26 agosto
Beata Faconda (Catalina) Margenat Roura
Vergine e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
L'infanzia e la giovinezza a Gerona
Catalina nacque a Gerona, in Catalogna, il 9 settembre 1876. Era l'ultima di cinque figli di Domingo Margenat e Rosa Roura, sebbene tre dei suoi fratelli morirono in età infantile. Suo padre Domingo Margenat era un militare e in seguito lavorò come contadino. Fu battezzata pochi giorni dopo la nascita nella parrocchia di Santa Susanna del Mercatal e ricevette i nomi di Catalina, Maria e Rosa. Ricevette la Cresima dall'vescovo di Girona, monsignor Isidro Valls, l'8 aprile 1877 all'età di sette mesi. Trascorsero un'infanzia abbastanza tranquilla, durante la quale il padre fece traslocare la famiglia in un'abitazione più vicina al centro della città per agevolare la frequenza scolastica delle figlie. Catalina divenne una giovane semplice e religiosa, come si deduce dalla sua appartenenza alla confraternita dell'Addolorata. Imparò i lavori domestici dalla madre insieme alla sorella Teresa. Conosceva da tempo le Suore di San Giuseppe, fondate a Gerona da madre Maria Gay Tibau, e ammirava la dedizione delle Suore di San Giuseppe nell'assistenza ospedaliera e a domicilio degli ammalati.
La vocazione e gli anni di apostolato
La sua entrata nell'istituto fu ritardata perché i familiari non ritenevano sufficientemente chiara la sua vocazione. Entrò come aspirante all'età di diciott'anni, iniziando il noviziato il 6 marzo 1896 e assumendo il nome religioso di suor Faconda. Compì la prima professione l'11 aprile 1868 insieme a tre compagne di noviziato, ed emise i voti perpetui alcuni anni dopo. Suo padre morì il 3 marzo 1899. La sua prima destinazione fu la comunità di Malgrat de Mar, dove incontrò suor Fidelia, al secolo Dolores Oller Angelats. La gente del luogo ricordava la sua grande carità, umiltà e austerità, accentuate dalle condizioni precarie dell'ospedale. Dopo i voti perpetui fu trasferita alla comunità di Palafrugell, dove si distinse per dedizione e attenzione agli ammalati secondo lo spirito dell'Istituto. Visse a Palamós fino al 1924, lavorando nuovamente insieme a suor Fidelia, e fu successivamente trasferita a Sant Feliu de Guixols. A Sant Feliu de Guixols lasciò un buon ricordo per la discrezione e la prudenza con cui trattava i pazienti. Dal 1929 visse a Barcellona nella comunità di calle Mallorca, affrontando la grande città con l'esperienza maturata, nonostante si percepisse uno strano sentire antireligioso. L'apostolato delle suore passava quasi inosservato perché esercitato perlopiù di notte e senza distinzioni ideologiche.
La prova della malattia e la tempesta della persecuzione
Nel corso della sua attività le forze le vennero meno e fu ricoverata nella clinica di Nostra Signora del Rimedio, gestita dalle sue consorelle. Le sue condizioni erano gravi al punto da dover essere comunicate ai suoi nipoti, ma guarì e tornò in comunità per la convalescenza. La situazione a Barcellona si complicò a causa di numerose rivolte iniziate nel 1931 e continuate nel 1934. Ristabilitasi, chiese alla superiora di poter tornare a curare gli ammalati, e la superiora le assegnò un malato che abitava nella stessa strada della loro casa per non farla affaticare. Al rientro, commentava con le consorelle ciò che osservava nel tragitto, mentre le suore parlavano sempre più spesso di conventi bruciati, sacerdoti perseguitati e altri terribili eventi. Suor Faconda, solitamente silenziosa, esprimeva il desiderio di dare la vita per la conversione degli assassini contro Dio e la Chiesa. La guerra civile spagnola ebbe inizio il 19 luglio 1936 con il sollevamento nazionale, e a Barcellona la persecuzione fu particolarmente violenta. Le suore dovettero indossare abiti secolari presi in prestito dalle famiglie dei loro ammalati e si rifugiarono presso di esse. Le suore rimaste in convento subirono il saccheggio e l'espulsione in agosto senza poter fare ritorno, e la superiora non poté recuperare il libretto con i nomi e le destinazioni delle suore in visita a domicilio, inclusa suor Faconda.
Il martirio e il ritrovamento del corpo
Suor Faconda stava curando Joaquín Morales Martín, che viveva con le figlie e le nipoti al primo piano del civico 259 di calle Mallorca. Ricevette abiti della sua taglia in prestito dalla vicina del piano superiore, Rosa Portas, poiché le altre donne della casa erano più giovani. Rimase accanto al malato accudendolo, pregando e parlando con lui senza allontanarsi mai. La sua presenza fu scoperta dalla portinaia, che rivelò inavvertitamente la sua identità al marito. Alcuni giorni dopo un gruppo di miliziani fece irruzione nella stanza della religiosa, guidato dal marito della portinaia. I miliziani non si curarono né del malato né dell'età avanzata della religiosa e la portarono via. La religiosa faceva fatica a scendere le scale e i miliziani la spinsero facendola cadere; la caduta causò alla religiosa la frattura della mandibola. La religiosa fu caricata in automobile dai miliziani. Il signor Joaquin rimase per giorni e giorni senza avere notizie della sua infermiera e si sentì abbandonato, lasciandosi morire di fame. Il cadavere di suor Faconda fu ritrovato sulla strada dell'Ippodromo, tra il Montjuic e il mare. Alle 10 di mattina del 27 agosto 1936 il cadavere di suor Faconda fu condotto all'obitorio dell'ospedale clinico di Barcellona. Nessuno si presentò per riconoscere il cadavere di suor Faconda, e il suo corpo fu seppellito in una fossa comune del cimitero di Barcellona. Suor Faconda nacque a Gerona, in Spagna, il 9 settembre 1876 e morì a Barcellona, in Spagna, il 26 agosto 1936.
Il cammino verso la beatificazione
La causa di beatificazione di suor Faconda fu unita a quella di madre Fidelia. Madre Fidelia, insieme a suor Josefa Monrabal Montaner, fu uccisa il 29 agosto 1936 nei pressi di Valencia. Il 18 maggio 2001 fu ottenuto il trasferimento dalla diocesi di Barcellona, e due settimane dopo il trasferimento fu ottenuto il nulla osta da parte della Santa Sede. L'inchiesta diocesana per tutte e tre fu avviata a Valencia e si svolse dal 24 novembre 2001 all'11 gennaio 2003, venendo convalidata il 28 marzo 2003. La Positio super martyrio fu trasmessa alla Congregazione vaticana per le Cause dei Santi nel 2004. Il congresso peculiare dei consultori teologi si tenne il 10 dicembre 2013, e i cardinali e vescovi membri della Congregazione tennero la loro sessione. Papa Francesco firmò il decreto che riconosce madre Fidelia e compagne come martiri il 22 gennaio 2015. La beatificazione si svolse il 5 settembre 2015. La cerimonia di beatificazione ebbe luogo nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Gerona e fu presieduta dal cardinale Angelo Amato in qualità di inviato del Santo Padre.
Il cammino di fede
Il percorso spirituale di Catalina Margenat Roura ebbe inizio nel 1896, quando scelse di consacrarsi pienamente a Dio entrando nell'Istituto delle Suore di San Giuseppe. Assumendo il nome di Faconda, ella abbracciò con umiltà lo stile di vita della sua congregazione, orientando ogni propria azione verso il bene dei fratelli più fragili. La sua missione non si svolse all'interno di chiostri appartati, ma lungo le strade e nelle dimore della Catalogna, rendendo concreta la sua vocazione attraverso un instancabile servizio di assistenza domiciliare agli ammalati. Le città di Malgrat de Mar, Palafrugell, Palamós e Sant Feliu de Guixols furono teatro della sua carità operosa, luoghi in cui la religiosa si fece prossima a chi soffriva, portando sollievo fisico e speranza spirituale.
La vita della Beata Faconda si inserisce nel drammatico contesto del ventesimo secolo, un tempo segnato da profondi sconvolgimenti sociali e politici. Nonostante l'incertezza e le difficoltà crescenti, ella perseverò nella sua missione con animo saldo e spirito di sacrificio. La sua dedizione non venne meno nemmeno quando la persecuzione religiosa esplose con violenza durante la guerra civile spagnola. Arrestata dai miliziani, seppe affrontare la prova suprema con la dignità di chi ha già affidato interamente la propria vita al Maestro. Il suo martirio, avvenuto il 26 agosto 1936 a Barcellona, suggellò una vita spesa per il Vangelo, trasformando la sua dedizione quotidiana in un'offerta definitiva e coraggiosa. La sua memoria è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa, che ne ha celebrato la vita esemplare attraverso il rito della beatificazione, avvenuto a Gerona il 5 settembre 2015, onorando il sacrificio di una donna che ha saputo restare fedele fino alla fine.
La memoria liturgica
Il culto della Beata Faconda Margenat Roura trova il suo centro nella celebrazione della sua testimonianza di martire, avvenuta in comunione con madre Fidelia e suor Josefa Monrabal Montaner. La Chiesa, nel riconoscere la santità della sua vita, invita i fedeli a contemplare la forza dello Spirito Santo che ha sostenuto questa religiosa nel momento della prova estrema. La sua beatificazione, presieduta nel nome di Papa Francesco, non è soltanto un atto di omaggio storico, ma un richiamo vivo alla coerenza cristiana in ogni circostanza della vita.
La ricorrenza del 26 agosto rappresenta per la comunità dei fedeli un'occasione privilegiata per invocare l'intercessione della Beata Faconda, affinché possa infondere in noi lo stesso spirito di servizio verso gli infermi e la medesima costanza nella fede. La sua storia, che si intreccia con il dolore di un intero popolo, brilla oggi di una luce nuova, ricordandoci che la carità vissuta nell'umiltà e il coraggio professato nella verità sono i pilastri su cui poggia l'edificio della santità cristiana. Venerare la Beata Faconda significa accogliere l'invito a rendere la propria esistenza una testimonianza di amore, capace di superare ogni barriera e di resistere anche alle tenebre più profonde.
Domande frequenti
Quando si festeggia la Beata Faconda?
La memoria liturgica della Beata Faconda si celebra il 26 agosto.