20 maggio
Sant' Arcangelo Tadini
Sacerdote e fondatore
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e formazione
Arcangelo Tadini nacque il dodici ottobre 1846 a Verolanuova, in provincia e diocesi di Brescia. Era il penultimo dei quattro figli nati da Pietro e Antonia Gadola. Il padre aveva avuto in totale undici figli, contando anche quelli del precedente matrimonio con Giulia Gadola, sorella di Antonia. Giulia Gadola era morta a ventotto anni. Fu battezzato nella chiesa prepositurale di San Lorenzo martire a Verolanuova il diciotto ottobre 1846, a quattro giorni dalla nascita. La sua famiglia era benestante. Arcangelo crebbe in un ambiente liberale che non influì in alcun modo sulla sua formazione. Ereditò dalla madre una salute cagionevole, tanto che rischiò di morire a due anni. Frequentò le elementari a Verolanuova fino ai dieci anni circa. Verso il 1855-56 passò al ginnasio di Lovere dove studiavano i suoi fratelli Alessandro e Giulio. Entrambi i fratelli passarono al Seminario diocesano di Brescia, ma solo Giulio divenne sacerdote. Arcangelo maturò la vocazione al sacerdozio nel periodo della prima Messa del fratello Giulio e tramite la frequentazione di casa sua, diventata un oratorio festivo. Già alla fine delle elementari si sentiva orientato verso il sacerdozio. Nonostante l'anticlericalismo diffuso nei ceti agiati, il ragazzo non si lasciò impressionare e si sentì motivato a intraprendere quella via. Entrò nel seminario di Brescia nel 1864 per studiare filosofia e teologia. Terminò gli studi dopo sei anni, nel 1870. Venne ordinato sacerdote dal vescovo-principe di Trento, monsignor Benedetto Riccabona de Reichelfels. Monsignor Girolamo Verzieri, vescovo di Brescia, era a Roma per i lavori del Concilio Vaticano I al momento dell'ordinazione. Celebrò la prima Messa a Verolanuova il ventisei giugno 1870.
Il ministero a Lodrino e alla Noce
Cominciò il suo ministero pastorale come curato e maestro elementare a Lodrino in Val Trompia, dal ventinove giugno 1871 al ventisette maggio 1873. Svolse un'intensa attività pastorale a dispetto di grandi difficoltà fisiche. Quand'era in Seminario si era fratturato un ginocchio ed era rimasto zoppo per cure non adeguate. Venne trasferito alla Noce, frazione periferica di Brescia, presso il santuario di Santa Maria della Noce, dipendente dalla parrocchia di San Nazzaro in Brescia. Alla Noce fu uomo di Dio ricco di carità evangelica e ottimo direttore di anime. Si occupò di restaurare la chiesa della Noce, dotandola di un battistero e di elevarla a curazia. L'arto zoppiccante e non curato costrinse don Arcangelo a usare un bastone. La sua giornata era scandita da numerosi momenti di adorazione e iniziava alle quattro del mattino. Apriva la chiesa e si recava nella casa madre delle suore operaie per dettare la meditazione e celebrare l'Eucaristia. Risaliva in parrocchia per le Confessioni dei parrocchiani. Era sempre disponibile, di temperamento riflessivo e serio, e s'impegnava a sorridere a tutti, specie ai bambini. Il suo vitto era strettamente vegetariano per ragioni di salute e sobrietà. Seguiva gli insegnamenti dell'abate tedesco Sebastian Kneipp, che prevedevano cure a base di bagni.
L'arrivo a Botticino Sera e le opere sociali
Nel 1885 venne nominato curato della parrocchia di Santa Maria Assunta a Botticino Sera per affiancare il parroco don Cortesi, gravemente ammalato. Arrivò a Botticino Sera il ventinove novembre 1885. Don Cortesi morì il ventisei novembre 1886 ed egli venne nominato economo spirituale. Il venti luglio 1887, mentre era ad Abano per le cure termali, gli giunse la nomina a parroco-arciprete di Botticino Sera. Il beato Arcangelo Tadini era un sacerdote originario del villaggio di Botticino Sera vicino a Brescia. Si dedicò subito a riparare le mancanze dei predecessori partendo dai giovani. Aprì l'oratorio per i giovani e costituì la banda musicale. Per gli adulti rifondò la Confraternita del Santissimo Sacramento e istituì il Terz'ordine Francescano. Nel 1893 avviò la Società Operaia di Mutuo Soccorso per tutelare i lavoratori. Curava lo sviluppo delle giovani coppie attento alle famiglie e visitava con entusiasmo gli ammalati. Il motto del suo ministero era: Tutta la mia scienza è la Croce e tutta la mia forza è la stola. Arcangelo Tadini si adoperò attivamente per i diritti e la dignità dei lavoratori. Attuò l'enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII in sintonia con il movimento cattolico-sociale di fine Ottocento a Brescia.
La fondazione delle Suore Operaie
Le ragazze di Botticino cercavano lavoro nelle filande del bresciano ed erano spesso assenti da casa. Soffriva nel constatare la dispersione del suo popolo poiché considerava la parrocchia come la famiglia di ogni cristiano. Aveva impiantato la Pia Unione delle Figlie di Maria per le giovani. Progettò e fece costruire in paese una filanda affinché le ragazze non abbandonassero la famiglia. Don Arcangelo desiderava che le giovani della fondazione fossero guidate materialmente e spiritualmente. Il sacerdote fu aiutato da un gesuita suo amico di nome padre Maffeo Franzini. Don Arcangelo diede nuovo slancio alla Compagnia di Sant'Angela, ovvero le Orsoline secolari. Il fondatore comprese col tempo la necessità di religiose che assistessero le operaie e lavorassero gomito a gomito con loro. Padre Franzini inviò a Botticino Sera da Milano la signorina Leopoldina Paris. Leopoldina Paris era un'ex religiosa canossiana. Leopoldina Paris rimase solo un anno a Botticino Sera. Leopoldina Paris non condivideva il carisma della fondazione né l'austerità di vita di don Arcangelo. Il parroco chiese ad alcune operaie sue parrocchiane di condividere il progetto dopo la partenza di Leopoldina. Le operaie parrocchiane acconsentirono alla richiesta del parroco. La nuova fondazione iniziò con le operaie parrocchiane affidando la responsabilità a Romana Maffeis. Nel 1900 si formò una prima comunità di religiose. Le leggi ecclesiastiche dell'epoca imponevano ai vescovi di non autorizzare nuove fondazioni prive di un fine specifico ben chiaro. Don Arcangelo chiese a padre Franzini di scrivere una lettera al vescovo di Brescia per spiegare la sua idea. La lettera al vescovo indicava la necessità di suore operaie accanto a quelle dedite all'educazione, alla cura dei malati o alla vita contemplativa. Don Arcangelo diede alla comunità il modello della Sacra Famiglia. Il fondatore desiderava che le sue figlie fossero eroiche, aperte alla Chiesa, attente al mondo del lavoro e capaci di lavorare sorridendo. Fu scelto il nome completo Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth. Romana Maffeis assunse il nome religioso di suor Nazarena. Don Arcangelo fondò la Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth. La congregazione fondata è dedita in particolar modo alla giustizia sociale.
Difficoltà e ultimi anni
Don Arcangelo affrontò molte difficoltà economiche e parecchie incomprensioni. Alcuni sacerdoti ritenevano non opportuno che delle religiose facessero anche le operaie. La missione delle suore operaie era considerata poco confacente a persone consacrate, in un ambiente ostile alla Chiesa come le fabbriche. Le Suore Operaie subirono una visita apostolica da parte del vescovo di Prato. Le suore rischiarono di scomparire ed essere assorbite dalle Ancelle della Carità di Brescia, che erano già ben avviate. Il progetto di assorbimento da parte delle Ancelle della Carità non ebbe seguito. Don Arcangelo divenne progressivamente paralizzato al punto da dover essere portato in chiesa con la carrozzella. Il ventuno marzo 1912, nel venticinquesimo anniversario del suo ingresso come parroco, accolse i parrocchiani sulla carrozzella. L'omelia di quel giorno ebbe i toni di un testamento spirituale piuttosto che di un rendimento di grazie. Don Arcangelo dichiarò di non avere molto da vivere e di non avere nulla da lasciare a Botticino in ricordo. Il sacerdote affermò di essersi sacrificato per dare il pane ai parrocchiani fabbricando a fatica la filanda. La filanda era stata costruita affinché le figliuole non uscissero dal paese con loro pericolo. Don Arcangelo evidenziò la presenza di anime generose che abbandonavano la famiglia e i beni cari per seguire la chiamata di Dio. Le suore si mettevano tra le operaie lavorando con loro e dando il buon esempio per stimolare ad amare il lavoro senza maledirlo. Il fondatore raccomandò il timore di Dio e la fedeltà all'opera per superare le difficoltà con l'aiuto divino. Don Arcangelo espresse l'intenzione di pregare il Signore affinché tutto si sciogliesse in caso di mancata fedeltà.
Il transito e le onoranze funebri
L'otto maggio 1912 don Arcangelo fu colpito da un malore mentre celebrava la Messa. Il giorno seguente ricevette la Comunione come Viatico e l'Unzione degli infermi dal suo confessore. Don Arcangelo morì una settimana dopo, il venti maggio 1912 alle ore cinque, nella sua canonica. Arcangelo Tadini è morto a Botticino Sera in provincia di Brescia il venti maggio 1912. La salma fu vegliata giorno e notte dai giovani parrocchiani. I funerali si svolsero il giorno successivo alla morte. La bara fu portata a spalla da quattro giovani per tutto il paese. Il corteo funebre passò anche per via san Michele, sede della Casa madre delle suore. Don Arcangelo fu sepolto nel cimitero di Botticino. Il periodico Il Cittadino di Brescia pubblicò un necrologio dando notizia della morte. Il necrologio ricordò l'impegno parrocchiale, l'austerità, il sacrificio e la malattia di don Arcangelo.
Il cammino verso gli altari e i miracoli
La fama di santità si sparse rapidamente dentro e fuori la diocesi. Il processo ordinario informativo iniziò nella diocesi di Brescia il tredici gennaio 1960. Il processo ordinario informativo si concluse il diciannove giugno 1964. Il processo fu completato dal decreto sugli scritti il cinque marzo 1970. Il processo informativo venne convalidato il ventisette ottobre 1989 a seguito delle nuove legislazioni sulle cause di beatificazione. La Positio super virtutibus fu consegnata nel 1992. Il sedici giugno 1998 si è tenuta la riunione dei consultori teologi. Il diciassette novembre 1998 si è tenuta la riunione dei cardinali e vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi. Il Papa san Giovanni Paolo II ha riconosciuto l'eroicità delle virtù di don Arcangelo il ventuno dicembre 1998. Il Papa ha promulgato il relativo decreto il ventuno dicembre 1998. Da aprile a maggio 1966 si è svolta l'inchiesta diocesana per l'esame di un presunto miracolo attribuito al Servo di Dio don Arcangelo Tadini. Il presunto miracolo riguardava suor Carmela Berardi delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth. Suor Carmela era stata colpita da giovane da tubercolosi polmonare, apicale e bilaterale. La malattia le aveva bloccato le corde vocali, rendendola afona per sette anni. L'undici marzo 1943 è avvenuta la riesumazione della salma del fondatore. La riesumazione è avvenuta alla presenza del tribunale diocesano e della comunità delle suore operaie. La superiora generale ha imposto a suor Carmela di inginocchiarsi e pregare il Miserere. Suor Carmela ha obbedito e ha iniziato all'istante a parlare e pregare a voce alta, con sorpresa di tutti i presenti. Dal momento della guarigione sono spariti anche i danni della tubercolosi. Nel dicembre del 1998 la Consulta medica ha dato parere positivo sul miracolo. Il ventitré marzo 1999 il Congresso dei Teologi si è pronunciato favorevolmente sull'intercessione del candidato. Il diciotto maggio 1999 i Cardinali e Vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi hanno giudicato come vero miracolo il caso prodigioso. Il ventuno giugno 1999 san Giovanni Paolo II ha promulgato il decreto sul miracolo. San Giovanni Paolo II ha celebrato il rito della beatificazione in piazza San Pietro a Roma il tre ottobre 1999. Per la canonizzazione è stata presentata la risoluzione spontanea e duratura da sterilità di coppia multifattoriale di Elisabetta Fostini e Roberto Marazzi di Brescia. La coppia aveva una sterilità perdurante da quattro anni. I medici avevano suggerito la fecondazione in vitro, ma i coniugi Marazzi avevano rifiutato. I coniugi sono entrati in contatto con il Gruppo famiglia Beato Tadini nella Casa madre delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth. Dall'aprile 2004 il gruppo si è trovato ogni mese a pregare per chiedere la grazia di una gravidanza. Il cinque agosto 2005 è nata Maria. Il tre dicembre 2006 è nato un altro bambino, Giovanni. L'inchiesta diocesana per il secondo miracolo si è celebrata nella diocesi di Brescia dal sedici giugno al sedici luglio 2006. Nella seduta del quindici novembre 2007 la Consulta medica del Dicastero ha riconosciuto all'unanimità l'evento come inspiegabile scientificamente. I Consultori Teologici hanno esaminato il caso con esito positivo il ventidue aprile 2008. I Cardinali e Vescovi hanno esaminato il caso positivamente il ventotto ottobre 2008. Papa Benedetto XVI ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto sul miracolo il sei dicembre 2008. Durante il Concistoro del ventuno febbraio 2009 il Papa ha annunciato la data di canonizzazione del Beato Arcangelo Tadini. La canonizzazione è stata celebrata il ventisei aprile 2009 in piazza San Pietro a Roma.
Le reliquie e lo sviluppo della Congregazione
I resti mortali del santo furono portati dal cimitero di Botticino alla chiesetta della Casa madre delle suore. La chiesetta della Casa madre è intitolata alla Sacra Famiglia. Il ventiquattro maggio 1999 si è tenuta la ricognizione canonica delle reliquie. Al termine della ricognizione le reliquie del Beato sono state rinchiuse in un'urna di bronzo su foglia d'oro. Dopo la canonizzazione è stato deciso di restituire le reliquie alla parrocchia di Santa Maria Assunta di Botticino Sera. Don Arcangelo aveva servito la parrocchia di Botticino Sera per venticinque anni. Il ventinove ottobre 2009 si è proceduto a una nuova ricognizione e i resti sono stati chiusi in un nuovo contenitore. Le reliquie sono venerate presso l'altare già dedicato a san Carlo Borromeo. Il diciotto maggio 2009 alla chiesa parrocchiale è stato conferito il titolo di Santuario Diocesano dedicato a Sant'Arcangelo Tadini. Due giorni dopo, la chiesa parrocchiale è diventata Basilica minore. Il trenta novembre 1931 le Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth ebbero la prima approvazione diocesana. L'approvazione diocesana avvenne per decreto del vescovo di Brescia, monsignor Giacinto Gaggia. L'approvazione pontificia fu preparata dal decreto di lode del dodici gennaio 1953. L'approvazione pontificia fu completata con l'approvazione delle Costituzioni il sedici marzo 1962. Le Suore Operaie sono una congregazione di diritto pontificio dal sedici marzo 1962. Le suore sono attualmente circa duecento. Le suore esercitano il loro apostolato nelle fabbriche, nelle mense, negli ambulatori e in varie opere in aiuto agli operai. Le suore mantengono l'impegno pastorale nelle parrocchie. La casa madre della congregazione si trova a Botticino Sera. Altre comunità della congregazione si trovano in Brasile, Burundi, Ruanda, Mali e Inghilterra. La memoria liturgica del Beato Arcangelo Tadini è stata fissata al ventuno maggio per la diocesi di Brescia e le Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth. Il ventuno maggio è il giorno seguente alla nascita al Cielo del Beato.
La vita e l'opera
Il cammino sacerdotale di Arcangelo Tadini ebbe inizio nel 1870, quando ricevette l'ordinazione dalle mani del vescovo Benedetto Riccabona de Reichelfels. Da quel momento, il suo ministero si intrecciò profondamente con le vicende umane e sociali delle comunità di Verolanuova, Brescia, Lovere, Lodrino e Botticino Sera. In un tempo segnato dalle trasformazioni industriali e dalle fatiche dei lavoratori, egli comprese che il sacerdote doveva farsi carico anche delle sofferenze corporali e sociali del suo gregge.
La sua azione pastorale si distinse per una lungimiranza straordinaria. Nel 1893, a Botticino, diede vita alla Società Operaia di Mutuo Soccorso, un'istituzione nata per offrire sostegno e protezione ai lavoratori. Con uno sguardo attento ai pericoli e alle fragilità che minacciavano la dignità delle giovani parrocchiane, Sant' Arcangelo Tadini scelse di costruire una filanda, offrendo così un luogo di lavoro sicuro e onesto. Questo impegno concreto per la tutela dei più deboli non fu un'attività separata dalla sua vocazione, ma il cuore stesso della sua spiritualità. Egli comprese che la santità si costruisce anche attraverso la difesa della giustizia sociale.
Per dare continuità a questa missione di servizio, fondò la congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth. Attraverso questa opera, egli intendeva prolungare nel tempo la dedizione alla Santa Casa, cercando di elevare le anime dei fedeli. La sua esistenza terrena si concluse nel 1912 a Botticino Sera, lasciando un'eredità di dedizione e di amore che la Chiesa ha solennemente riconosciuto. La sua canonizzazione, avvenuta nel 2009 per mano di Papa Benedetto XVI, ha suggellato la fama di santità di questo umile servitore di Dio, che ha saputo riconoscere il volto del Signore nel volto dell'operaio e dell'oppresso.
Il culto
Il culto di Sant' Arcangelo Tadini è un segno di speranza per la Chiesa contemporanea, che trova in lui un modello di santità incarnata. La sua beatificazione, celebrata da Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1999, è stata la prima tappa di un percorso che ha portato la figura di questo sacerdote all'attenzione del mondo intero. La successiva canonizzazione, avvenuta il 26 aprile 2009 per opera di Papa Benedetto XVI, ha confermato la validità del suo messaggio di carità operosa e di attenzione verso i contesti lavorativi.
La memoria liturgica di Sant' Arcangelo Tadini è fissata al 21 maggio, giorno in cui i fedeli si riuniscono per invocare la sua intercessione. Egli è particolarmente venerato come patrono di Botticino, la comunità dove ha esercitato gran parte del suo ministero e dove ha lasciato le tracce più visibili del suo impegno sociale. I devoti si rivolgono a lui chiedendo la grazia di vivere la fede con la stessa concretezza che egli dimostrò, cercando di trasformare le strutture del mondo in luoghi di giustizia e di amore. La sua eredità spirituale, custodita dalle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth, continua a diffondersi come una luce che invita a non separare mai la preghiera dall'impegno verso il prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Arcangelo Tadini?
La memoria liturgica si celebra il ventuno maggio, giorno successivo alla sua nascita al cielo.
Di cosa è patrono Sant'Arcangelo Tadini?
È stato adottato come patrono dalle tre parrocchie di Botticino.
Nel villaggio di Botticino Sera vicino a Brescia, beato Arcangelo Tadini, sacerdote, che si adoperò per i diritti e la dignità dei lavoratori e fondò la Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth, dedita in particolar modo alla giustizia sociale. — Martirologio Romano