19 ottobre
Sant' Asterio di Ostia
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La tradizione dei testi e le origini
La complessità storica che circonda la figura di Sant' Asterio emerge fin dall'analisi dei documenti antichi che ne conservano il ricordo. Gli atti del santo sono stati sottoposti a un imprecisato numero di redazioni e alterazioni nel corso dei secoli. Tali modifiche testuali hanno provocato lo sdoppiamento della figura originaria in due personaggi omonimi. I due personaggi omonimi sono entrambi vissuti nell'ambito del terzo secolo ed entrambi martiri, ma con vicende assolutamente indipendenti. Secondo gli atti di papa Callisto, il primo personaggio sarebbe stato uno dei quarantaquattro presbiteri ordinati dallo stesso pontefice. Lo stesso papa Callisto recuperò le spoglie del santo da un pozzo e le seppellì nel cimitero di Calepodio sulla via Aurelia. La sepoltura nel cimitero di Calepodio avvenne la vigilia delle idi di ottobre, ovvero il quattordici ottobre. Sei giorni dopo, l'imperatore Alessandro Severo avrebbe fatto precipitare il santo dal ponte Sublicio. Il corpo del santo sarebbe stato rinvenuto ad Ostia ed ivi seppellito il ventuno ottobre del duecentoventidue, primo anno d'impero di Alessandro. Una iscrizione del cimitero di Commodilla sulla via Ostiense ricorda la depositio di un certo Paschasius il dodici ottobre. La depositio di Paschasius avvenne otto giorni prima della festa di sant'Asterio, posta al diciannove ottobre secondo il Martirologio Geronimiano. Il dies natalis del presbitero Asterio è il ventuno ottobre secondo la passio Callisti e il diciannove ottobre secondo l'iscrizione di Commodilla. L'agiografo che compilò la Passio Sanctorum Marii et Martae fece vivere Asterio una cinquantina d'anni più tardi, sotto l'imperatore Claudio secondo il Gotico.
Il cammino di conversione e il miracolo
La narrazione agiografica della Passio Sanctorum Marii et Martae presenta Asterio come un princeps del prefetto Calpurnio. In questo contesto, Asterio fu convertito e battezzato dal presbitero san Valentino. Il prefetto Calpurnio aveva precedentemente affidato il presbitero Valentino ad Asterio affinché lo inducesse all'apostasia, stimando la preparazione filosofica di Asterio. Durante il colloquio, Valentino discettò sulla verità e sulla illuminazione divina, turbando profondamente Asterio. In seguito a questo incontro, Asterio raccomandò a Valentino la propria figlia cieca. Valentino operò miracolosamente la guarigione della vista della figlia di Asterio tramite la preghiera. Di fronte a tale prodigio, Asterio, insieme a tutta la sua famiglia, chiese il battesimo e ricevette la cresima. La vicenda di Asterio si collega alla Passio Sanctorum Marii et Martae anche tramite il motivo delle visite. Mario e Marta si rifugiarono nella casa di Asterio e vi rimasero nascosti per più di un mese. L'imperatore Claudio sorprese infine Mario e Marta e li fece incarcerare.
Il martirio e la testimonianza ad Ostia
Quando le autorità imperiali imposero la consueta ingiunzione di sacrificare agli dèi, Asterio rispose con parole di rifiuto risoluto. In seguito a questo rifiuto, tutti i cristiani furono inviati ad Ostia per esservi tormentati e uccisi. Il preside Gelasio fece avvolgere Asterio al cavalletto. Nonostante la ferocia dei carnefici, Asterio e i compagni furono esposti, invano, alle fiere e alle fiamme. Visto l'insuccesso dei tormenti, Gelasio fece decapitare Asterio, mentre gli altri furono lapidati o massacrati fuori le mura di Ostia. Il martirio avvenne il diciotto gennaio, quindicesimo giorno prima delle calende di febbraio.
Il culto antico e le basiliche
Nel dibattito storiografico moderno, lo studioso Dufourcq sostenne che il nome Asterio fosse stato inventato per illustrare la famiglia di Turcius Rufius Apronianus Asterius, console nel quattrocentonovantaquattro. Tuttavia, l'ipotesi di Dufourcq è inattendibile perché il culto di Asterio è storicamente molto più antico. Nel Libellus Precum del terzo e quarto secolo, Faustino e Marcellino parlano di un prete Macario, morto in Ostia e seppellito nella basilica del martire Asterio. Il Liber Pontificalis riferisce che papa Sergio secondo restaurò la basilica di sant'Asterio alla fine del sesto secolo. Circa un secolo dopo, papa Leone terzo restaurò nuovamente la medesima basilica. Già all'epoca di questi restauri la chiesa era intitolata a Sant'Aurea. Di sant'Asterio s'era persa la memoria insieme alle reliquie già in epoca antica. Oggi il Martirologio ricorda sant'Asterio come martire a Ostia nel Lazio.
Il cammino di fede
Il percorso di Sant' Asterio di Ostia si inserisce nel contesto del terzo secolo, un'epoca in cui la vita dei cristiani era costantemente segnata dalla necessità di una testimonianza pubblica e coraggiosa. Egli viene citato nelle cronache antiche come un presbitero che ricevette l'ordinazione dalle mani di Papa Callisto, un atto che ne sottolinea l'importanza all'interno della gerarchia ecclesiastica di Roma e dei territori limitrofi. La sua esistenza si è intrecciata profondamente con la città di Ostia, luogo che diverrà teatro del suo estremo sacrificio. La complessità della sua figura, che le tradizioni agiografiche hanno talvolta interpretato attraverso letture diverse, arrivando persino a ipotizzare uno sdoppiamento in due personaggi distinti, non offusca la limpidezza della sua scelta di fede.
Tra gli elementi che compongono il racconto della sua vita, spicca una suggestiva tradizione che narra della conversione di Asterio a seguito della guarigione miracolosa della propria figlia. Questo episodio, carico di umanità e di stupore, descrive il cammino di un uomo che, toccato dalla grazia, ha saputo accogliere il messaggio cristiano con pienezza e dedizione. La sua morte, avvenuta nell'anno duecentoventidue, rappresenta il compimento di questo percorso. Il martirio, avvenuto ad Ostia mediante la decapitazione, ha trasformato la sua fine in un annuncio di speranza. La memoria del santo è dunque legata a una duplice eredità: quella di un presbitero che ha servito la comunità e quella di un martire che ha testimoniato la verità con il sangue, lasciando alla Chiesa l'esempio di una fedeltà che supera le incertezze dei secoli e le divergenze delle cronache.
La memoria e il culto
Il culto di Sant' Asterio di Ostia si è sviluppato nel tempo attraverso la cura della sua memoria e la venerazione dei luoghi legati alla sua sepoltura. La tradizione indica, infatti, una venerazione che oscilla tra il cimitero di Calepodio e la stessa città di Ostia, dove il santo ha versato il proprio sangue. Questa doppia collocazione riflette la devozione antica che, pur nelle varianti dei racconti, ha sempre cercato di custodire la presenza spirituale del martire.
La memoria liturgica di Sant' Asterio è un richiamo alla riflessione sulla coerenza cristiana. Egli viene commemorato il diciannove ottobre, sebbene alcune tradizioni agiografiche propongano anche la data del diciotto gennaio, a testimonianza di una diffusione del suo culto avvenuta in tempi e contesti differenti. Ogni anno, la sua ricorrenza invita i fedeli a meditare sulla dedizione di quanti, nei primi secoli, hanno edificato la Chiesa con il proprio coraggio. Onorare Sant' Asterio significa oggi riconoscere la validità di una fede che non teme il passare del tempo e che, attraverso il ricordo dei suoi martiri, continua a parlare al cuore degli uomini, spingendoli verso una vita di maggiore dedizione e di sincera carità verso il prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Asterio di Ostia?
Sant' Asterio si festeggia il diciannove ottobre, mentre la tradizione ricorda la sua memoria anche in altre date come il diciotto gennaio.
A Ostia nel Lazio, sant’Asterio, martire. — Martirologio Romano