Sant' Eldrado di Novalesa

Abate

Aggiornato il 21 luglio 2026

Sant' Eldrado di Novalesa

La vita e l'opera

Il cammino di Sant' Eldrado ha inizio nella terra di Provenza, a Lambesc, luogo che egli non dimenticò mai, portando con sé, nel suo lungo pellegrinaggio verso la valle di Susa, l'amore per la propria terra d'origine. Giunto all'abbazia di Novalesa all'inizio del nono secolo, Eldrado seppe integrarsi pienamente nella realtà monastica, divenendone un abate illuminato. La sua presenza a Novalesa non fu solo quella di un amministratore, ma di un uomo che cercava costantemente la bellezza nella preghiera e nella liturgia. Testimonianza di questa sua cura intellettuale e spirituale è la revisione del Salterio, un'impresa colossale che compì in collaborazione con il diacono Floro di Lione, confermando quanto fosse profondo il suo legame con la Parola di Dio e con i sapienti del suo tempo.

L'autorità e il prestigio di Eldrado furono riconosciuti anche dall'imperatore Lotario Primo, che gli affidò la cura del monastero di Pagno. Questa missione dimostra la stima di cui godeva presso le alte sfere del potere imperiale, che vedevano in lui un uomo di specchiata rettitudine. Tuttavia, il suo cuore rimaneva legato alla costruzione materiale e spirituale: egli non si limitò al governo dei monaci, ma si fece promotore di una fervente attività edilizia. A lui si deve, infatti, l'innalzamento del campanile dell'abbazia di Novalesa, un segno di richiamo verso il cielo per tutti i viandanti. La sua sollecitudine verso le comunità cristiane si manifestò inoltre nell'edificazione di chiese a Lambesc e a Monestier-les-Bains, lasciando in quei luoghi una traccia indelebile della sua dedizione. La sua morte, avvenuta a Novalesa nell'anno ottocentoquaranta, chiuse un'esistenza spesa interamente nell'obbedienza e nel servizio alla Chiesa.

Il culto e la memoria

La santità di Eldrado non è stata sancita da un decreto formale, ma è nata spontaneamente nel cuore del popolo, che ha riconosciuto in lui un modello di vita cristiana autentica. Questa proclamazione per voce popolare attesta quanto il suo esempio sia stato incisivo per i contemporanei e per le generazioni che seguirono. Il suo legame con Novalesa rimane ancora oggi un pilastro della memoria storica e spirituale di quel luogo sacro. La celebrazione liturgica, che avviene ogni anno il tredici marzo, invita i fedeli a fare memoria di un abate che ha saputo abitare il mondo con lo sguardo rivolto all'eterno, ricordandoci che ogni opera compiuta con amore diviene parte del disegno di Dio. Onorare Sant' Eldrado significa oggi riscoprire il valore della stabilità, della preghiera comunitaria e del servizio disinteressato al prossimo e alla Chiesa.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant' Eldrado di Novalesa?

Sant' Eldrado di Novalesa si celebra il 13 marzo.

Di cosa è patrono Sant' Eldrado di Novalesa?

I fatti forniti non indicano alcun patronato specifico per Sant' Eldrado.

Nel monastero di Novalesa ai piedi del Moncenisio in val di Susa, sant’Eldrado, abate, che, appassionato del culto divino, riformò il salterio e promosse la costruzione di nuove chiese. — Martirologio Romano