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7 novembre

Sant' Atenodoro

Vescovo nel Ponto

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e formazione giovanile

Sant'Atenodoro nacque intorno all'anno duencentoquindici a Neocesarea, nel Ponto Polemoniaco, da una delle famiglie più nobili e ragguardevoli del luogo, che a quel tempo era ancora legata al paganesimo. Intorno all'anno duencentoventisette morì il padre dei due giovani fratelli, e san Gregorio osserva come la Divina Provvidenza abbia saputo servirsi di questo doloroso lutto familiare per avviare Atenodoro e il fratello verso la fede cristiana. La madre si prese cura personalmente della loro educazione iniziale, istruendoli con cura nelle lettere, nell'eloquenza e nello studio approfondito del diritto, con il chiaro desiderio di farne dei valenti avvocati. Per perfezionare la loro preparazione giuridica e retorica, i due fratelli decisero di intraprendere un viaggio e si recarono a Beryto, in Fenicia. Il Panegirico di Origene non menziona la notizia riferita invece da Socrate e da Gregorio Nisseno, secondo cui i giovani si sarebbero recati anche ad Atene o ad Alessandria per approfondire gli studi di retorica. Partendo da Berytu, in occasione del matrimonio di una loro sorella con il preside della Palestina, i fratelli ebbero l'opportunità di recarsi a Cesarea. Proprio a Cesarea avvenne l'incontro provvidenziale con Origene, che a partire dal biennio tra il duencento trentuno e il duencento trentadue dirigeva con grande fama la sua celebre scuola. Il Panegirico composto da Gregorio rappresenta una splendida esaltazione dell'insegnamento di quel maestro alessandrino. Atenodoro e Gregorio rimasero fedeli scolari di Origene per ben cinque anni, accogliendo il suo metodo educativo che insegnava a ragionare e a valorizzare con discernimento tutto quanto era stato scritto dagli antichi filosofi e poeti, a condizione che non fossero atei. Lo storico Eusebio annota che Origene seppe istillare nei loro giovani animi un autentico amore per la filosofia e li attirò con efficacia allo studio delle cose celesti, lasciando in disparte quelle terrene e umane. Dopo aver completato questo intenso quinquennio di studi, forse verso l'anno duencentotrentaotto e subito dopo la conclusione della persecuzione di Massimino, i due fratelli fecero ritorno nella loro terra d'origine nel Ponto. San Gerolamo attesta che al momento del loro ritorno nel Ponto la madre era ancora in vita. Grazie all'eccellente formazione ricevuta alla scuola di Origene, e avendo predicato le Sacre Scritture progredendo in modo mirabile, Atenodoro fu ritenuto pienamente degno di ricevere il ministero episcopale nonostante la sua giovane età.

Il ministero episcopale e il culto

La solida preparazione culturale e spirituale maturata accanto a Origene valse ad Atenodoro e al fratello la chiamata all'episcopato in giovane età. Lo scrittore ecclesiastico Rufino suggerisce che la loro elevazione alla dignità vescovile sia avvenuta durante il pontificato di papa Sisto Secondo, in un arco temporale compreso tra il duencentosessanta e il duencentosessantauno. Nonostante la sua chiara fama, non è noto con certezza di quale chiesa in particolare fosse vescovo Sant'Atenodoro, e l'indicazione tradizionale che lo vorrebbe vescovo di Amasea risulta essere di epoca assai tarda. Eusebio lo ricorda con grande stima come uno dei vescovi più insigni vissuti durante l'impero di Gallieno, tra il duencentosessanta e il duencentosessantaottanta. Tutte le fonti storiche concordano nel certificarne la presenza autorevole al primo sinodo tenuto ad Antiochia contro l'eresia di Paolo di Samosata tra il duencentosessantaquattro e il duencentosessantasindaco. Tuttavia, Atenodoro non risulta presente al successivo sinodo del duencentosessantotto nel quale Paolo venne formalmente deposto, il che fa legittimamente supporre che fosse già deceduto in quell'anno. Più comunemente, la sua morte viene collocata dagli storici durante l'impero di Valeriano, ovvero dopo l'anno duencentosettanta. Il cardinale Cesare Baronio, nei suoi Annales, ritiene Atenodoro un martire della persecuzione scatenata dall'imperatore Aureliano, fissando la data della sua morte al diciotto ottobre del duencentosettantadue o del duencentosettantacinque. Gli argomenti a favore di questa ipotesi di un martirio aureliano sono tuttavia assai deboli, poiché si fondano unicamente sul titolo di martire attribuito da alcuni tardi menologi e menei orientali. La Vita di san Gregorio il Taumaturgo scritta dal Nisseno, ad esempio, non nomina mai il fratello Atenodoro, e la celebrazione fissata al diciotto ottobre non possiede un fondamento certo nel Martirologio Romano. I martirologi storici a partire dal nono secolo ricordano sant'Atenodoro al nove febbraio, mentre i calendari orientali ne celebrano la memoria liturgica stabilmente al sette novembre. La data proposta dal Baronio del diciotto ottobre è probabilmente soltanto l'anticipazione di un mese della festività liturgica dedicata a san Gregorio il Taumaturgo.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Atenodoro?

La sua memoria liturgica si celebra il sette novembre nei calendari orientali. Viene inoltre ricordato in altre date storiche e locali, come il nove febbraio nei martirologi storici.

Chi era Sant'Atenodoro?

Sant'Atenodoro fu un insigne vescovo del terzo secolo nelle Chiese del Ponto ed era il fratello minore del celebre san Gregorio il Taumaturgo.

A Neocesaréa nel Ponto, nell’odierna Turchia, sant’Atenodóro, vescovo, fratello di san Gregorio Taumaturgo, che tanto progredì nella predicazione delle Sacre Scritture da essere ritenuto degno di svolgere il ministero episcopale, nonostante la giovane età. — Martirologio Romano