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8 marzo

Santi Apollonio e Filemone

Martiri

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e le prime testimonianze storiche

Le vicende dei santi Filemone, Apollonio, Arriano, Teotico e dei tre compagni affondano le radici nel quarto secolo, un'epoca segnata da prove dolorose per le comunità cristiane. La traccia più antica della loro celebrazione liturgica si trova nel Breviarium Remense del Martirologio Geronimiano, il quale fissa la memoria al giorno otto marzo in Occidente. La voce originaria del Martirologio Geronimiano recita esplicitamente che ad Antinoe avvenne la passione dei santi, tramandando un nome originario che la tradizione ha custodito con cura. Successivamente, una narrazione assai diffusa appare nell'Historia monachorum in Egitto, un testo che raccoglie le venerabili tradizioni tramandate dagli anziani. Questa opera descrive il viaggio compiuto da sette monaci del Monte degli Ulivi presso i solitari della Tebaide durante l'inverno tra il trecentonovantaquattro e il trecentonovantacinque. Durante quel pellegrinaggio, i monaci ebbero l'opportunità di venerare direttamente le tombe sacre e di testimoniare i grandi miracoli che avvenivano presso i sepolcri dei martiri ad Antinoe. Da questo clima di fervore spirituale e dalle tradizioni orali del tempo prese forma la passio greca, un documento letterario che presenta una complessa struttura narrativa riarsa quasi identica anche in una redazione copta e in una latina.

Il ministero di Apollonio e la conversione di Filemone

Secondo le antiche tradizioni monastiche, Apollonio era un santo monaco che era stato ordinato diacono in virtù della sua condotta esemplare all'interno della comunità. Nel tempo delle persecuzioni, il suo ministero si esprimeva nella cura premurosa verso i cristiani prigionieri, che egli visitava regolarmente per offrire conforto e sostegno spirituale. A causa di questa dedizione evangelica, Apollonio venne infine incarcerato e sottoposto agli scherni dei pagani che popolavano quei luoghi. Il principale tra gli schernitori era Filemone, un musicista di straordinaria fama la cui arte era conosciuta in tutta la regione. Di fronte alle ingiurie e alle provocazioni, Apollonio rispose sempre con grande dolcezza e con parole di sincero augurio. Questa mitezza inattesa colpì profondamente il cuore di Filemone, il quale maturò la decisione interiore di convertirsi al Cristianesimo. Senza indugio, il musicista si presentò direttamente dal giudice per dichiarare apertamente la propria fede. Inizialmente il magistrato pensò a uno scherzo, ma dopo essersi convinto della realtà della scelta lo condannò al rogo insieme ad Apollonio. Tuttavia, per la forza della preghiera elevata da Apollonio, le fiamme del rogo si estinsero miracolosamente, suscitando un'immensa impressione tra i presenti e conducendo alla conversione dello stesso giudice.

Il viaggio verso Alessandria e il martirio finale

La notizia straordinaria della conversione del magistrato giunse rapidamente fino ad Alessandria, spingendo il prefetto a inviare dei messaggeri con l'ordine tassativo di prelevare Apollonio, Filemone e il giudice convertito. Durante il viaggio intrapreso verso Alessandria, la grazia operante in Apollonio si manifestò nuovamente quando egli riuscì a convertire le stesse guardie incaricate della sua cattura. Giunti a destinazione, tutti i nuovi convertiti si presentarono coraggiosamente al prefetto per confessare apertamente la propria fede in Cristo. Di fronte a questa irremovibile testimonianza, i martiri subirono la condanna di essere gettati in mare per soffocare la loro voce. Per un manifesto intervento divino, i loro corpi furono miracolosamente riportati a riva e successivamente sepolti con grande rispetto ad Antinoe. La passio greca e le redazioni collegate ampliarono in seguito la ricostruzione dei fatti originari, inserendo dettagli drammatici e accrescendo il numero dei miracoli narrati. L'anonimo giudice convertito venne identificato in questo documento con Arriano, il temibile prefetto d'Egitto attestato storicamente nel trecentosette, mentre l'imperatore Diocleziano in persona fu inserito per pronunciare la sentenza finale. Tra i tormenti aggiunti dalla tradizione letteraria successiva, a Filemone e ad Apollonio vennero persino perforati i calcagni per essere poi trascinati con una corda per le strade di Antinoe, mentre a uno dei soldati convertiti fu attribuito il nome di Teotico. Questa complessa costruzione agiografica aveva lo scopo evidente di valorizzare il Martyrion di Antinoe, luogo in cui si veneravano i sepolcri dei santi Ascla, Apollonio, Filemone, Arriano e di quattro inviati imperiali, confermando una devozione che attraversa i secoli nella memoria della Chiesa universale.

Il culto e la memoria liturgica

La ricchezza della tradizione liturgica dedicata a questi martiri si riflette nella pluralità delle date con cui le diverse Chiese ne celebrano la memoria. Il Martirologio Romano, insieme al Martirologio di Usuardo e al Geronimiano, commemora i santi Apollonio e Filemone l'otto marzo, confermando la tradizione occidentale radicata nei secoli. Nello stesso tempo, i sinassari orientali fissano la celebrazione generale al quattordici dicembre, mentre il Sinassario copto riserva una menzione specifica distinguendo le ricorrenze al tre marzo per Filemone e Apollonio e al quattro marzo per Arriano. La passio tramandata specifica inoltre che i santi subirono il martirio l'otto marzo e trovarono definitiva sepoltura il quattordici marzo. Queste diverse memorie liturgiche testimoniano quanto la figura di Filemone, che nella redazione ampliata assume persino un ruolo di primo piano rispetto ad Apollonio, abbia segnato profondamente la pietà dei fedeli d'Oriente e d'Occidente. Il Martirologio ufficiale continua a menzionare con riverenza presso Antinoe, in terra d'Egitto, questi santi martiri che hanno offerto la loro vita come sigillo di una fede incrollabile.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i santi Apollonio e Filemone?

I santi Apollonio e Filemone sono celebrati l'otto marzo nel Martirologio Romano, mentre i sinassari orientali fissano la loro memoria il quattordici dicembre.

Presso Antinoe in Egitto, santi Apollonio e Filemone, martiri. — Martirologio Romano