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sabato 23 maggio 2026 · Santo del giorno

San Desiderio di Langres (o da Genova)

Vescovo e martire

San Desiderio di Langres (o da Genova)

San Desiderio di Langres, originario dei dintorni di Genova e vissuto nel quarto secolo, rimane nella memoria della Chiesa come un pastore di profonda dedizione e un custode premuroso della fede. Eletto terzo vescovo della storicamente importante città di Langres, egli seppe guidare la sua comunità con sapienza dottrinale e paterna sollecitudine, lasciando un'impronta indelebile nella storia del cristianesimo delle origini.

La sua memoria è venerata non solo per il suo instancabile ministero episcopale e per la sua attiva partecipazione ai grandi dibattiti teologici del suo tempo, ma soprattutto per l'estremo sacrificio della vita. Desiderio scelse infatti di non abbandonare il proprio gregge di fronte alla minaccia straniera, affrontando il martirio per difendere il popolo che gli era stato affidato dal Signore.

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Gli altri santi di oggi

Sant' Efebo

Vescovo di Napoli

Sant'Efebo visse tra la fine del terzo secolo e gli inizi del quarto secolo, svolgendo il proprio ministero come ottavo vescovo nella serie dei presuli di Napoli secondo l'antico Liber Pontificalis della Chiesa napoletana. Il cronografo dei vescovi lo descrive come un pastore santissimo che ha retto fedelmente la sua Chiesa, governando il popolo di Dio con grande santità e servendolo con dedizione totale. Il suo nome greco testimonia la presenza dell'elemento greco insieme a quello romano nella primitiva comunità cristiana di Napoli, affiancandosi a nomi quali Epitimeto ed Eustazio. Nel corso dei secoli, il nome originario ha subito diverse alterazioni e deformazioni grafiche, trasformandosi in Efevo, Eufebio, Eufrebio, Efrimo, Effrimo, Eufirmo, Euframo ed Eframo, con quest'ultima forma che risulta ancora utilizzata nell'uso dialettale.

La figura di sant'Efebo è profondamente legata alla storia religiosa e alla devozione della città di Napoli, di cui è uno dei sette santi protettori da tempo immemorabile. La sua tomba, collocata in un cimitero suburbano situato a nord-est della città vicino ai Ponti Rossi, divenne fin da subito il centro di una viva devozione e la zona stessa prese in seguito il nome dal santo. La sua memoria liturgica si celebra il ventitré maggio, data in cui la sua deposizione viene commemorata dal Calendario Marmoreo napoletano, da altri antichi calendari e dallo stesso Martirologio Romano. Nel corso dei secoli successivi alla sua morte, il culto ha conosciuto momenti di particolare fioritura, legandosi a importanti traslazioni delle reliquie e a significative testimonianze agiografiche che ne hanno preservato la memoria fino ai nostri giorni.

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San Giovanni Battista de' Rossi

Sacerdote

San Giovanni Battista de' Rossi, nato a Voltaggio nel 1698, rappresenta una figura luminosa della santità sacerdotale nel diciottesimo secolo. La sua esistenza, giunta a compimento a Roma nel 1764, fu interamente consacrata al servizio di Dio attraverso un instancabile impegno verso le periferie esistenziali della Città Eterna. Sacerdote di profonda umiltà, egli seppe coniugare la cura spirituale dei fedeli con un amore concreto per i più fragili, offrendo il suo ministero come rifugio per quanti vivevano nella miseria e nell'abbandono.

Il santo è ricordato oggi come un instancabile apostolo del confessionale, luogo nel quale esercitò con dedizione la misericordia divina, nonostante le pesanti prove fisiche che segnarono il suo cammino. La sua opera pastorale, culminata nella fondazione della Pia Unione dei Sacerdoti Secolari, ha lasciato un segno indelebile nel clero romano. Canonizzato da papa Leone decimoterzo nel 1881, San Giovanni Battista de' Rossi rimane un esempio luminoso di come la fedeltà al ministero sacerdotale, vissuta nell'accettazione della sofferenza, possa trasformarsi in un dono prezioso per l'intera Chiesa e per il popolo di Dio che ancora oggi ne invoca l'intercessione con devozione.

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Sant' Onorato di Subiaco

Abate

Sant'Onorato visse nel sesto secolo e svolse il ministero di abate nel territorio di Subiaco, guidando la comunità monastica che era stata in precedenza di san Benedetto. La sua figura emerge con chiarezza dalle pagine dei Dialoghi di san Gregorio Magno, il quale lo colloca tra i propri informatori di maggiore autorevolezza e ne attesta la presenza alla guida della cella originaria tra gli anni cinquanta e novanta del sesto secolo. Le cronache ne tramandano la morte avvenuta nell'anno cinquecento novantotto. Nel corso dei secoli la memoria del santo si è radicata nella tradizione locale attraverso interventi di ampliamento edilizio, vicende di culto e attestazioni pittoriche conservate nei luoghi benedettini.

Il nome di sant'Onorato è legato in modo indissolubile alla conservazione della memoria spirituale delle origini monastiche sublacensi. La tradizione liturgica ne celebra la memoria il ventitré maggio, dopo che le indicazioni del calendario hanno subito variazioni nel tempo per motivi legati al periodo quaresimale. La sua testimonianza di abate fedele alla regola e alla custodia dei luoghi santi continua a risuonare nella preghiera della Chiesa, che ne onora la dedizione silenziosa e il servizio perseverante all'interno della grande famiglia monastica.

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San Siagrio di Nizza

Vescovo

San Siagrio di Nizza è una figura luminosa dell'ottavo secolo, tempo in cui la fede si radicava profondamente nelle terre di Provenza. Vescovo di Nizza dal settecentosettantasette al settecentottantasette, egli seppe coniugare il rigore della vita monastica con le responsabilità pastorali del governo diocesano. La sua esistenza, spesa interamente nel servizio alla Chiesa in anni di grandi trasformazioni, riflette la dedizione di un pastore che ha saputo guidare il gregge con sapienza e umiltà, lasciando una traccia indelebile nel territorio nizzardo.

Il ricordo di San Siagrio rimane legato indissolubilmente alla sua opera di fondatore, in particolare per aver eretto un monastero presso il sepolcro di San Ponzio, luogo di preghiera e di memoria spirituale. La sua vicinanza a Carlo Magno durante la presenza del sovrano in Provenza testimonia il ruolo autorevole che egli rivestiva non solo in ambito ecclesiale, ma anche nella vita pubblica del suo tempo. Oggi la sua memoria è custodita con particolare affetto a Buggio, dove il santo è venerato come celeste patrono, a conferma di un legame che supera i secoli e continua a nutrire la fede delle comunità cristiane che ne invocano la protezione.

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San Michele di Sinnada

Vescovo

San Michele di Sinnada visse tra il nono secolo, nascendo verso il settecentoduecentosessanta a Sinnada, e la sua morte avvenuta il ventitré maggio dell'ottocentoventisei sulla costa d'Asia. Figlio di genitori ricchi e senza figli che ne ottennero la nascita pregando l'arcangelo, fu chiamato Michele in segno di gratitudine. Compì buoni studi nel suo luogo natale prima di recarsi a Costantinopoli, dove strinse amicizia con Teofilatto, segretario particolare del patriarca Tarasio che fu in carica dal settecentottantaquattro all'ottocentosei. Ambedue abbracciarono la vita religiosa in un monastero fondato dal futuro patriarca Niceforo primo sulla riva asiatica del Bosforo. Richiamati da Tarasio, furono nominati custodi dei vasi sacri e ordinati preti, mentre Michele fu poco dopo scelto come metropolita di Sinnada, sua patria.

Nel corso della sua esistenza, il vescovo fu uno dei più validi difensori dell'ortodossia contro l'eresia iconoclasta. Prese parte al secondo concilio di Nicea nel settecentottantasette durante le due ultime sessioni, firmandone la professione di fede. La sua abilità nel trattare gli affari lo rese protagonista di delicate missioni diplomatiche, inviato dall'imperatore Niceforo primo a Bagdad nell'ottocentosei per negoziare la pace con Harùn-al-Rasid, obiettivo che riuscì ad ottenere in modo onorevole sebbene la pace durasse poco. Sotto l'imperatore Michele primo Rhangabé, che regnò dall'ottocentoundici all'ottocentotredici e desiderava l'intesa con l'Occidente, guidò nell'ottocentoundici una missione ufficiale per rispondere a un'ambasceria di Carlo Magno, rimettendo al papa Leone terzo una lettera del patriarca Niceforo e giungendo alla firma di un trattato nel ottocentododici. Subì in seguito le persecuzioni dell'imperatore Leone quinto l'Armeno, morendo infine dopo anni di prigionia e sofferenze.

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Beata Maria Crocifissa del Divino Amore (Maria Gargani)

Fondatrice

La Beata Maria Crocifissa del Divino Amore, nata Maria Gargani, è una figura luminosa del ventesimo secolo, la cui esistenza è stata interamente consacrata all'amore per il Sacro Cuore di Gesù. Originaria di Morra Irpina, ha percorso un cammino spirituale profondo, segnato dall'incontro provvidenziale con padre Pio da Pietrelcina, di cui divenne figlia spirituale nell'anno 1916. Da questo legame di fede è scaturita la vocazione che l'ha portata a dedicare la vita al servizio della Chiesa e dei fratelli, fondando l'Istituto delle Suore Apostole del Sacro Cuore.

La Beata è ricordata per la sua dedizione instancabile e per la capacità di tradurre la preghiera in opera concreta. Attraverso l'istituzione della congregazione nel 1936 e il successivo trasferimento della Casa madre a Napoli nel 1945, ha saputo radicare la sua missione nel tessuto sociale del tempo. Il suo percorso, culminato nei voti perpetui emessi nel 1956 e nel riconoscimento della Chiesa come Venerabile nel 2017, è stato solennemente coronato dalla beatificazione celebrata a Napoli il 2 giugno 2018, rendendo testimonianza di una santità vissuta nella fedeltà quotidiana e nell'obbedienza al disegno divino.

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Santi Lucio, Montano e compagni

Martiri

A Cartagine, nell’odierna Tunisia, santi Lucio, Montano, Giuliano, Vittorìco, Vittore e Donaziano, martiri, che, per la religione e la fede che avevano appreso dall’insegnamento di san Cipriano, affrontarono il martirio sotto l’imperatore Valeriano.

Santi Martiri di Cappadocia

Commemorazione dei santi martiri, che in Cappadocia, durante la persecuzione dell’imperatore Massimiano, morirono con le gambe spezzate.

Santi Martiri di Mesopotamia

Commemorazione dei santi martiri, che in Mesopotamia, nello stesso periodo, appesi per i piedi e con il capo rivolto in giù, furono soffocati dal fumo e arsi vivi.

Santo Spes

Sempre a Norcia, san Spes, abate, che per quarant’anni sopportò la cecità con mirabile pazienza.

San Guiberto di Gembloux

Monaco

Presso Gemboux nel territorio di Liegi in Lotaringia, nell’odierno Belgio, deposizione di san Guiberto, monaco, che, abbandonata la vita militare e abbracciata la disciplina della vita monastica, costruì un cenobio su un fondo di sua proprietà, ritirandosi poi nel monastero di Gorze in Lotaringia.

Sant' Eutizio di Norcia

Monaco

Nel territorio di Norcia in Umbria, commemorazione di sant’Eutizio, abate, che, come racconta il papa san Gregorio Magno, dapprima praticò vita solitaria insieme a san Fiorenzo, conducendo molti a Dio con il suo incoraggiamento, e in seguito governò santamente il vicino monastero.

San Fiorenzo

Monaco

San Doroteo

Monaco russo

Sant' Ilarione Jugskie

Monaco russo

Beati Giuseppe Kurzawa e Vincenzo Matuszewski

Sacerdoti e martiri

Nella cittadina di Witowo in Polonia, beati Giuseppe Kurzawa e Vincenzo Matuszewski, sacerdoti e martiri, che, durante l’occupazione della patria da parte di una potenza straniera, furono uccisi dai persecutori della Chiesa.

Beati 20 Martiri di Beziers

Mercedari

Beato Garcia de Cardenas

Mercedario

Beato Raimondo Folch

Vescovo

Beato Giulio da Porto

Mercedario

Beato Cristoforo Soler

Mercedario

San Fedele di Strasburgo

Vescovo

San Ponzio di Condat

Monaco

Dal Martirologio Romano

Presso Langres nella Gallia lugdunense, ora in Francia, passione di san Desiderio, vescovo, che, come si tramanda, vedendo il suo popolo oppresso dai Vandali, si recò dal loro re per supplicarlo, ma, per ordine di costui, fu immediatamente sgozzato, offrendosi serenamente per il bene del gregge a lui affidato. — Martirologio Romano