26 maggio
Santa Felicissima
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le fonti e la tradizione
Non esistono notizie sicure sulla personalità dei santi Gratiliano e Felicissima. Secondo una passio del settimo secolo, collegata a quella di san Eutizio di Ferento e nota allo scrittore ecclesiastico Usuardo, i santi morirono a Faleri nell'Etruria suburbicaria. La morte viene collocata tradizionalmente al tempo dell'imperatore Claudio nel 270. La tradizione riferisce che la martire di Faleri morì il dodici agosto. Tuttavia, la passio non è considerata una fonte attendibile ed è chiaramente leggendaria, poiché ricalca e plagia quelle di santa Agnese, santa Lucia, san Euplo, san Vito e altri. Nessun altro documento oltre alla passio riporta notizie su Gratiliano. Lo studioso Lanzoni ipotizzava che la martire Felicissima venerata in luoghi e giorni diversi fosse una sola persona, sebbene la diversa cronologia renda forse impossibile l'identificazione di un'unica martire Felicissima.
Il culto e le reliquie
Santa Felicissima è molto venerata nell'Umbria e nella Toscana. Ella è ricordata nel Martirologio Geronimiano il ventisei maggio come martire di Todi, il ventiquattro novembre come martire di Perugia, e il Martirologio Romano la ricordava a Faleri il dodici agosto, giorno in cui si celebrava la sua memoria in quel luogo. Faleri fu distrutta nel settimo secolo, e in seguito a tale evento le reliquie di Gratiliano furono trasportate a Civita Castellana, dove furono collocate sotto l'altare maggiore della cattedrale. Durante l'invasione dei barbari, le reliquie di Gratiliano furono trasferite nella cripta della cattedrale, e la cripta fu in seguito dedicata ai due martiri. Nella cripta fu installato un magnifico bassorilievo di marmo bianco che rappresenta Gratiliano e Felicissima. Le reliquie di Felicissima furono probabilmente trasportate a Ferento nello stesso periodo, per poi essere trasferite da Ferento a Viterbo nel dodicesimo secolo. Esse furono collocate con onore nella chiesa di San Sisto a Viterbo. Il Martirologio della chiesa di San Sisto celebra la traslazione delle reliquie di Felicissima il due settembre e l'invenzione il due maggio. Gratiliano è molto venerato a Bassano di Sutri ed è il patrono principale di Bassano di Sutri. La chiesa parrocchiale di Bassano di Sutri possiede una reliquia del martire Gratiliano. Secondo notizie incerte, la reliquia di Bassano di Sutri fu donata nel 1437 dal vescovo di Civita Castellana al vescovo di Sutri, e la reliquia fu successivamente trasportata a Bassano. A Capranica di Sutri e a Gallese furono costruite chiese in onore del martire. I santi sono venerati anche a Carbognano a causa della loro relazione con san Eutizio di Ferento, mentre il Martirologio commemora santa Felicissima martire a Todi in Umbria.
La testimonianza
La vicenda di Santa Felicissima si inserisce nel contesto delle persecuzioni che insanguinarono il terzo secolo, un tempo segnato da prove severe per la Chiesa nascente. Sotto il dominio dell'imperatore Claudio, nell'anno duecentosettanta, la santa affrontò il martirio nella località di Faleri. Accanto a lei, il nome di Gratiliano emerge come compagno di questa irrevocabile testimonianza di amore verso Cristo, sigillata dal sangue versato per la fede.
Il legame tra questi testimoni e il territorio è profondo e si è manifestato attraverso la cura premurosa riservata ai loro resti mortali. Mentre le reliquie di Gratiliano trovarono dimora a Civita Castellana nel settimo secolo, il cammino delle spoglie di Santa Felicissima proseguì fino alla città di Viterbo, dove giunsero nel dodicesimo secolo per essere accolte dalla venerazione dei fedeli. La memoria di questi martiri non è rimasta circoscritta entro i confini del luogo del sacrificio, ma si è diffusa in diverse località, tra cui Ferento, Bassano di Sutri, Todi e Perugia, tessendo una rete di devozione che ha attraversato il tempo. La cura con cui le comunità hanno custodito e traslato queste reliquie attesta quanto la figura di Santa Felicissima sia stata percepita come un segno vivo della presenza di Dio nella storia degli uomini, un punto di riferimento per le generazioni che, nei secoli successivi, hanno cercato conforto e ispirazione nell'esempio di coloro che hanno saputo donare tutto per il Regno dei Cieli.
Il culto e la memoria
Il culto di Santa Felicissima si è articolato nel tempo attraverso una pluralità di tradizioni locali che ne testimoniano la perenne attualità. La devozione verso questa martire è radicata in diverse città, ognuna delle quali ha saputo preservare la memoria del suo sacrificio attraverso liturgie e ricorrenze specifiche. A Todi, in particolare, la sua figura viene celebrata con solennità nel giorno ventisei di maggio, mentre la comunità di Perugia ne conserva il ricordo nella data del ventiquattro di novembre.
La venerazione dei santi martiri non è mai stata un semplice esercizio di memoria storica, ma un atto di comunione che unisce la Chiesa pellegrina sulla terra a quella che gode già della visione beatifica. Attraverso la custodia delle reliquie e il susseguirsi delle celebrazioni, Santa Felicissima continua a parlare al cuore dei fedeli. Ella ci ricorda che la fedeltà al Signore non è una conquista solitaria, ma un cammino che trova sostegno nella testimonianza condivisa di coloro che ci hanno preceduto. Onorare Santa Felicissima significa dunque accogliere l'invito a vivere con la medesima coerenza e dedizione, trovando nella sua intercessione il vigore necessario per testimoniare la luce del Vangelo nel mondo contemporaneo, in un legame indissolubile con la tradizione che ha reso fertile la nostra terra con il seme della fede.
Domande frequenti
Quando si festeggia santa Felicissima?
Felicissima è ricordata il 26 maggio a Todi, il 24 novembre a Perugia e il 12 agosto a Faleri. La traslazione delle sue reliquie è celebrata il 2 settembre e l'invenzione il 2 maggio.
Di cosa è patrono san Gratiliano?
San Gratiliano è il patrono principale di Bassano di Sutri.
A Todi in Umbria, santa Felicissima, martire. — Martirologio Romano