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mercoledì 26 agosto 2026 · Santo del giorno

Sant' Alessandro di Bergamo

Martire

Sant' Alessandro di Bergamo

Sant'Alessandro è il venerato santo patrono della città di Bergamo, dove il suo luminoso ricordo vive nella fede della comunità cristiana. Vissuto nel corso del quarto secolo, egli affrontò la prova suprema del martirio nell'anno 303, offrendo la propria vita per fedeltà a Cristo. La tradizione e le fonti storiche ci consegnano la figura di un uomo coraggioso, probabilmente un soldato romano originario o residente proprio nella terra bergamasca, che seppe testimoniare il Vangelo fino all'effusione del sangue. La sua memoria liturgica si celebra il ventisei agosto, giorno in cui la Chiesa ne commemora il sacrificio e l'intercessione.

La sua vicenda terrena si intreccia con le vicende della Legione Tebea, un corpo militare romano originariamente composto da soldati egiziani provenienti dalla Tebaide e comandato da San Maurizio. Dopo aver operato prevalentemente in oriente, nel tremendamente complesso scenario dell'impero, la legione fu spostata in occidente nel trecentouno per contrastare gli attacchi di Quadi e Marcomanni. Di fronte all'ordine imperiale di perseguitare i cristiani, i legionari, che condividevano la stessa fede, opposero un fermo rifiuto. Da questo atto di fedeltà evangelica prese avvio il cammino di testimonianza e di patimenti che condusse Alessandro attraverso arresti, fughe e prodigi, fino al definitivo martirio consumato sul suolo di Bergamo.

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Gli altri santi di oggi

Santa Giovanna Elisabetta Bichier des Ages

Fondatrice

Santa Giovanna Elisabetta Bichier des Ages, nata nel mille settecento settantatré presso lo Château des Ages de Blanc in Francia, è una figura luminosa della storia della Chiesa tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. La sua esistenza è stata segnata da una profonda dedizione al servizio del prossimo, maturata attraverso le prove della Rivoluzione Francese, durante la quale seppe custodire con coraggio e sapienza il patrimonio familiare. La sua vocazione si definì pienamente nell'incontro provvidenziale con Sant'Andrea Fournet, che la guidò nel discernimento della volontà divina, portandola a fondare la congregazione delle Figlie della Croce.

La santa è ricordata oggi come una instancabile animatrice di opere caritatevoli e apostoliche. Attraverso la sua infaticabile opera, seppe dare vita a oltre sessantatré case religiose sparse in tutta la Francia, con il fulcro vitale stabilito presso il priorato di La Puye. Canonizzata da Papa Pio dodicesimo nel mille novecento quarantasette, Giovanna Elisabetta rimane un esempio luminoso di obbedienza allo Spirito, capace di trasformare le difficoltà del suo tempo in un fecondo apostolato a beneficio dei più bisognosi e della crescita della vita consacrata.

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Santa Maria di Gesù Crocifisso (Mariam Baouardy)

Carmelitana

Santa Maria di Gesù Crocifisso, al secolo Mariam Baouardy, è stata una figura luminosa del diciannovesimo secolo, capace di incarnare con profonda dedizione la vocazione carmelitana. Nata ad Abellin nel 1846, la sua esistenza è stata segnata da una fede incrollabile, che la portò a subire un grave tentativo di omicidio nel 1859 proprio a causa della sua testimonianza cattolica. La sua vita, trascorsa tra diverse terre, da Alessandria d'Egitto fino alla Francia e all'India, è culminata nel ritorno in quella Terra Santa che tanto aveva amato.

Viene ricordata oggi come una religiosa infaticabile, capace di coniugare la contemplazione con un'operosità straordinaria. Il suo impegno nel fondare il Carmelo di Mangalore e la dedizione con cui diresse la costruzione del monastero di Betlemme testimoniano la concretezza di una spiritualità vissuta nel servizio. Canonizzata da Papa Francesco nel 2015, la sua memoria resta un faro per quanti cercano in Dio la forza di superare le fragilità umane, offrendo una testimonianza di pace e di dedizione assoluta che ancora oggi interpella il cuore dei credenti.

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Sant' Oronzo (Oronzio)

Vescovo

Sant'Oronzo è il venerato vescovo e patrono principale di Lecce, la cui figura unisce la memoria dei primi secoli cristiani alle profonde radici della devozione meridionale. La sua storia si muove tra i dati documentati della storiografia antica, legati all'evangelizzazione del Salento e alla presenza di comunità e religiosi di origine africana, e la tradizione agiografica fiorita nel corso dei secoli.

La sua figura è indissolubilmente legata ai santi Giusto e Fortunato, con i quali condivide la memoria liturgica dal diciassettesimo secolo, epoca in cui la protezione del santo fu invocata con fervore durante la terribile pestilenza che colpì il regno di Napoli. La sua immagine troneggia nelle opere del barocco leccese, raffigurata con i paramenti vescovili e il pastorale, a perenne custodia della fede e della comunità affidata alla sua intercessione.

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Santa Teresa di Gesù Jornet e Ibars

Vergine, Fondatrice

Santa Teresa di Gesù Jornet e Ibars nacque ad Aytona, presso Lérida, in Catalogna, il 9 gennaio 1843. Visse nel diciannovesimo secolo distinguendosi per una profonda dedizione ai poveri e agli emarginati, rispondendo con generosità alla chiamata del Signore attraverso un cammino di intensa spiritualità e servizio ecclesiale. Fu la fondatrice dell'Istituto delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati, un'opera nata per offrire accoglienza, assistenza spirituale e corporale agli anziani poveri e invalidi di ambo i sessi. La sua esistenza fu interamente spesa nella costruzione di case di accoglienza e nel governo saggio e umile della congregazione, affrontando con fortezza le difficoltà e le incomprensioni della sua epoca.

La Santa è ricordata per aver dato vita a una grande famiglia religiosa che oggi continua la sua missione in numerosi Paesi del mondo, testimoniando la carità evangelica verso i più deboli. La sua memoria liturgica si celebra il ventisei agosto, giorno della sua nascita al cielo avvenuta a Liria nel 1897. Beatificata da papa Pio XII nel 1958, fu proclamata santa da papa Paolo VI il 27 gennaio 1974, lasciando un luminoso esempio di santità operosa, fondata sulla preghiera incessante e sull'amore concreto per il prossimo sofferente.

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Madonna di Czestochowa

Il santuario di Jasna Gòra, noto come la montagna luminosa, sorge sui dolci pendii e sulle bianche rocce che circondano Czestochowa, in Polonia. Questo luogo custodisce l'Immagine Miracolosa della Madonna, un'icona venerata da secoli che rappresenta il cuore spirituale della nazione polacca e un punto di riferimento per milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. La tradizione attribuisce la realizzazione del dipinto a San Luca, il quale lo avrebbe eseguito su un tavolo utilizzato dalla Sacra Famiglia. Attraverso vicende storiche complesse, invasioni, profanazioni e prodigi, l'effigie sacra è divenuta un simbolo universale di fede, protezione e speranza, legando profondamente le vicende del popolo polacco e della Chiesa universale alla Madre Celeste.

Il culto della Madonna Nera di Czestochowa ha varcato i confini nazionali, estendendosi nei secoli fino ai continenti americano, oceanico, africano e asiatico, e trovando un devoto ferventissimo in Papa Giovanni Paolo II. La fisionomia dell'icona, caratterizzata da sguardi intensi e dai segni indelebili di antiche violenze, continua a interrogare e ad accogliere i fedeli che si recano a Jasna Gòra per confidare i propri problemi alla Vergine. La storia di questo santuario si intreccia indissolubilmente con la devozione mariana globale, testimoniata oggi da centinaia di chiese erette in ogni angolo della terra in onore della Madonna di Jasna Gòra.

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San Guniforto

Martire venerato a Pavia

San Guniforto è un martire venerato profondamente nella città di Pavia, la cui memoria si perde nel tempo e affonda le radici nella tradizione agiografica compresa tra l'ottavo e il dodicesimo secolo. La figura del santo ci è giunta attraverso una antica passio pubblicata per la prima volta dal Mombrizio, basandosi su un manoscritto conservato al Laterano, e tramandata anche in una copia trecentesca custodita nella Biblioteca del Capitolo di Novara. Sebbene il valore storico di questo testo sia ritenuto quasi nullo e l'autore rimanga ignoto, gli studiosi come il Maiocchi e Siro Severino Capsoni ne hanno collocato la stesura in un arco temporale ampio. L'opera presenta notevoli imprecisioni cronologiche, confonde i pagani con gli eretici e vede il predominio dell'elemento fantastico su quello reale, tanto che le scarne informazioni non permettono di delineare con precisione la sua personalità, configurandosi la narrazione come una ripetizione in tono minore della passio di san Sebastiano.

Nonostante le incertezze sulla datazione del martirio, contese tra l'epoca di Costanzo secondo il Ferrari, il regno di Teodosio per opera del Dempster, o il periodo di Massimiano sostenuto dal Tatti e accolto dal bollandista Cuypers, il culto tributato a San Guniforto è antichissimo e risale ad un tempo immemorabile. La sua protezione fu invocata con particolare fervore dai fedeli nei momenti di grave pericolo, specialmente come protettore contro la peste. La sua festività veniva celebrata il ventidue agosto dagli agiografi, mentre oggi la diocesi di Pavia ne onora la memoria liturgica il ventisei agosto, mantenendo viva una devozione che nei secoli passati ha plasmato profondamente la vita spirituale e civile della comunità pavese attraverso chiese dedicate, processioni solenni e insigni attestati di fede.

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Santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano

Martiri a Celano

I Santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano sono figure di martiri la cui memoria liturgica si celebra il ventisei agosto. La tradizione agiografica antica si è largamente dedicata al loro racconto, sebbene la critica moderna riconosca che tale narrazione sia complessivamente priva di valore storico. Il nucleo di questa memoria proviene da un'antica Passio riportata in un'iscrizione del millequattrocentosei, la quale si intreccia profondamente con la storia religiosa della Marsica aquilana, dove il culto dei martiri è attestato fin dall'undicesimo secolo. Tra le ipotesi avanzate dagli studiosi, è stato persino ipotizzato che i tre personaggi potessero non appartenere alla stessa famiglia, bensì provenire da Roma, da Perugia e da Amiterno, rimanendo comunque accomunati nel destino del martirio avvenuto in terra marsicana. Nel corso dei secoli, il cammino della loro devozione ha trovato un importante riconoscimento ufficiale nel sedicesimo secolo e soprattutto nel milleseicentotrenta, anno in cui i loro nomi furono inseriti nel Martirologio Romano.

La memoria di questi martiri rappresenta un capitolo significativo della devozione popolare e della storia ecclesiastica locale. Nel millenovecentotrenta fu ufficialmente riconosciuta l'esistenza reale dei tre martiri, superando la sola dimensione leggendaria dei racconti tramandati nei secoli. La loro testimonianza di fede, sebbene narrata attraverso i moduli tipici della letteratura agiografica antica con apparizioni celesti e prodigi straordinari, continua a richiamare i fedeli alla contemplazione della fortezza cristiana. Attraverso il culto delle reliquie, custodite e traslate nei secoli dalla comunità di Celano, la Chiesa commemora il loro sacrificio supremo, ricordando come la testimonianza del sangue versato per Cristo raduni e fortifichi il popolo di Dio nel cammino della fede.

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Beato Giovanni da Caramola

Il Beato Giovanni da Caramola, nato a Tolosa nel 1280, rappresenta una figura luminosa di umiltà e dedizione nel panorama del quattordicesimo secolo. La sua esistenza, segnata da un profondo spirito di ricerca spirituale, lo condusse lontano dalla terra d'origine fino a trovare, nel silenzio della solitudine e nella disciplina monastica, la via per la piena unione con il Signore. Giunto in Italia nell'anno 1300, egli scelse di consacrarsi alla preghiera, vivendo prima come eremita in luoghi remoti e successivamente accogliendo la vocazione di monaco converso nell'Abbazia di Santa Maria del Sagittario.

La memoria del Beato Giovanni è custodita con affetto per la testimonianza di una vita semplice, vissuta nel nascondimento e nell'obbedienza. Egli è ricordato come un uomo che ha saputo tradurre il desiderio di Dio in un cammino concreto di ascesi e servizio. La sua transizione verso la vita eterna, avvenuta il 26 agosto 1338 a Chiaromonte, ha suggellato un percorso di santità che continua a interpellare il cuore dei fedeli. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica proprio nel giorno del suo transito, invitando a riflettere sulla fecondità di un'esistenza spesa interamente nell'amore per Cristo e nella quiete della preghiera contemplativa.

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Beata Maria de los Angeles Ginard Martì

Vergine e martire

La Beata Maria de los Angeles Ginard Martì è una figura luminosa di dedizione eucaristica, la cui esistenza nel ventesimo secolo si è conclusa con il sacrificio supremo della vita. Nata nel 1894 a Llucmajor, nell'isola di Maiorca, consacrò la propria giovinezza al servizio di Dio, trovando la sua vocazione profonda nell'appartenenza alla congregazione delle Zelatrici del Culto Eucaristico. La sua memoria è oggi custodita con gratitudine dalla Chiesa, che ne riconosce la testimonianza di fede vissuta con umiltà e coraggio in tempi di profonda tribolazione sociale.

La Beata è ricordata in modo particolare per l'atto di estremo altruismo che segnò il suo martirio. Nel convulso clima della guerra civile spagnola, la sua scelta di offrirsi spontaneamente ai miliziani per proteggere una donna in pericolo rivela la grandezza di un cuore formato dall'amore di Cristo. Canonizzata da Papa Benedetto XVI il 29 ottobre 2005, la sua figura rimane un richiamo per ogni fedele alla carità che non cerca il proprio interesse, offrendo un esempio di fedeltà evangelica che supera ogni confine terreno e ogni paura umana.

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San Secondo

Martire

San Secondo appartiene alla schiera gloriosa dei martiri del terzo secolo, testimoni fedeli che hanno sigillato con il sangue la propria adesione a Cristo. Originario di Tebe, nell'Alto Egitto, egli militava nella Legione Tebea, un corpo militare inviato in Svizzera durante un periodo di aspre persecuzioni. La sua figura è ricordata per il coraggio incrollabile manifestato nel rifiutare con fermezza di partecipare ai sacrifici pagani, una scelta che lo condusse inevitabilmente alla prova suprema. Egli scelse di rimanere saldo nella fede cristiana, accettando il martirio per decapitazione presso la località di Vittimulo, nel territorio biellese, nell'anno trecentosei.

La memoria di San Secondo attraversa i secoli come un segno indelebile di devozione e sacrificio. Il suo cammino terreno, iniziato lontano, nelle terre d'Egitto, si è compiuto in Piemonte, legando per sempre il suo nome a luoghi significativi come Torino e Ventimiglia, di cui è insigne patrono. Il suo culto, tramandato attraverso le generazioni, ha vissuto momenti di profonda ripresa, come testimoniano le traslazioni delle sue spoglie mortali, giunte infine a riposare in luoghi di preghiera e venerazione. Egli rimane, per i fedeli di ogni tempo, un modello di coerenza spirituale e un intercessore che invita a custodire la fede anche nelle circostanze più avverse.

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Beata Veronica Antal

Terziaria francescana, martire

La Beata Veronica Antal, vergine e martire della purezza, nacque il 7 dicembre 1935 nel nord della Romania, a Nisiporești, frazione del comune di Botești. Visse la sua breve esistenza nel corso del ventesimo secolo, affrontando le difficoltà di un contesto segnato dal regime comunista e dall'ateismo di stato nell'orbita sovietica. Nonostante le avversità politiche e la chiusura dei conventi, coltivò una profonda vocazione religiosa attraverso la preghiera quotidiana, la partecipazione assidua all'Eucaristia e il servizio generoso nella comunità parrocchiale di Hălăucești.

La sua testimonianza terrena si concluse tragicamente il 24 agosto 1958, quando fu brutalmente assassinata mentre faceva ritorno a casa dopo aver prestato servizio in parrocchia. La tradizione riferisce che affrontò la morte per difendere la propria castità, stringendo tra le mani il rosario. Ricordata subito come martire dalla sua gente, la sua memoria ha dato inizio a pellegrinaggi e a una causa di beatificazione culminata nella celebrazione solenne del 23 settembre 2018 presso la chiesa della Dormizione della Vergine Maria a Nisiporești, presieduta per mandato di papa Francesco.

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San Melchisedech

Re di Salem e sacerdote

San Melchisedech è una delle figure più luminose e misteriose dell'antichità biblica, vissuto verso il secondo millennio avanti Cristo. Egli è ricordato come re di Salem, nome arcaico della futura città di Gerusalemme e capitale del re Davide, e insieme come sacerdote della divinità locale el-eljòn, ovvero Dio altissimo. La sua figura attraversa la storia della salvezza unendo l'Antico e il Nuovo Testamento in un legame profondo con il mistero di Cristo e dell'Eucaristia.

Nel corso dei secoli la sua memoria è stata celebrata dalla liturgia e dall'arte cristiana. Il nuovo Martyrologium Romanum ha inserito la commemorazione di San Melchisedech in data ventisei agosto, mentre la Chiesa Etiopica lo ricorda l'otto settembre. Egli rimane impresso nella coscienza dei credenti come il re di giustizia e re di pace, la cui oblazione di pane e vino anticipa il sacrificio eterno del Signore.

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Beato Ambrogio da Benaguacil (Luis Valls Matamales)

Sacerdote e martire

Il Beato Ambrogio da Benaguacil, nato Luis Valls Matamales, è una luminosa figura di sacerdote e martire del ventesimo secolo. Originario della terra di Spagna, ha dedicato la sua intera esistenza al servizio di Dio e dei fratelli all'interno dell'Ordine dei frati minori cappuccini, abbracciando con umiltà e fermezza la vocazione religiosa. La sua vita è stata un cammino costante verso la santità, nutrito da una profonda devozione mariana che lo ha spinto a diffondere la conoscenza della Vergine di Montiel attraverso la sua parola e i suoi scritti.

La memoria del Beato Ambrogio è indissolubilmente legata alla sua testimonianza suprema, offerta durante la persecuzione religiosa che ha segnato la Spagna negli anni trenta. Arrestato a Vinalesa, ha affrontato il martirio con la dignità di chi ha riposto ogni speranza nel Signore. Egli è oggi ricordato come un modello di fedeltà evangelica, un testimone che ha saputo coronare una vita di preghiera e di dedizione sacerdotale con il dono della propria vita, lasciando un segno indelebile nel cuore dei fedeli e nella storia della Chiesa universale.

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Beato Pietro da Benisa (Alejandro Mas Ginestar)

Sacerdote e martire

Il beato Pietro da Benisa, al secolo Alejandro Mas Ginestar, nacque nel ventesimo secolo, precisamente l'undici dicembre 1876 a Benisa, in provincia di Alicante. Egli fu l'ultimo dei quattro figli degli sposi D. Francisco Mas e Donna Vicenta Ginestar, e fu battezzato il dodici dicembre 1876 nella parrocchia della Purísima xiqueta del suo paese natale. Cresciuto nella fede, scelse di consacrarsi al Signore entrando nell'Ordine cappuccino. Vestì l'abito religioso il primo agosto 1893 nel convento di Santa Maria Maddalena a Massamagrell, emettendo la professione temporanea il tre agosto 1894 e la professione perpetua l'otto agosto 1897. Ultimati gli studi ecclesiastici, ricevette l'ordinazione sacerdotale a Ollería il ventidue dicembre 1900. Nel corso del suo cammino terreno, svolse il ministero apostolico in diverse case della Provincia religiosa, dedicandosi con particolare fervore all'apostolato della gioventù e della catechesi. La sua esistenza fu segnata da una profonda coerenza spirituale, che lo condusse infine a suggellare la propria fede con il martirio durante la persecuzione religiosa in Spagna.

Egli è ricordato con venerazione per la sua esemplare fedeltà alla Regola francescana e per la straordinaria serenità con cui affrontò le prove estreme della persecuzione. D. Francisco Barres di Massamagrell attestò che era un osservante rigoroso, capace di lasciare i giovani prima del suono della campana pur di giungere in tempo agli atti comunitari. Donna Josefa Moreno ricordò la sua bontà, il carattere fermo e la capacità di comporre i dissidi familiari con squisita prudenza. Costretto ad abbandonare il convento dopo il diciotto luglio 1936, visse nascosto prima presso alcuni amici e poi a casa di una sorella a Vergel, in Alicante, preparandosi spiritualmente all'incontro definitivo con Dio. Catturato dai miliziani il ventidue agosto millenovecentotrentasei, fu immolato nella cosiddetta Alberca de Denia. Il martirologio lo ricorda a Denia come beato Pietro Alessandro Max Ginestar, sacerdote cappuccino e martire. I suoi resti mortali, inizialmente sepolti nel cimitero di Denia ed esumati il trenta luglio 1939 con evidenti segni delle sofferenze patite, tra cui il cranio fracassato e più di quattordici fucilate, riposano oggi nella cappella dei martiri cappuccini del convento della Maddalena a Massamagrell.

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Beata Faconda (Catalina) Margenat Roura

Vergine e martire

La Beata Faconda, al secolo Catalina Margenat Roura, nacque a Gerona, in Catalogna, il 9 settembre 1876, ultima di cinque figli di Domingo Margenat e Rosa Roura. Visse un'esistenza consacrata al servizio degli infermi e dei bisognosi, unendo la preghiera costante a una dedizione silenziosa che la condusse fino all'estremo sacrificio del martirio nel corso del ventesimo secolo.

Ricordata per la sua carità, umiltà e austerità, la Beata Faconda affrontò le persecuzioni della guerra civile spagnola rimanendo accanto ai sofferenti fino all'arresto e alla morte violenta avvenuta a Barcellona il 26 agosto 1936. La Chiesa la venera oggi come vergine e martire, elevandola agli altari il 5 settembre 2015 nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Gerona.

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Beato Giovanni Bassando

Sacerdote

Il Beato Giovanni Bassando, illustre sacerdote e abate vissuto tra il quindicesimo secolo, nacque a Besançon nel 1360 e concluse la sua esistenza terrena a L'Aquila il 26 agosto 1445. La sua figura si distingue per un itinerario spirituale profondo, che lo condusse dall'abbraccio della regola dei Canonici Regolari Lateranensi all'austerità della vita monastica tra i Celestini, prima di spendere le sue ultime energie come zelante riformatore in terra italiana per mandato pontificio.

Egli è ricordato non soltanto per la straordinaria ampiezza della sua azione apostolica, estesa tra Francia, Spagna e Italia, ma soprattutto per l'esemplare dedizione con cui rinnovò la disciplina monastica a Santa Maria di Collemaggio. La memoria liturgica del beato si celebra il ventisei agosto, giorno in cui la Chiesa ne commemora il transito e in cui i fedeli continuano a onorare la sua salma custodita nell'arca marmorea.

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San Massimiliano di Roma

Martire

A Roma sulla via Salaria antica nel cimitero di Basilla, san Massimiliano, martire.

Sant' Anastasio di Salona (il Lavandaio)

Martire

A Spalato in Dalmazia, nell’odierna Croazia, sant’Anastasio lavandaio, martire.

San Vittore

Martire

A Cesarea di Mauritania, nel territorio dell’attuale Algeria, san Vittore, martire, che, condannato a morte, si dice sia stato crocifisso di sabato.

Sant' Eleuterio di Auxerre

Vescovo

A Auxerre nella Gallia lugdunense, ora in Francia, sant’Eleuterio, vescovo.

Beato Giacomo Retouret

Sacerdote carmelitano, martire

Al largo di Rochefort sulla costa francese, beato Giacomo Retouret, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani e martire, che, nel corso della rivoluzione francese, fu trascinato via dal convento di Limoges e gettato in una sordida galera, dove, lasciato quasi senza vesti, morì di notte assiderato.

Beato Felice (Félix) Vivet Trabal

Religioso salesiano, martire

Nella città di Esplugues vicino a Barcellona in Spagna, beato Felice Vivet Trabal, religioso della Società Salesiana e martire, che durante la medesima persecuzione conseguì il merito di accedere al grande convito dei cieli.

Beata Lorenza (Leucadia) Harasymiv

Vergine e martire

Nella cittadina di Kharsk vicino a Tomsk nella Siberia in Russia, beata Lorenza (Leucadia) Harasymiv, vergine della Congregazione delle Suore di San Giuseppe, che durante il regime di oppressione perpetrato in patria dai persecutori della fede fu deportata in questo campo di prigionia, dove con la sua morte gloriosa unì alla purezza della sua vita la perseveranza nella fede.

Beato Giovanni Urgel

Mercederio

San Gelasio di Poitiers

Vescovo

Beato Juan Segura Rubira

Sacerdote e martire

San Martirio

Venerato nel Cominges

Dal Martirologio Romano

A Bergamo, sant’Alessandro, martire. — Martirologio Romano