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10 luglio

Santa Anatolia

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e prime testimonianze storiche

Santa Anatolia visse nel terzo secolo, subendo il martirio in Sabina. Una prima menzione di Anatolia si trova nel testo intitolato De Laude Sanctorum, composto verso il 396 da Vittrice di Rouen. Lo stesso Vittrice di Rouen è vissuto tra il 330 e il 409. Nel trattato De Laude Sanctorum, Anatolia figura autorevolmente tra i taumaturghi. All'inizio del sesto secolo, Anatolia e Vittoria sono ricordate insieme nel Martirologio Geronimiano alla data del 10 luglio. Il Martirologio Geronimiano colloca specificamente il ricordo alla data di sei giorni alle idi di luglio nella regione sabina, precisamente con la dicitura in Sabinis Anatholiae Victoriae. Inoltre, Santa Vittoria è ricordata da sola anche al 19 dicembre nel Martirologio Geronimiano con la dicitura che recita nella Sabina, nella cittadina di Trebula, il ricordo di Vittoria. Poco dopo queste prime attestazioni, le due Sante compaiono effigiate nei mosaici della basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna. Nei mosaici di Ravenna le Sante sono collocate l'una a fianco dell'altra in mezzo alle martiri più illustri dell'Occidente. All'interno di questa composizione musiva, le Sante hanno a sinistra Santa Paolina e a destra Santa Cristina. Le Sante fanno omaggio a Cristo delle proprie corone in un corteggio maestoso, esprimendo visivamente la loro regalità spirituale nel martirio.

La Passio e i racconti agiografici

Esiste una Passio delle sante Anatolia e Audace e della santa Vittoria che risulta databile al sesto o al settimo secolo. Questa antica Passio fu letta da Adelmo, il quale morì nel 709. La medesima Passio fu successivamente letta anche da Beda, morto nel 735. Traendo ispirazione da questo testo, Adelmo trasse dalla Passio un carme in lode delle due Sante. Beda trasse invece dalla Passio gli elogi per Anatolia e Audace al 9 luglio e per Vittoria al 23 dicembre, inserendoli nel suo martirologio. Gli elogi composti da Beda furono in seguito riassunti da Adone e in Usuardo. Successivamente, tali elogi furono accolti quasi per intero dal Baronio nel Martyrologio Romano. Di conseguenza, il Martyrologio Romano colloca Santa Anatolia ed Audace al 9 luglio e Santa Vittoria al 23 dicembre. Dal punto di vista letterario, la critica moderna ha dimostrato che la Passio è un centone in cui riaffiorano spunti e dettagli delle passioni di Nereo e Achilleo, Calogero e Partenio, Rufina e Seconda, Giovanni e Paolo e di molti altri, come ampiamente dimostrato dagli studi di Raschini. Secondo la narrazione della Passio, Anatolia e Vittoria erano giovani romane di nobile famiglia. Entrambe rifiutarono le nozze con due patrizi perché consacrate a Dio. I due aspiranti sposi, ottenendo il favore imperiale, le relegarono nei loro possedimenti situati in Sabina. Nello specifico, Vittoria fu relegata presso Trebula Mutuesca, che corrisponde all'odierna Monteleone Sabino sulla via Salaria, mentre Anatolia fu relegata presso Tora. Dopo varie vicende descritte dalla fantasia dell'agiografo, Vittoria fu uccisa e sepolta in una caverna. Anatolia sopravvisse di poco alla morte della compagna di fede. Un soldato di nome Audace fu incaricato di uccidere Anatolia rinchiudendola in una stanza insieme a un serpente. Miracolosamente, il rettile lasciò incolume la Santa e si avventò invece su Audace, il quale era entrato l'indomani per accertarsi della sua morte. Anatolia salvò Audace dal serpente. Profondamente colpito dall'accaduto, Audace si fece cristiano dopo essere stato salvato. Infine ambedue, sia Anatolia sia Audace, furono uccisi di spada. La Passio fissa il martirio delle due Sante e di Audace al tempo dell'imperatore Decio, collocandolo cronologicamente tra il 249 e il 251. A causa di questi elementi compositivi, il valore storico del testo della Passio è considerato scarso, sebbene rifletta una devozione antichissima.

Il culto e la diffusione delle reliquie

Il culto delle due Sante è antichissimo e radicato nel territorio. A partire dal sesto e settimo secolo al culto delle Sante è congiunto stabilmente quello di Audace. Tuttavia, non è possibile garantire con certezza se Audace sia un personaggio storico reale oppure una creazione letteraria dell'agiografo. Il centro originario e costante del culto è sempre stato la Sabina, dove dovette effettivamente avvenire il martirio. I centri specifici del culto originario sono identificati in Trebula Mutuesca per Santa Vittoria e in Tora per Santa Anatolia e per Audace. Più tardi il culto si propagò in altri luoghi in seguito a importanti traslazioni di reliquie. Il corpo di Santa Vittoria fu trasferito nell'anno 827 dall'abate Pietro di Farfa nel Piceno, sul Monte Matenano, a causa della fuga dai Saraceni. Successivamente il corpo di Santa Vittoria fu riportato a Farfa il 20 giugno 931 dall'abate farfense Ratfredo. Nel Piceno rimase comunque assai vivo il culto della Santa nonostante la traslazione. I corpi di Anatolia e di Audace furono invece ritrovati verso la metà del secolo decimo nelle campagne di Tora dall'abate sublacense Leone e solennemente trasferiti a Subiaco. In epoca imprecisata, un braccio di Santa Anatolia fu trasportato nella diocesi di Camerino, in un paese che fu chiamato da allora Santa Anatolia e che oggi porta il nome di Esanatoglia, in provincia di Macerata. I Documenti del Regesto Farfense, Sublacense e Tiburtino nominano frequentemente chiese e contrade recanti il nome delle due Sante, testimoniando la capillarità della loro memoria. Ancora oggi nella campagna Sabina, nel Tiburtino e nel Sublacense la devozione popolare per le due Sante è notevole.

La memoria visiva nei santuari

I corpi dei santi Anatolia e Audace riposano attualmente a Subiaco nella basilica di Santa Scolastica, custoditi sotto l'altare del Sacramento. Proprio sotto l'altare del Sacramento si trova un quadro secentesco che rappresenta la Santa nell'atto di liberare Audace dal serpente. Il capo di Santa Anatolia e quello di Santa Vittoria sono invece conservati con venerazione nel Sacro Speco. L'immagine delle due Sante compare sull'arco di ingresso alla Santa Grotta in un pregevole affresco di scuola romana risalente al tredicesimo secolo. L'affresco sull'arco di ingresso sembra guidare il fedele al mistico luogo santificato dalla presenza del grande Santo di Norcia. Un'altra immagine di Anatolia, realizzata da una scuola senese del secolo quattordicesimo, si trova sulla parete di destra della Scala Santa dello stesso Santuario, nei pressi della Grotta dei pastori. Nel Martirologio le sante Anatolia e Vittoria sono ricordate come martiri in Sabina nel Lazio, suggellando una memoria ecclesiale che continua a parlare ai cuor dei credenti.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Anatolia?

Santa Anatolia si festeggia liturgicamente il 10 luglio, giorno in cui viene ricordata nel Martirologio Geronimiano.

In Sabina nel Lazio, sante Anatolia e Vittoria, martiri. — Martirologio Romano