Beato Pietro da Benisa (Alejandro Mas Ginestar)
Sacerdote e martire
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino di fede
Alejandro Mas Ginestar nasce nel mille ottocento settantasei a Benisa, in provincia di Alicante. Fin dalla giovinezza, egli avverte la chiamata ad una vita interamente dedicata al Signore, decisione che lo conduce ad entrare nell'Ordine dei frati minori cappuccini nell'anno mille ottocento novantatré. Questo passo segna l'inizio di un percorso spirituale intenso, che lo vede impegnato in diverse comunità religiose, tra cui Massamagrell, Ollería e Vergel. Nel corso del suo ministero, egli si dedica con umiltà e spirito di servizio alla cura delle anime, vivendo i voti di povertà, castità e obbedienza con dedizione costante.
La sua vocazione sacerdotale, ricevuta nel mille novecento, diventa il centro della sua missione apostolica. Tuttavia, la storia del suo tempo si fa drammatica con lo scoppio della persecuzione religiosa in Spagna. Dopo il diciotto luglio del mille novecento trentasei, egli è costretto a cercare rifugio in modo clandestino a Vergel, cercando di sottrarsi alla furia che colpiva i ministri della Chiesa. Nonostante la prudenza necessaria in quei giorni bui, il suo cammino non può evitare il compimento del destino che lo attende. Il ventisei agosto del mille novecento trentasei, egli viene catturato dai miliziani. Condotto presso l'Alberca di Denia, affronta il momento supremo con la dignità di chi ha riposto ogni speranza nella vita eterna. Qui, egli viene ucciso mediante fucilazione, offrendo la sua esistenza come un sacrificio gradito a Dio. La sua morte non è la fine della sua missione, ma il compimento di una testimonianza che continua a parlare al cuore dei fedeli, ricordando il valore inestimabile della fedeltà a Cristo fino all'effusione del sangue.
La memoria del martirio
Il culto del Beato Pietro da Benisa si inserisce nel solco della venerazione riservata ai martiri della persecuzione religiosa spagnola del ventesimo secolo. La Chiesa, nel riconoscere la sua testimonianza, lo propone come modello di perseveranza e di amore verso Dio. La sua figura non è solo un ricordo del passato, ma una presenza viva che intercede per coloro che oggi vivono le difficoltà del cammino cristiano.
La memoria del suo sacrificio, celebrata ogni anno il ventisei agosto, richiama i fedeli alla preghiera e alla riflessione sul significato del martirio, inteso come atto supremo di carità. Attraverso la sua intercessione, i devoti chiedono il dono della fortezza per testimoniare la fede con la stessa coerenza che ha contraddistinto il cammino terreno di questo umile frate cappuccino. La sua eredità spirituale, radicata nella terra di Alicante, continua a seminare speranza, incoraggiando ogni uomo e ogni donna a non temere le prove della vita, confidando sempre nella misericordia del Santissimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia il Beato Pietro da Benisa?
Si festeggia il ventisei agosto.
Di cosa è patrono il Beato Pietro da Benisa?
Non sono riportati patronati specifici nei fatti a disposizione.
A Denia nel territorio di Alicante ancora in Spagna, beato Pietro (Alessandro) Max Ginestar, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, che fu coronato dal martirio per Cristo nella medesima persecuzione. — Martirologio Romano