu spostata in occidente nel trecentouno per contrastare gli attacchi di Quadi e Marcomanni. Durante l'attraversamento del Vallese, in seguito a una persecuzione scatenata dall'autorità imperiale, fu ordinato ai reparti di dare la caccia ai cristiani. Poiché i legionari erano cristiani, si rifiutarono con coraggio di obbedire a un simile ordine. A causa di questa insubordinazione, la legione subì una prima decimazione ad Agaunum, odierna San Moritz, una punizione che consisteva nell'uccisione di un soldato ogni dieci. Nonostante il terrore, i legionari continuarono a rifiutarsi di perseguitare i fratelli nella fede. L'imperatore ordinò allora una seconda decimazione e successivamente dispose lo sterminio totale della legione. Pochi soldati sopravvissero a quel terribile eccidio, e tra i superstiti riusciti a fuggire in Italia vi erano Alessandro, Cassio, Severino, Secondo e Licinio.
Le prigionie, le fughe e l'arrivo a Bergamo
Giunto in Italia, Alessandro fu presto riconosciuto e arrestato a Milano. Durante la prigionia milanese, egli rifiutò fermamente di abiurare la propria fede in Cristo. Nelle anguste mura del carcere, Alessandro ricevette la confortante visita di San Fedele e del vescovo San Materno. Fu proprio San Fedele a organizzare la sua fuga, permettendogli di rifugiarsi a Como. Sfortunatamente, a Como il soldato di Cristo fu catturato di nuovo e riportato a Milano, dove venne condannato alla morte per decapitazione. Durante l'esecuzione della condanna capitale, le braccia dei boia si irrigidirono improvvisamente, impedendo il gesto omicida. A seguito di questo straordinario prodigio, Alessandro fu nuovamente imprigionato, ma riuscì a evadere dal carcere per la seconda volta. Nel corso del viaggio intrapreso per raggiungere Bergamo, il fuggitivo passò per Fara Gera d'Adda e Capriate. Arrivato finalmente a Bergamo, fu accolto e ospitato dal principe Crotacio, il quale gli consigliò vivamente di nascondersi per sfuggire ai suoi persecutori.
La predicazione e il martirio pubblico
Nonostante il prudente consiglio di nascondersi ricevuto dal principe Crotacio, Alessandro scelse di non tacere la parola di verità e iniziò a predicare apertamente la fede cristiana. Attraverso la sua intensa e coraggiosa predicazione, egli convertì molti abitanti di Bergamo, tra i quali figurano i futuri martiri Fermo e Rustico. A causa di questa infaticabile attività apostolica, Alessandro fu scoperto e arrestato per l'ennesima volta. Storicamente, egli fu probabilmente un soldato romano originario o residente proprio a Bergamo, e il martirologio lo ricorda solennemente come martire in questa terra. Il martirio di Sant'Alessandro avvenne nel corso del quarto secolo, precisamente quando la condanna alla decapitazione fu eseguita in pubblico il ventisette agosto tremete? No, la fonte precisa che la condanna alla decapitazione fu eseguita in pubblico il ventisei agosto tremilatre? No, il ventisei agosto del trecentotré. L'esecuzione capitale ebbe luogo nel luogo esatto dove oggi sorge la devota chiesa di Sant'Alessandro in Colonna, consacrando per sempre il suo nome alla memoria della Chiesa universale.
Il cammino del martirio
Le vicende terrene di Alessandro si collocano nel contesto delle persecuzioni anticristiane del quarto secolo. Membro della legione romana, il giovane soldato scelse di non rinnegare la propria fede e, sfuggendo alla persecuzione che aveva colpito la sua legione ad Agaunum, cercò rifugio in Italia. Questo viaggio segnò l'inizio di un lungo percorso di testimonianza e sofferenza che lo vide toccare diverse località lombarde, lasciando ovunque un seme di speranza.
Arrestato e incarcerato a Milano a causa della sua professione di fede, Alessandro riuscì a fuggire, dirigendosi verso Como, dove tuttavia venne nuovamente catturato dalle autorità imperiali. Ma il disegno della Provvidenza lo condusse ancora una volta alla libertà: fuggito nuovamente, attraversò i territori di Fara Gera d'Adda e Capriate, fino a raggiungere Bergamo. In questa terra, lungi dal nascondersi, egli si dedicò con fervore alla predicazione del Vangelo, convertendo numerosi cittadini alla fede in Cristo. Il suo cammino terreno si compì tragicamente il 26 agosto del 303, quando subì la morte per decapitazione nella stessa città di Bergamo, sigillando con il proprio sangue la fedeltà al Signore.
La memoria e il patronato
La testimonianza di sant'Alessandro ha attraversato i secoli, rimanendo viva nel cuore della Chiesa e in particolare nella comunità di Bergamo, che lo venera come suo glorioso patrono. Il suo martirio, avvenuto il 26 agosto, viene celebrato ogni anno con profonda devozione liturgica, ricordando l'esempio di un uomo che ha saputo anteporre l'amore di Dio a ogni onore terreno e alla sua stessa vita.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Alessandro di Bergamo?
La festa liturgica di Sant'Alessandro di Bergamo si celebra il ventisei agosto.
Di cosa è patrono Sant'Alessandro di Bergamo?
Sant'Alessandro è il santo patrono della città di Bergamo.
A Bergamo, sant’Alessandro, martire. — Martirologio Romano