24 marzo
Santa Caterina di Svezia
Religiosa
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il matrimonio
Catarina Ulfsdotter nacque in Svezia nel 1331 ed è meglio conosciuta col nome di Caterina di Svezia. Ella era la secondogenita degli otto figli di Santa Brigida, la grande mistica svedese che ebbe molta influenza nella storia, nella vita e nella letteratura del suo Paese. Secondo quanto attesta il martirologio, Caterina fu data alle nozze contro il suo volere in giovanissima età con Edgarvon Kyren. Il consorte era un nobile di discendenza e di sentimenti. Edgarvon Kyren acconsentì al desiderio della sposa di osservare il voto di continenza, legandosi anch'egli al voto di castità con un nobile spirito di emulazione nella pratica della virtù.
Il cammino romano e i pellegrinaggi
All'età di diciannov'anni Caterina raggiunse la madre a Roma in occasione dell'Anno santo. Proprio nella città eterna la giovane apprese la notizia della morte del marito. La vita di Caterina e quella della madre scorrevano sullo stesso binario, e la figlia partecipava con totale dedizione all'attività religiosa di Santa Brigida. Brigida e la figlia Caterina legarono profondamente il loro nome alla città di Roma. Caterina fu costantemente accanto alla madre durante il periodo romano e nei lunghi pellegrinaggi intrapresi spesso tra gravi pericoli. La tradizione riferisce che le due sante uscirono indenni dai pericoli dei pellegrinaggi grazie a un intervento soprannaturale. Per questa ragione, Santa Caterina viene spesso rappresentata accanto a un cervo. Secondo la leggenda, il cervo sarebbe comparso misteriosamente più volte per trarla in salvo.
La comunità di Vadstena e il ritorno in patria
Il periodo romano si protrasse fino alla morte di Santa Brigida, avvenuta il 23 luglio 1373. Santa Brigida aveva creato in Svezia una comunità di tipo cenobitico nella cittadina di Vadstena. Tale comunità accoglieva in separati conventi di clausura uomini e donne sotto una regola di vita ispirata a San Bernardo di Chiaravalle. Nel 1375 Caterina riportò in patria la salma della madre. Nel 1375 Caterina entrò nel monastero di Vadstena, dove ella stessa vestì l'abito monacale per custodire l'eredità spirituale della fondatrice. Dopo la morte del marito e l'ingresso in monastero, ella condusse una vita pia, distinguendosi per la dedizione alla preghiera e alla cura della comunità.
Il badiato e la conclusione terrena
Caterina era rientrata allora da Roma da un secondo soggiorno di cinque anni. Questo secondo soggiorno romano servì a seguire da vicino il processo di beatificazione della madre, il quale si concluse positivamente nel 1391. Nel 1380 Caterina venne eletta badessa del monastero di Vadstena. La morte di Caterina avvenne il 24 marzo 1381. Una tradizione leggendaria narra che Caterina avrebbe prodigiosamente salvato Roma dalla piena del Tevere che aveva già abbattuto gli argini. L'episodio della piena del Tevere è raffigurato in un dipinto nella cappella a lei dedicata nell'abitazione di piazza Farnese. Papa Innocenzo VIII permise in seguito la solenne traslazione delle reliquie di Caterina. L'unanime e universale devozione popolare le decretò il titolo di santa. Nel martirologio ella è ricordata a Vadstena in Svezia come Santa Caterina vergine, celebrata nel giorno anniversario della sua nascita al cielo.
Il cammino terreno
Nata nel 1331 in Svezia, Caterina fu unita in matrimonio al nobile Edgarvon Kyren. Insieme al consorte, la giovane scelse di vivere l'unione coniugale nella totale purezza, attraverso un voto condiviso di castità. Nel 1350, Caterina intraprese un viaggio verso Roma, un evento che segnò profondamente la sua esistenza e coincise con l'inizio della sua vedovanza. Da quel momento, la sua vita si legò strettamente a quella della madre, santa Brigida, che Caterina assistette con amorevole e costante devozione.
Insieme alla madre, Caterina visse lunghi anni di pellegrinaggi, spingendosi fino alla Terra Santa, in un itinerario di penitenza e contemplazione dei misteri divini. Dopo la morte di Brigida, Caterina ne raccolse l'eredità spirituale, facendo ritorno in Svezia ed entrando nel monastero di Vadstena, dove in seguito venne eletta badessa. Da questa dimora di preghiera, dovette muoversi nuovamente per un secondo soggiorno romano, intrapreso per seguire da vicino il processo di beatificazione della madre. Consumata dalle fatiche e dall'amore per il Signore, si spense a Vadstena nel 1381.
La memoria e il culto
La venerazione per santa Caterina di Svezia si è consolidata nel tempo attorno alla sua tomba a Vadstena, luogo dove si concluse la sua giornata terrena. La sua figura rimane un punto di riferimento per quanti cercano di coniugare la contemplazione dei misteri celesti con il servizio concreto al prossimo e l'obbedienza filiale.
La liturgia celebra la sua nascita al cielo il 24 marzo, giorno della sua morte, offrendo la sua testimonianza come un faro di purezza e fedeltà per i credenti di ogni tempo, chiamati a camminare nelle vie del mondo con il cuore costantemente rivolto verso l'eternità.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Caterina di Svezia?
Santa Caterina viene festeggiata nel giorno anniversario della sua morte, che ricorre il 24 marzo.
A Vadstena in Svezia, santa Caterina, vergine: figlia di santa Brigida, data alle nozze contro il suo volere, conservò, di comune accordo con il marito, la sua verginità e, dopo la morte di lui, condusse una vita pia; pellegrina a Roma e in Terra Santa, trasferì le reliquie della madre in Svezia e le ripose nel monastero di Vadstena, dove ella stessa vestì l’abito monacale. — Martirologio Romano