11 agosto
Santa Chiara
Vergine
Aggiornato il 15 settembre 2026
La fuga e la nascita della comunità
La sera della domenica delle Palme del milletrecentoundici o milletrecentododici, una ragazza diciottenne e di bella presenza fuggì dalla sua casa situata in Assisi. La giovane corse alla Porziuncola dove la attesero San Francesco e il gruppo dei suoi frati minori. Alla Porziuncola le fecero indossare un saio da penitente e le tagliarono i capelli. L'avventura di Chiara cominciò proprio sotto la spinta di San Francesco d'Assisi. Chiara non fuggì per entrare in una comunità monastica nota e stabilita. Affascinata dalla predicazione e dall'esempio di San Francesco, la ragazza volle fondare una famiglia di claustrali radicalmente povere. Le claustrali dovevano essere povere sia come singole sia come monastero, vivendo del proprio lavoro e di qualche aiuto dei frati minori. La comunità doveva essere immersa nella preghiera per sé e per gli altri, al servizio di tutti e preoccupata per tutti. Successivamente la giovane fu ricoverata in due monasteri benedettini successivi, situati a Bastia e a Sant'Angelo. Infine Chiara prese dimora nel piccolo fabbricato annesso alla chiesa di San Damiano, che era stata in precedenza restaurata da San Francesco. A San Damiano Chiara fu raggiunta dalla sorella Agnese e in seguito anche dall'altra sorella Beatrice. A San Damiano arrivarono anche gruppi di ragazze e donne, che diventarono presto una cinquantina. Dopo alcuni anni anche sua madre Ortolana andò a vivere con lei. Le religiose furono chiamate popolarmente Damianite e da San Francesco Povere Dame, e in seguito note per sempre come Clarisse.
Il privilegio della povertà e la regola
Chiara ottenne da San Francesco una prima regola fondata sulla povertà. San Francesco consigliò e ispirò sempre Chiara fino alla sua morte avvenuta nel millesimoduecentoventisei. Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le diede una nuova regola che attenuava la povertà, ma Chiara non accettò sconti sulla povertà. Ugolino, diventato papa Gregorio IX tra il millesimoduecentoventisette e il millesimoduecentoquarantuno, le concesse il privilegio della povertà. Il privilegio della povertà fu poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla nel millesimoduecentocinquantatré. La bolla di Innocenzo IV venne presentata a Chiara pochi giorni prima della sua morte. Chiara mantenne sempre un regime di austerità. La Santa scrisse lettere ad Agnese di Praga, figlia del re di Boemia e severa badessa di un monastero ispirato all'ideale francescano. Chiara mandò ad Agnese consigli affettuosi ed espliciti di moderare con saggia discrezione un'austerità quasi esagerata e impossibile. Nella vita di tutti i giorni, Chiara seppe rendere alle consorelle malate i servizi più umili e sgradevoli senza perdere il sorriso e senza farlo perdere.
La scelta e la vita a San Damiano
La notte del suo riscatto spirituale iniziò con una fuga silenziosa da Assisi, diretta verso la Porziuncola. Lì, accolta da san Francesco, Chiara consacrò la sua giovinezza a Dio, spogliandosi di ogni ricchezza per rivestirsi solo di Cristo. Dopo brevi soggiorni a Bastia e a Sant'Angelo, trovò la sua dimora definitiva nel piccolo monastero di San Damiano. In questo luogo umile diede inizio all'ordine delle Povere Dame, una comunità di sorelle unite dall'amore per la povertà e dalla preghiera incessante.
A San Damiano, Chiara visse fino alla morte, avvenuta nel 1253. La sua fu un'esistenza spesa nell'ombra del chiostro, eppure capace di irradiare una forza straordinaria. Con tenacia incrollabile, ottenne da papa Innocenzo IV la conferma del privilegio della povertà, il diritto di non possedere nulla sulla terra per possedere tutto nei cieli. Memorabile resta il momento in cui, con la sola ostensione dell'Eucarestia, difese e salvò la città di Assisi dall'assedio dei saraceni, dimostrando che la vera fortezza risiede nella fede sacramentale.
La memoria e il culto
Il profumo della santità di Chiara si diffuse rapidamente ben oltre le mura di San Damiano. La sua testimonianza di totale spoliazione e amore sponsale per Cristo spinse il papa Alessandro IV a iscriverla solennemente nel libro dei santi, riconoscendo l'eroicità delle sue virtù e la fecondità del suo cammino spirituale.
Ancora oggi, la sua figura rimane un punto di riferimento per chiunque desideri vivere il Vangelo con radicalità, ricordandoci che la povertà interiore è la vera ricchezza che apre le porte del Regno.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Chiara?
La memoria liturgica di Santa Chiara si celebra l'undici agosto.
Memoria di santa Chiara, vergine, che, primo virgulto delle Povere Signore dell’Ordine dei Minori, seguì san Francesco, conducendo ad Assisi in Umbria una vita aspra, ma ricca di opere di carità e di pietà; insigne amante della povertà, da essa mai, neppure nell’estrema indigenza e infermità, permise di essere separata. — Martirologio Romano