5 maggio
Sant' Angelo da Gerusalemme (di Sicilia)
Martire, carmelitano
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il martirio a Licata
A Licata, in provincia di Agrigento, Angelo incontrò un signorotto locale chiamato Berengario, il quale era un convinto sostenitore del catarismo e viveva in una relazione incestuosa. Angelo persuase la donna che conviveva con Berengario ad allontanarsi da lui. A causa di ciò, Berengario aggredì con rabbia Angelo mentre questi stava predicando all'interno della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Berengario colpì Angelo con cinque stoccate di spada, ferendolo a morte. Alcuni fedeli portarono Angelo ferito in un'abitazione situata nelle vicinanze. Angelo morì per le lesioni riportate dopo quattro giorni dall'aggressione, il 5 maggio 1225. Prima di morire, Angelo chiese agli abitanti e ai fedeli di Licata di perdonare il suo aggressore. La salma fu sepolta nella medesima chiesa dove era avvenuto l'attentato. La tomba di Angelo divenne fin da subito meta di pellegrinaggi, e la venerazione nei suoi confronti conobbe una rapida diffusione. L'Ordine Carmelitano lo considera e lo venera come santo almeno dal 1456. Papa Pio II, il cui pontificato fu compreso tra il 1405 e il 1464, approvò ufficialmente il suo culto. Nel 1625 la città di Licata fu liberata dalla peste per intercessione del Santo, e a seguito della liberazione dal contagio venne eretta una nuova chiesa nel luogo del martirio. Nel 1662 i resti mortali di Angelo furono trasferiti all'interno di questo nuovo edificio sacro.
Il culto e l'iconografia
Nelle rappresentazioni artistiche il santo viene raffigurato con la palma del martirio, con tre corone simboleggianti verginità, predicazione e martirio, e con una spada piantata nel petto. Il Martirologio lo individua come sacerdote dell'Ordine dei Carmelitani e martire, situando il martirio a Licata in Sicilia. La memoria liturgica del santo cade il giorno 5 maggio.
Il cammino e la missione
Nato a Gerusalemme nel 1185, Angelo manifestò presto il desiderio di consacrare la propria esistenza al Signore. Insieme al fratello Giovanni, scelse di abbracciare la regola di vita del Monte Carmelo, un luogo segnato dal silenzio e dalla ricerca del volto di Dio. Ordinato sacerdote all'età di venticinque anni, ricevette nel 1218 l'importante mandato di recarsi a Roma, per poi essere inviato in Sicilia con il delicato compito di predicare e contrastare la diffusione dell'eresia catara, che in quel periodo minacciava la fede delle comunità locali.
La sua parola, nutrita di preghiera e di studio, risuonò con forza nelle piazze e nelle chiese dell'isola, richiamando molti alla verità del Vangelo. Fu proprio a Licata che la sua predicazione incontrò la violenta opposizione di un uomo di nome Berengario. Aggredito mortalmente a causa della sua coraggiosa testimonianza, il santo carmelitano spirò dopo quattro giorni di agonia nel 1225, perdonando i suoi persecutori e offrendo la sua vita per la salvezza delle anime.
La memoria e il culto
Il sacrificio di sant'Angelo lasciò un'impronta profonda e indelebile nella devozione del popolo siciliano e dell'intero Ordine Carmelitano. La memoria del suo martirio divenne subito un punto di riferimento per quanti cercavano un modello di fortezza cristiana e di dedizione incondizionata al Vangelo.
Il riconoscimento ufficiale della sua santità giunse con la solenne canonizzazione da parte di Papa Pio II. Da allora, il suo nome è iscritto nel libro dei santi come esempio di pastore che non ha esitato a dare la vita per il gregge, unendo per sempre la terra di Terrasanta alla Sicilia nel segno della fede comune.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Angelo da Gerusalemme?
Si celebra il 5 maggio.
Di cosa è patrono Sant'Angelo da Gerusalemme?
È patrono della città di Licata.
A Licata in Sicilia, sant’Angelo, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani e martire. — Martirologio Romano