Sant' Unfrido di Therouanne
Vescovo
Aggiornato il 22 luglio 2026
La vita monastica e la nomina episcopale
Nel nono secolo, precisamente il ventitré settembre dell'anno ottocentocinquantacinque, l'imperatore del Sacro Romano Impero Lotario I giunse gravemente malato al monastero di Prüm. L'imperatore nutriva il desiderio profondo di indossare l'abito monastico direttamente sul letto di morte, così da riparare ai propri peccati prima di presentarsi al cospetto del Creatore. Sei giorni dopo il suo arrivo nel sacro recinto, l'imperatore Lotario I morì e i monaci residenti lo seppellirono con grande venerazione all'interno della chiesa del Salvatore. Tra i religiosi che vivevano in quell'abbazia vi era anche il monaco Unfrido. Meno di un anno dopo la scomparsa del sovrano, si spense san Folkwin, che ricopriva l'incarico di vescovo di Thérouanne. Il nuovo imperatore Lotario II scelse proprio il giovane monaco Unfrido per succedere a Folkwin alla guida di quella diocesi. Nel momento della sua nomina vescovile, Unfrido era del tutto ignaro delle gravi difficoltà che avrebbe dovuto affrontare nel corso del suo ministero. Inoltre, tra l'anno ottocentoquarantaquattro e l'anno ottocentosessantotto, egli svolse anche l'incarico di abate del monastero di Saint-Bertin.
Il concilio e la crisi delle Gallie
Nell'anno ottocentosessanta si tenne a Tusey il secondo concilio di Toul, ai cui lavori partecipò attivamente anche il vescovo Unfrido, che appose la propria firma sugli atti ufficiali. I documenti redatti durante quel concilio descrissero senza sconti la situazione di grave crisi morale, sociale e spirituale in cui versavano le Gallie in quel periodo storico. Gli atti conciliari riportarono la presenza diffusa di bestemmie, menzogne, adulteri, omicidi e un generale, doloroso disprezzo delle leggi umane e divine. Particolarmente severo fu il canone quinto del concilio, il quale denunciò apertamente la distruzione di luoghi sacri ad opera di cristiani apostati e dei Normanni, oltre alla dolorosa dispersione di sacerdoti e di monaci ormai dissoluti.
Le devastazioni normanne e la prova del pastore
La diocesi di Thérouanne fu colpita in modo particolarmente duro e violento dalle incursioni dei pirati Normanni, i quali risalivano i fiumi con le loro navi per saccheggiare, incendiare e devastare l'intera regione. Intorno alla Pentecoste dell'anno ottocentosessantuno, i Normanni assediarono e saccheggiarono il monastero di Saint-Bertin nei pressi di Saint-Omer, dandolo alle fiamme e uccidendo senza pietà quattro monaci. Anche la città di Thérouanne subì un feroce attacco nemico che costrinse il vescovo Unfrido alla fuga per sfuggire alla morte. Profondamente afflitto e provato da tutti questi drammatici avvenimenti, Unfrido domandò a papa Nicola I il permesso formale di rinunciare all'episcopato per potersi ritirare nuovamente a vita monastica. Tuttavia, papa Nicola I rifiutò la richiesta di dimissioni presentata da Unfrido, ricordandogli con fermezza l'obbligo rigoroso di non abbandonare la diocesi proprio nel momento del massimo pericolo.
Il ritorno, le opere e la conclusione terrena
Una volta ritiratisi i pirati Normanni, il vescovo Unfrido fece rientro a Thérouanne per riprendere con coraggio il governo della sua sede vescovile. Egli esortò amorevolmente la popolazione a fare ritorno alle proprie abitazioni e a impegnarsi nella ricostruzione dei luoghi di culto che erano stati distrutti dalla furia nemica. Durante il suo episcopato, Unfrido rese la festività dell'Annunciazione una solenne festa di precetto in tutta la diocesi di Thérouanne. Nell'anno ottocentosessant8, il re Carlo il Calvo rimosse Unfrido dalla guida del monastero di Saint-Bertin per sostituirlo con un prelato di sua stretta fiducia. Nonostante questa rimozione dall'abbazia, Unfrido conservò pienamente la carica di vescovo di Thérouanne fino alla fine dei suoi giorni. La sua vita terrena si concluse nell'anno ottocentosettantuno, lasciando il ricordo di un pastore fedele.
Il cammino monastico ed episcopale
Il cammino di Sant' Unfrido ha inizio nell'alveo della vita monastica presso il monastero di Prum, luogo in cui ha appreso la disciplina della preghiera e l'ascolto della Parola. La sua dedizione gli permise di ricoprire il ruolo di abate presso Saint-Bertin, incarico che ha svolto con sollecitudine per ventiquattro anni, dall'anno ottocentoquarantaquattro fino all'anno ottocentosessantotto. Questo lungo periodo di stabilità monastica ha costituito il fondamento della sua preparazione al ministero episcopale.
Dopo la morte di San Folkwin, la provvidenza lo chiamò al governo della diocesi di Thérouanne. In quel tempo, il suo compito principale fu quello di guidare la ricostruzione della comunità cristiana, duramente provata dalle incursioni normanne che avevano devastato il territorio. La sua azione pastorale non si limitò ai confini della diocesi, poiché egli partecipò attivamente alla vita della Chiesa universale, prendendo parte al secondo concilio di Toul nell'anno ottocentosessanta. In quell'assise, Unfrido portò l'esperienza di un pastore che conosceva bene le fatiche del suo popolo. Il suo impegno si concluse con il transito verso la patria celeste nell'anno ottocentosettantuno, avvenuto proprio nel luogo dove aveva esercitato il suo ministero episcopale: Thérouanne. Il suo passaggio terreno, pur inserito in un tempo di grandi sconvolgimenti, rimane impresso nella memoria della Chiesa per la capacità di riedificare, con pazienza e dedizione, i cuori e le istituzioni che la violenza aveva tentato di abbattere.
La memoria liturgica
La figura di Sant' Unfrido conserva un posto significativo nel martirologio, specialmente all'interno del territorio di Thérouanne, dove la comunità cristiana ne celebra la memoria liturgica ogni anno l'otto marzo. Questo legame con la terra in cui ha speso le sue ultime energie pastorali testimonia quanto profondo sia stato il legame tra il vescovo e il suo popolo.
Sebbene il passare dei secoli abbia reso essenziale la memoria dei fatti, il culto di Sant' Unfrido permane come un richiamo alla cura costante che ogni pastore deve dedicare alla sua porzione di gregge. La sua commemorazione non è soltanto un atto di devozione verso il passato, ma un invito attuale a guardare alla storia con speranza, confidando che, anche nelle prove più difficili, la fedeltà a Dio permette sempre di avviare nuovi percorsi di rinascita e di comunione ecclesiale.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Unfrido di Therouanne?
La ricorrenza di Sant'Unfrido di Thérouanne si celebra l'otto marzo.
Nel territorio di Thérouanne in Francia, sant’Unfredo, vescovo, che, dopo la distruzione della città da parte dei Normanni, si premurò senza sosta di raccogliere e confortare il suo gregge. — Martirologio Romano