Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

26 agosto

Beato Pietro da Benisa (Alejandro Mas Ginestar)

Sacerdote e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il ministero e la vita religiosa

Il ministero sacerdotale del beato Pietro da Benisa si svolse con dedizione attraverso diverse case della Provincia cappuccina. Egli elesse a campo principale del proprio lavoro apostolico la gioventù e la catechesi, accompagnando i ragazzi con bontà e fermezza d'animo. Testimoni oculari, come D. Francisco Barres di Massamagrell, riferirono che egli fu un fedele osservante della Regola e delle Costituzioni francescane, al punto di interrompere le conversazioni con i giovani prima del suono della campana per non mancare agli obblighi comunitari. La sua autorevolezza nasceva da un carattere equilibrato, capace di dominio di sé e intriso di autentica bontà. Donna Josefa Moreno rammentò come egli intervenisse ripetutamente nelle vicende della propria famiglia per risolverne le situazioni più difficili, adoperandosi nella conciliazione degli animi con rara e squisita prudenza.

La persecuzione e la testimonianza

In seguito agli eventi successivi al diciotto luglio 1936, il sacerdote si vide obbligato ad abbandonare la propria sede conventuale. Trovò un primo rifugio presso la casa di alcuni amici, per poi trasferirsi nell'abitazione di una sorella a Vergel, in Alicante. Il signor Barres Ferrer ricordò che in quel tempo di prova egli mantenne una pace profonda, astenendosi da ogni lamento e dedicandosi alla pazienza e alla recita dell'Ufficio divino. La signora María Jansarás attestò che il religioso era pienamente consapevole del grave pericolo echeggiate intorno a loro, eppure esortava costantemente tutti alla preghiera, alla vigilanza interiore e all'abbandono fiducioso nelle mani di Dio. Egli ripeteva alla sorella di essere pronto nel caso in cui fossero venuti a prenderlo per condurlo alla fine. La signorina Mercedes Lloris dichiarò che, durante la clandestinità, diede prova di grande serenità, pregando incessantemente e promuovendo la recita del santo Rosario in famiglia. Mostrava una profonda rassegno di fronte alle visite ricevute e ammoniva a non piangere, ricordando che ciò che Dio permetteva costituiva in realtà un bene provvidenziale.

Il martirio e la traslazione

La prova suprema giunse il ventisei agosto 1936, giorno in cui fu catturato dai miliziani. Condotto nella cosiddetta Alberca de Denia, fu trucidato a causa della sua fede e del suo ministero sacerdotale. Inizialmente inumato nel cimitero di Denia, il suo corpo fu sottoposto a esumazione il trenta luglio 1939. L'esame dei resti rivelò l'efferatezza della violenza subita: il suo cranio appariva totalmente fracassato e sul corpo recava i segni inequivocabili di oltre quattordici fucilate. Compiuto il pietoso recupero, i resti mortali furono trasferiti e collocati definitivamente nella cappella dei martiri cappuccini del convento della Maddalena a Massamagrell, dove tuttora riposano in attesa della risurrezione.

Domande frequenti

Quando si festeggia il beato Pietro da Benisa?

La sua memoria liturgica si celebra il ventisei agosto.

A Denia nel territorio di Alicante ancora in Spagna, beato Pietro (Alessandro) Max Ginestar, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, che fu coronato dal martirio per Cristo nella medesima persecuzione. — Martirologio Romano