7 dicembre
Sant' Ambrogio
Vescovo di Milano e dottore della Chiesa
Aggiornato il 30 ottobre 2026
Da Treviri a Milano
Ambrogio nacque a Treviri, nella Gallia romana, intorno al 339-340, in una famiglia dell'aristocrazia romana già cristiana. Il padre era prefetto del pretorio delle Gallie, una delle più alte cariche dell'impero. Dopo la morte del padre la madre si trasferì a Roma con i figli. Lì la sorella maggiore, Marcellina, ricevette da papa Liberio il velo delle vergini consacrate, mentre Ambrogio e il fratello Satiro, anch'egli venerato come santo, si dedicarono agli studi.
Ambrogio studiò retorica e diritto, esercitò l'avvocatura al servizio del prefetto del pretorio Probo e fece parte del suo consiglio. Intorno al 370 fu nominato governatore della provincia di Emilia e Liguria, con sede a Milano, che era allora una delle residenze degli imperatori d'Occidente.
Il governatore diventato vescovo
Nel 374 morì Aussenzio, il vescovo ariano di Milano, e la scelta del successore divise la città fra ariani e cattolici. Ambrogio entrò nella chiesa dove il popolo era radunato, per riportare l'ordine. Secondo il racconto del suo biografo Paolino, un bambino gridò «Ambrogio vescovo!» e tutta l'assemblea fece sua quella voce.
Ambrogio era ancora catecumeno, come capitava spesso agli adulti del suo tempo. Cercò di sottrarsi, ma alla fine accettò: in pochi giorni ricevette il battesimo e gli ordini sacri, e il 7 dicembre fu consacrato vescovo. Donò i suoi beni ai poveri e alla Chiesa e si mise a studiare la Scrittura e i Padri, soprattutto quelli greci, per poter insegnare ciò che aveva appena cominciato a imparare.
Pastore e maestro
Ambrogio predicava ogni domenica, e dalle sue omelie nacquero molti dei suoi libri: il commento ai sei giorni della creazione (Exameron), la spiegazione del Vangelo di Luca, gli scritti sulle vergini e il De officiis, che insegna ai chierici come vivere il loro servizio. Compose inni per il canto del popolo, alcuni dei quali la Chiesa canta ancora. Da lui prende il nome il rito ambrosiano, la liturgia propria della Chiesa di Milano.
Nel 386 l'imperatrice Giustina, madre del giovane imperatore Valentiniano II, pretese una basilica per il culto ariano. Ambrogio rifiutò e rimase nella chiesa insieme al suo popolo, giorno e notte. Durante quella veglia fece cantare ai fedeli inni e salmi secondo l'uso delle Chiese d'Oriente, per sostenerli nella stanchezza: sant'Agostino, che era a Milano, lo ricorda nelle Confessioni. Nello stesso anno Ambrogio ritrovò i corpi dei martiri Gervasio e Protasio e li pose sotto l'altare della nuova basilica, quella che oggi porta il suo nome.
Agostino e Teodosio
Fra quelli che andavano ad ascoltarlo c'era un giovane professore di retorica venuto dall'Africa, Agostino. Ambrogio lo accompagnò nel suo cammino di conversione e lo battezzò nella notte di Pasqua del 387.
Nel 390, a Tessalonica, migliaia di cittadini, circa settemila secondo lo storico Teodoreto, furono uccisi per ordine dell'imperatore Teodosio. Ambrogio gli scrisse che non avrebbe celebrato l'Eucaristia in sua presenza finché non si fosse pentito. L'imperatore fece pubblica penitenza e fu riammesso alla comunione a Natale. Per Ambrogio l'imperatore era «dentro la Chiesa, non sopra la Chiesa»: lo aveva detto già nel 386, e la frase è rimasta il cuore del suo pensiero sul rapporto fra fede e potere.
La morte e la memoria
Ambrogio morì a Milano il 4 aprile 397, Sabato Santo, e fu sepolto nella sua basilica accanto ai martiri Gervasio e Protasio, dove riposa ancora oggi. È uno dei quattro grandi dottori della Chiesa latina, insieme a Girolamo, Agostino e Gregorio Magno. La Chiesa lo ricorda il 7 dicembre, giorno della sua ordinazione episcopale. È patrono di Milano e, per la leggenda delle api che da neonato gli si posarono sulla bocca senza fargli male, anche degli apicoltori.
Domande frequenti
Quando si festeggia sant'Ambrogio?
Il 7 dicembre, giorno in cui fu consacrato vescovo di Milano nel 374. Morì il 4 aprile 397, e anche quel giorno il calendario ne ricorda il transito.
Perché sant'Ambrogio è patrono degli apicoltori?
Per una leggenda raccontata dal suo biografo Paolino: quando era neonato uno sciame d'api si posò sul suo viso ed entrò nella sua bocca senza pungerlo, e il padre lo prese come segno della dolcezza della sua parola futura.
Che cos'è il rito ambrosiano?
È la liturgia propria della Chiesa di Milano, diversa dal rito romano in molti testi e usanze, e porta il nome di sant'Ambrogio.
Chi battezzò sant'Agostino?
Sant'Ambrogio, a Milano, nella notte di Pasqua del 387.
Memoria di sant'Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa, che si addormentò nel Signore il 4 aprile, ma è venerato in particolare in questo giorno, nel quale ricevette, ancora catecumeno, l'episcopato di questa celebre sede, mentre era prefetto della città. Vero pastore e maestro dei fedeli, fu pieno di carità verso tutti, difese strenuamente la libertà della Chiesa e la retta dottrina della fede contro l'arianesimo e istruì nella devozione il popolo con commentari e inni per il canto. — Martirologio Romano