23 maggio
Sant' Efebo
Vescovo di Napoli
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il ministero e le origini della memoria
Il cronografo dei vescovi descrive sant'Efebo come un presule santissimo che ha retto fedelmente la sua Chiesa tra la fine del terzo secolo e gli inizi del quarto secolo. Egli figura come l'ottavo vescovo nella serie dei vescovi di Napoli secondo le registrazioni del Liber Pontificalis della Chiesa napoletana. Il Martirologio definisce Efebo vescovo di Napoli che governò il popolo di Dio con grande santità e lo servì fedelmente. Il nome greco Efebos testimonia la presenza dell'elemento greco insieme a quello romano nella primitiva Chiesa di Napoli, analogamente ai nomi Epitimeto ed Eustazio. Nel corso dei secoli, il nome Efebo ha subito diverse alterazioni e deformazioni grafiche come Efevo, Eufebio, Eufrebio, Efrimo, Effrimo, Eufirmo, Euframo ed Eframo. L'ultima forma del nome, Eframo, è ancora utilizzata nell'uso dialettale. Il nome di Efebo fu inciso nel Calendario Marmoreo napoletano, e la sua deposizione viene commemorata il ventitré maggio dal Calendario Marmoreo napoletano e da altri calendari. Il Martirologio Romano fissa la festa di sant'Efebo il ventitré maggio.
La tomba extramurale e i primi secoli di devozione
La tomba di Efebo si trovava in un cimitero suburbano situato a nord-est della città, vicino ai Ponti Rossi. La zona del cimitero prese in seguito il nome da Efebo, e la tomba del santo divenne centro di una viva devozione. All'inizio del quinto secolo, nel cimitero di Efebo fu inumato il vescovo Orso, successore di san Severo. La fama di Efebo come taumaturgo rimase legata alla sua chiesa extramurale, e tale fama taumaturgica era ancora molto viva nel decimo secolo. Un agiografo napoletano del decimo secolo, probabilmente Pietro suddiacono, testimoniò la fama di Efebo nel Libellus miracolorum sancti Ephebi narrando tre suoi miracoli. Il nome di Efebo è stato incluso da tempo immemorabile tra i sette santi protettori di Napoli. Nella prima metà del nono secolo, il vescovo Giovanni quarto lo Scriba trasportò il corpo di Efebo nella cattedrale Stefania. La cattedrale Stefania era stata costruita dal vescovo Stefano alla fine del quinto secolo.
L'opera dei Cappuccini e la riscoperta del culto
Nel quindici cento trenta la chiesa extramurale di Efebo fu affidata ai Cappuccini. I Cappuccini eressero sull'arca una nuova chiesa dedicata all'Immacolata Concezione, e mantennero sempre vivo il culto di Efebo. La chiesa dei Cappuccini conserva tuttora il nome di sant'Eframo Vecchio in contrapposizione a una nuova chiesa dedicata all'Immacolata e a Efebo in un altro luogo della città. Nel novembre quindici cento ottantanove i Cappuccini eseguirono scavi nella vecchia chiesa e trovarono tre corpi senza testa. I tre corpi rinvenuti furono identificati, sebbene con scarso fondamento per gli ultimi due, con i vescovi Efebo, Fortunato e Massimo. I corpi sarebbero stati trasportati dalla Stefania in epoca un tempo precisata, forse nel tredicesimo secolo. Il ritrovamento dei corpi segnò un risveglio del culto verso Efebo. L'agiografo e vescovo di Vico Equense Paolo Regio si occupò di Efebo nelle sue Opere spirituali. Nel diciassettesimo secolo e precisamente nel diciassette cinquanta i Cappuccini stamparono e diffusero una Vita anonima del glorioso Sant'Euframo vescovo e protettore di Napoli. Nel diciottesimo secolo e precisamente nel diciotto ottantanove si celebrò il terzo centenario di Efebo con qualche solennità. Nel diciannovesimo secolo e precisamente nel diciannovesimo anno del ventesimo secolo, nel millenovecento trentun, in seguito a scavi, vennero alla luce alcuni elementi del cimitero paleocristiano legato a Efebo.
Il cammino episcopale
Sant' Efebo esercitò il suo ministero pastorale nel corso del quarto secolo, un periodo di grande fermento per la Chiesa di Napoli. Come ottavo successore sulla cattedra episcopale, egli si trovò ad affrontare le sfide della guida spirituale in un contesto cittadino in rapida trasformazione. La sua vita fu spesa interamente al servizio del popolo di Dio, radunando i fedeli attorno all'altare e promuovendo la crescita della comunità cristiana locale. La storia non ci ha consegnato i dettagli delle sue origini o i particolari del suo quotidiano, ma il fatto che sia stato scelto come guida in quel delicato momento storico attesta la solidità della sua fede e l'autorevolezza del suo magistero.
Dopo la sua morte, avvenuta a Napoli, la salma del vescovo venne deposta nel cimitero suburbano posto presso i Ponti Rossi, luogo di sepoltura che divenne presto meta di una devozione sentita e costante. Il legame tra la città e il suo santo pastore fu sancito definitivamente nel corso del nono secolo, quando le sue venerate reliquie furono solennemente traslate all'interno della cattedrale Stefania. Questo atto non rappresentò soltanto un cambiamento di luogo, ma una vera e propria consacrazione della memoria di Sant' Efebo, che da quel momento venne definitivamente integrata nel cuore pulsante della liturgia napoletana. La sua figura rimane un punto di riferimento luminoso per chiunque desideri riflettere sulle radici antiche della fede campana e sull'importanza della continuità apostolica che egli ha incarnato con dedizione e umiltà durante il suo episcopato.
Il culto e la memoria
La venerazione verso Sant' Efebo ha trovato una codificazione ufficiale e duratura nel tempo, rendendolo una figura centrale del panorama agiografico cittadino. La sua memoria è iscritta con solennità nel Calendario Marmoreo napoletano, un documento che testimonia l'antichità e la persistenza del culto a lui tributato dai fedeli nel corso dei secoli. Anche il Martirologio Romano conferma questa data, inserendo la commemorazione del santo nel giorno ventitré del mese di maggio.
L'inclusione di Sant' Efebo tra i sette santi protettori di Napoli non è un semplice fatto onorifico, ma il riconoscimento di una protezione spirituale che la tradizione attribuisce al suo vescovo. Il popolo napoletano ha sempre guardato a lui con fiducia, invocando la sua intercessione e mantenendo viva la memoria del suo operato. La traslazione delle sue reliquie nella cattedrale Stefania, avvenuta nel nono secolo, ha permesso che il culto si radicasse nel cuore della liturgia diocesana, garantendo che la testimonianza di Sant' Efebo non venisse smarrita, ma continuasse a nutrire la preghiera e la devozione dei cristiani di ogni generazione, i quali trovano in lui un intercessore presso il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia sant'Efebo?
La festa di sant'Efebo si festeggia il ventitré maggio, data in cui viene ricordata la sua deposizione.
Di cosa è patrono sant'Efebo?
Sant'Efebo è uno dei sette santi protettori di Napoli.
A Napoli, sant’Efébo, vescovo, che governò il popolo di Dio con grande santità e lo servì fedelmente. — Martirologio Romano