23 maggio
Sant' Onorato di Subiaco
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
La testimonianza di san Gregorio Magno
All'inizio del secondo libro dei Dialoghi, san Gregorio Magno elenca gli informatori che gli permisero di tracciare la vita e le opere di san Benedetto. Tra di essi, san Gregorio colloca sant'Onorato al quarto posto, definendolo come colui che allora guidava la cella in cui san Benedetto aveva vissuto in precedenza. Il nome di Onorato ricorre inoltre al quindicesimo capitolo della medesima opera, in merito al colloquio avvenuto tra san Benedetto e il vescovo Sabino di Canosa. Tale colloquio trattava delle imprese di Totila e della sorte di Roma. Gregorio attinse la notizia di questo incontro proprio da Onorato, il quale non fu testimone diretto ma ne fu informato dai confratelli. Queste notizie menzionate nei testi gregoriani rappresentano le uniche informazioni autentiche sul santo. I testi attestano inoltre che tra il cinquecento novantatré e il cinquecento novantaquattro Onorato era ancora alla guida della cella e del monastero in cui visse san Benedetto.
I commentatori concordano nell'identificare tale cella con uno dei monasteri di Subiaco. Si tratta del complesso in cui il patriarca risiedette abitualmente prima di trasferirsi a Montecassino. La critica recente, basata sugli studi di Raffaello Morghen e Leone Carosi, colloca il monastero negli spazi della villa neroniana situata sulla destra del fiume Aniene. Le cronache sublacensi attestano che il complesso originariamente si chiamava monastero di san Clemente. Successivamente, sant'Onorato modificò il nome del monastero in santi Cosma e Damiano dopo aver eseguito importanti lavori di ampliamento e ricostruzione della chiesa.
La successione abbaziale e la tradizione
La critica concorda sul fatto che il primo successore di san Benedetto fu il discepolo Mauro, il quale viene menzionato nei Dialoghi ed è identificato come il figlio di Equizio. Un documento tardo, il Chronicon Sublacense del quattordicesimo secolo, menziona un abate di nome Leonas, peraltro sconosciuto, che avrebbe governato san Clemente prima di Onorato. Ciononostante, sant'Onorato viene considerato dalla tradizione il terzo successore di san Benedetto. Questa successione come terzo abate risulta pienamente coerente con il fatto che, quando san Benedetto lasciò Subiaco intorno all'anno cinquecento ventinove, Onorato era giovanissimo e non idoneo alla carica. L'anno esatto dell'elezione abbaziale di Onorato non può essere stabilito con precisione attraverso la documentazione superstite. Tuttavia, l'espressione cronologica utilizzata da san Gregorio suggerisce che nel cinquecento novantatré Onorato fosse a capo del monastero già da molto tempo.
La tradizione sublacense, documentata da un testo apocrifo dell'undicesimo secolo e dalle cronache locali, sostiene che san Gregorio Magno fece ampie donazioni di beni personali e della madre santa Silvia ai monaci di Subiaco. La tradizione vuole inoltre che il pontefice si sia recato di persona a Subiaco per consacrare la chiesa dei Santi Cosma e Damiano edificata da Onorato. La base documentaria di tali donazioni e della consacrazione risulta tuttavia estremamente fragile, sebbene l'ipotesi mantenga una certa probabilità storica. La tarda tradizione sublacense fissa la morte di sant'Onorato nell'anno cinquecento novantotré all'età di novantacinque anni.
Il culto, le reliquie e l'iconografia
La nascita e l'evoluzione del culto di sant'Onorato risultano incerte, così come la sorte delle sue reliquie. I secoli settimo e ottavo delle fondazioni sublacensi sono infatti avvolti nell'oscurità storica. I documenti successivi e le cronache tarde non menzionano mai il monastero di san Clemente né ricordano Onorato, ad eccezione del citato testo apocrifo gregoriano. Il monastero di san Clemente, ridenominato Santi Cosma e Damiano, sopravvisse sino agli inizi del tredicesimo secolo. Un violento terremoto ridusse infine il monastero in rovina, trasformandolo in una cava di marmo per la sovrastante abbazia di santa Scolastica. Sant'Onorato viene definito santo nelle cronache e nell'Index chronologicus abbatum del sinodo sublacense del milleseicentosettantacinque. Il suo nome risulta invece assente nei più antichi libri liturgici sublacensi e in tutti i martirologi, menologi e calendari benedettini fino a quello recente compilato da Benedict Zimmermann. Zimmermann inserì la commemorazione al sedici gennaio attingendola da Lechner, il quale aveva introdotto tale data forse confondendolo con l'omonimo abate di Fondi venerato nello stesso giorno.
Alla metà del diciannovesimo secolo, l'abate sublacense Pietro Casaretto ritenne di aver rinvenuto le ossa di sant'Onorato nella sacrestia di santa Scolastica. Casaretto racchiuse le presunte ossa in una piccola urna di marmo e le sistemò nella cripta di santa Scolastica, sul fondo di una grotta. Di fronte all'urna fu eretto un altare in onore del santo e fu collocata una statua in stucco raffigurante Onorato giacente in meditazione. In precedenza, sant'Onorato era stato inserito nel Proprio sublacense con Messa e Ufficio fissati al ventinove marzo, con l'approvazione della Sacra Congregazione dei Riti. L'inserimento al ventinove marzo risulta dal Proprio del milleottocentoquarantuno e dal Messale monastico del millenovecentonovantadue. La festa liturgica è stata successivamente spostata al ventitré maggio per evitarne la coincidenza con il periodo quaresimale. Sant'Onorato è rappresentato più volte con l'aureola e l'appellativo di santo al santo Speco, ed è raffigurato a volte accanto a san Benedetto. Egli è presente nelle pitture della chiesa inferiore risalenti al secolo tredicesimo e nella seconda crociera della chiesa superiore negli affreschi del secolo quindicesimo.
La vita
La figura di Sant' Onorato si inserisce nel solco fecondo del sesto secolo, un tempo in cui il monachesimo si consolidava come baluardo di civiltà e preghiera. Egli ebbe il delicato incarico di reggere il monastero di Subiaco, luogo che aveva visto i primi passi dell'esperienza monastica di San Benedetto. Il suo governo, attestato con chiarezza nelle cronache del tempo tra gli anni cinquecento novantatré e cinquecento novantaquattro, si distinse per una cura particolare rivolta non solo all'anima dei confratelli, ma anche al decoro della casa di Dio. In questo contesto, egli promosse il restauro e l'ampliamento della chiesa di San Clemente, dedicandola alla memoria dei santi Cosma e Damiano, segno di una devozione che travalicava i confini del monastero per abbracciare l'intera chiesa universale.
Il servizio più prezioso che Sant' Onorato ha reso alla memoria cristiana risiede tuttavia nella sua funzione di testimone. Grazie ai suoi racconti, fatti giungere fino a San Gregorio Magno, la figura di San Benedetto ha potuto essere tramandata con accuratezza, in particolare riguardo alle vicende che videro il santo fondatore confrontarsi con la figura di Totila. Attraverso la sua voce, la tradizione ha preservato episodi che illustrano la santità e l'autorità morale di San Benedetto di fronte alle vicende del mondo. Sant' Onorato ha vissuto immerso in questo spirito di continuità, fino al giorno della sua morte, avvenuta a Subiaco nel cinquecento novantotto. La sua esistenza, pur nella sobrietà del chiostro, è stata un ponte necessario tra la fondazione dell'ideale benedettino e la sua diffusione, rendendolo un custode fedele e consapevole di un patrimonio spirituale destinato a illuminare i secoli a venire.
Il culto
Il culto di Sant' Onorato di Subiaco si è radicato profondamente nella memoria della comunità locale, che da sempre lo venera come uno degli abati più autorevoli della tradizione sublacense. La celebrazione della sua memoria liturgica avviene il ventitré maggio, una data che invita i fedeli a riflettere sulla fedeltà nel quotidiano e sulla trasmissione del carisma benedettino. Sebbene in passato la sua festa fosse stata fissata al ventinove marzo, la collocazione attuale nel mese di maggio permette di onorare la sua figura in un periodo di rinnovamento spirituale.
La memoria di questo santo abate non è legata a clamorosi prodigi, ma alla solidità del suo servizio e alla veridicità della sua testimonianza. Egli rappresenta per ogni cristiano il modello dell'uomo che, con umiltà, custodisce ciò che ha ricevuto, prendendosi cura delle pietre del tempio e della vita dei fratelli. La sua intercessione è invocata da quanti cercano nella preghiera e nel silenzio la forza per perseverare nella propria vocazione, trovando in Sant' Onorato un esempio di dedizione che non cerca la gloria personale, ma il bene della comunità. Ancora oggi, chi si reca a Subiaco può percepire l'eco della sua opera, sentendosi parte di quella lunga catena di fede che, iniziata con San Benedetto, è giunta fino a noi grazie alla cura premurosa di uomini come Sant' Onorato.
Domande frequenti
Quando si festeggia sant'Onorato di Subiaco?
La festa liturgica si celebra il ventitré maggio, dopo essere stata fissata in passato anche al ventinove marzo e al sedici gennaio.
Quali furono i ruoli principali di sant'Onorato?
Sant'Onorato fu abate e guidò la comunità monastica di Subiaco che era stata in precedenza di san Benedetto.
Presso Subiaco nel Lazio, commemorazione di sant’Onorato, abate, che fu a capo della comunità che era stata in precedenza di san Benedetto. — Martirologio Romano