26 agosto
San Melchisedech
Re di Salem e sacerdote
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'incontro con Abramo e le origini bibliche
Il libro della Genesi, al capitolo quattordici, dai versetti diciotto a venti, è la fonte principale che cita questo personaggio vissuto verso il secondo millennio avanti Cristo. Melchisedech era re di Salem e sacerdote del Dio altissimo, e offrì pane e vino ad Abramo. L'autore della Genesi intendeva l'offerta di pane e vino come un segno di ospitalità, di sicurezza e di permesso di transito per Abramo e le sue truppe affamate. Le truppe di Abramo stavano passando nel territorio del re di Salem di ritorno da una spedizione militare contro quattro sovrani orientali per liberare il nipote Lot. Melchisedech benedisse e salutò Abramo mentre questi ritornava vittorioso dalla guerra. La formula della benedizione rivolta ad Abramo citava il Dio altissimo come creatore del cielo e della terra e lodava il Dio altissimo per aver messo i nemici nelle mani di Abramo. Abramo accettò il gesto di Melchisedech e ricambiò dando la decima del bottino di guerra, attuando un patto bilaterale. Il fatto che Abramo si sia lasciato benedire riconoscendone la supremazia afferma la superiorità del sacerdozio di Melchisedech rispetto a quello di Levi discendente di Abramo. Salem era il nome arcaico della futura città di Gerusalemme e capitale del re Davide. Il territorio di Salem e Gerusalemme furono strappati ai Gebusei secoli dopo dal re Davide. Melchisedech era sacerdote della divinità locale el-eljòn, ovvero Dio altissimo. Il nome Melchisedech significa il re, cioè Dio, è giustizia. Il titolo re di Salem significa re di pace. Nel re sacerdote si coniugano giustizia e pace, i due doni messianici. Mechisedech è identificato come re di Salem e sacerdote del Dio altissimo, descritto come privo di genealogia. Il padre Turoldo, religioso e poeta del ventesimo secolo, cantò che nessuno ha mai saputo donde venisse Melchisedech o chi fosse suo padre, sapendo soltanto che era sacerdote del Dio altissimo. Turoldo definì Melchisedech figura dell'atteso, il solo re che libera, ama, muore per gli altri e si offre nel pane e nel vino al Dio altissimo.
Il sacerdozio eterno e la prefigurazione di Cristo
La seconda citazione dell'Antico Testamento si trova nel Salmo centodieci, al versetto quattro, a proposito del re davidico. Il Salmo centodieci recita tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedech. Questa citazione serviva forse ad assicurare al sovrano di Gerusalemme una qualità sacerdotale differente dal sacerdozio levitico. Davide e i suoi successori appartenevano alla tribù di Giuda anziché a quella sacerdotale di Levi. Nel Nuovo Testamento, la Lettera agli Ebrei, al capitolo sette, intraprese in Melchisedech il profilo di Gesù Cristo come sacerdote perfetto. L'autore neotestamentario ricorse a Melchisedech per presentare Cristo come sacerdote in modo unico e nuovo rispetto al vecchio sacerdozio ebraico. Cristo, discendente davidico, è sacerdote in eterno alla maniera di Melchisedech come predetto dal Salmo centodieci. Mechisedech viene considerato come figura di Cristo re di giustizia, re di pace ed eterno sacerdote. Mechisedech offrì a Dio un santo sacrificio e una vittima immacolata. Per i cristiani i segni del pane e del vino presentati ad Abramo divennero segno dell'Eucaristia. La tradizione cristiana riconobbe nel pane e nel vino offerti dal re di Salem una profezia dell'Eucaristia. Il pane e il vino sono intesi come quelli deposti sulla tavola dell'ultima cena da Gesù. La spiegazione del valore di pane e vino deriva dalle parole pronunciate da Cristo nella sinagoga di Cafarnao. Gesù ha affermato che chi mangia di quel pane vivrà in eterno e che il pane dato è la sua carne per la vita del mondo. Gesù ha affermato che chi mangia la sua carne e beve il suo sangue dimora in lui e lui in chi mangia e beve.
Il culto, la liturgia e l'arte
Melchisedech entrò nel patrimonio liturgico latino con una citazione nel Canone Romano, divenuto dopo il Concilio Vaticano Secondo la Preghiera Eucaristica Prima. La Preghiera Eucaristica Prima menziona l'oblazione pura e santa di Melchisedech sommo sacerdote accanto ai doni di Abele e Abramo. Mechisedech è venerato come santo. La Chiesa Etiopica ricorda Mechisedech l'otto settembre. Il nuovo Martyrologium Romanum ha inserito la commemorazione di San Mechisedech in data ventisei agosto. Il Martirologio commemora san Melchisedek come re di Salem e sacerdote del Dio altissimo. Il Martirologio ricorda che Melchisedek salutò Abramo di ritorno dalla vittoria con una benedizione. Il Martirologio ricorda che Melchisedek offrì al Signore un sacrificio santo e una vittima immacolata. Il Martirologio attesta che Melchisedek fu visto come prefigurazione di Cristo quale re di pace, re di giustizia e sacerdote in eterno senza genealogia. La collocazione temporale di riferimento è il secondo millennio avanti Cristo. I mosaici della basilica romana di Santa Maria Maggiore, risalenti al quinto secolo, collocano la scena di Melchisedech nei pressi dell'altare per sottolineare il legame con l'Eucaristia. Sulla parete interna della facciata della cattedrale di Reims, del tredicesimo secolo, è raffigurato l'incontro tra Abramo e il re sacerdote come comunione eucaristica. Nel seicentesco Rubens inserì la scena biblica in un arazzo intitolato Il trionfo dell'Eucaristia.
La figura di Melchisedech
Nel contesto del secondo millennio avanti Cristo, la figura di San Melchisedech emerge come un ponte tra le antiche tradizioni e la promessa divina rivolta ad Abramo. Egli è presentato come re di Salem, luogo che la tradizione identifica con Gerusalemme, e sacerdote del Dio altissimo. La sua apparizione nella narrazione biblica è breve ma di una densità spirituale che ha interrogato generazioni di credenti. L'incontro con Abramo, avvenuto al ritorno del patriarca da una vittoriosa spedizione militare, segna un momento di comunione solenne. San Melchisedech non si limita ad accogliere il patriarca, ma compie un gesto rituale offrendo pane e vino, elementi che anticipano la liturgia dell'alleanza. In questo atto di ospitalità, si manifesta la sua autorità spirituale, confermata dalla benedizione che egli pronuncia sopra Abramo nel nome del Dio altissimo, creatore del cielo e della terra.
L'importanza di questo incontro è sottolineata anche dal gesto di Abramo, il quale riconosce la dignità del sacerdote offrendogli la decima parte del bottino di guerra. Questo scambio tra il patriarca e il re di Salem non è un semplice atto di cortesia, ma un riconoscimento di un'elezione divina che precede la legge scritta. San Melchisedech rimane una figura avvolta nel mistero delle origini, un uomo che ha saputo elevare il proprio ministero a servizio del bene, benedicendo colui che era destinato a diventare padre di una moltitudine di popoli. La sua storia ci insegna che il servizio a Dio si esprime attraverso la cura dell'altro, il dono della pace e la benedizione che riconosce nei successi umani la mano provvidenziale del Signore.
Il culto e la memoria
La venerazione per San Melchisedech ha attraversato i secoli, trovando spazio sia nella liturgia orientale che in quella latina. Il Martyrologium Romanum ne fissa la memoria liturgica al giorno ventisei di agosto, invitando i fedeli a meditare sulla profondità del suo sacerdozio. Parallelamente, la Chiesa Etiopica celebra la sua figura l'otto settembre, testimoniando quanto il suo ricordo sia radicato in diverse tradizioni cristiane. Questa duplice ricorrenza sottolinea la persistenza di una devozione che vede nel re di Salem un intercessore e una figura di riferimento per la vita spirituale.
Il culto di San Melchisedech non è legato a patronati specifici, ma la sua importanza risiede nella sua funzione di testimone di un Dio che benedice e sostiene. Egli rimane, per chiunque cerchi di comprendere le radici della fede, un modello di accoglienza e di umile dedizione. Celebrare la sua memoria significa riconoscere la continuità del disegno di Dio nella storia, contemplando colui che ha saputo offrire il pane e il vino come segno di gratitudine e di pace. In ogni epoca, il ricordo di San Melchisedech invita il fedele a cercare nel quotidiano occasioni di benedizione, riconoscendo che ogni successo è un dono del Dio altissimo, da condividere con generosità e spirito di fraternità.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Melchisedech?
San Melchisedech si festeggia il ventisei agosto nel Martyrologium Romanum, mentre la Chiesa Etiopica lo ricorda l'otto settembre.
Commemorazione di san Melchisedek, re di Salem e sacerdote del Dio altissimo, che salutò Abramo di ritorno dalla vittoria con la sua benedizione, offrendo al Signore un sacrificio santo, una vittima immacolata, e fu visto come prefigurazione di Cristo, re di pace e di giustizia e sacerdote in eterno, senza genealogia. — Martirologio Romano