25 novembre
Santa Caterina d'Alessandria
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la testimonianza ad Alessandria
La tradizione riferisce che Caterina visse ad Alessandria d'Egitto nel IV secolo, essendo nata nel 287 da nobili genitori. Non esistono tuttavia notizie sicure sulla sua vita e sulla sua morte. I testi scritti su di essa sono stati redatti tra il VI e il X secolo e sono considerati tardivi rispetto al 305, anno tradizionalmente indicato per la sua morte. Nel 305 Massimino Daia arriva ad Alessandria come governatore di Egitto e Siria. Lo stesso Massimino Daia si proclamerà imperatore nel 307 e morirà suicida nel 313. In occasione dell'arrivo del governatore si celebrano feste grandiose con il sacrificio di animali alle divinità pagane. Tale sacrificio agli dèi risulta obbligatorio per tutti i sudditi, compresi i cristiani che in quel periodo subiscono ancora la persecuzione. In questo contesto, Caterina si presenta coraggiosamente a Massimino invitandolo a riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità. La giovane rifiuta fermamente di compiere il sacrificio pagano.
Il martirio e la traslazione sul Sinai
Per vincere la sua resistenza, Massimino convoca un gruppo di intellettuali alessandrini con l'incarico di convincere Caterina a venerare gli dèi pagani. La giovane riesce invece a convincere gli stessi intellettuali a farsi cristiani. A causa della loro pronta conversione, Massimino fa uccidere tutti gli intellettuali. Successivamente il governatore richiama Caterina e le propone il matrimonio, ma la giovane rifiuta nuovamente la proposta. Il governatore la condanna quindi a essere fatta a pezzi da una grande ruota dentata. Un miracolo salva la giovane dalla ruota dentata. Di fronte a questo rifiuto irremovibile, Caterina viene condannata alla decapitazione e muore. La morte e la traslazione avvengono il 24-25 novembre 305. Secondo il martirologio, Caterina è vergine e martire ad Alessandria, descritta come ricolma di acuto ingegno, sapienza e forza d'animo. Gli angeli trasportano miracolosamente il corpo di Caterina da Alessandria fino al Sinai. L'altura vicina a Gebel Musa sul Sinai prende il nome di Gebel Katherin. Alcuni studiosi ritengono che il racconto leggendario trasfiguri un'effettiva traslazione del corpo sul monte avvenuta in epoca successiva. Le spoglie vengono successivamente trasferite dal Gebel Katherin in data sconosciuta al monastero dedicato alla santa sotto il monte. Il corpo di Caterina è attualmente oggetto di pia venerazione nel monastero sul monte Sinai.
Il culto e la diffusione in Europa
I racconti su Caterina sono ricchi di particolari fantasiosi, e il suo culto è ampiamente diffuso in Europa, così come fuori dall'Egitto. Caterina è raffigurata nell'VIII secolo nella basilica romana di San Lorenzo con il nome scritto verticalmente. Successivamente, la santa è raffigurata nei secoli X e XI nelle catacombe di San Gennaro a Napoli. Il culto di Caterina si diffonde progressivamente in molte parti d'Italia, in Francia e nell'Europa centro-settentrionale. Questa grande devozione ha influenzato profondamente la letteratura popolare e il folclore. La figura di Caterina ispira infatti poemetti, rappresentazioni sacre e cantari. La festa annuale della santa è considerata principalmente la festa dei giovani. In Francia, Caterina diventa la patrona degli studenti di teologia ed è inoltre la titolare di molte confraternite femminili. Caterina è riconosciuta anche come la protettrice delle apprendiste sarte. Proprio da lei le apprendiste sarte prendono il nome di Caterinette, un termine che è durato a lungo anche in Italia.
La testimonianza e il martirio
Nel fervore culturale di Alessandria d'Egitto, Caterina si distinse per la sua nobile intelligenza e per la fermezza della sua adesione a Cristo. Durante le persecuzioni, la giovane si presentò con coraggio dinanzi al governatore Massimino Daia, rifiutando fermamente di compiere i sacrifici pagani richiesti dall'impero e offrendo invece una limpida testimonianza della sua fede monoteista. Di fronte alla sua determinazione, il governatore convocò un consesso di dotti filosofi pagani affinché la convincessero ad abiurare; tuttavia, la sapienza ispirata di Caterina capovolse l'intento imperiale, conducendo quegli stessi dotti alla conversione alla verità cristiana.
Questo trionfo della fede scatenò la condanna a un supplizio atroce. Caterina fu condannata a essere straziata da una terribile ruota dentata, ma lo strumento di tortura si spezzò miracolosamente, lasciandola incolume. Di fronte all'evidenza del prodigio, il potere terreno ricorse infine alla decapitazione, ponendo fine alla sua vita terrena nell'anno 305 e consegnando la giovane martire alla gloria eterna degli eletti.
La traslazione e la memoria
La tradizione devozionale custodisce con riverenza il passaggio successivo al martirio di Caterina, indicando la miracolosa traslazione delle sue spoglie mortali da Alessandria d'Egitto fino alle vette del Monte Sinai. In quel luogo di profonda solitudine e preghiera sorse successivamente il celebre monastero a lei dedicato, meta nei secoli di innumerevoli pellegrini desiderosi di venerare le sue reliquie.
La memoria di santa Caterina d'Alessandria continua a vivere nel cuore della liturgia e delle comunità cristiane, ispirando generazioni di credenti a unire la ricerca della verità alla coerenza della vita, fino al dono totale di sé.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Caterina d'Alessandria?
Santa Caterina d'Alessandria è celebrata annualmente come festa dei giovani, con ricorrenza il 24-25 novembre.
Di cosa è patrono Santa Caterina d'Alessandria?
Santa Caterina è patrona degli studenti di teologia in Francia, titolare di molte confraternite femminili e protettrice delle apprendiste sarte.
Santa Caterina, secondo la tradizione vergine e martire ad Alessandria, ricolma di acuto ingegno, sapienza e forza d’animo. Il suo corpo è oggetto di pia venerazione nel monastero sul monte Sinai. — Martirologio Romano