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26 maggio

Santa Maria del Fonte presso Caravaggio

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'apparizione nel prato di Massalengo

Nel quindicesimo secolo, esattamente il ventisei maggio millenquattrocentotrentadue al tramonto, nel prato di Massalengo alla periferia di Caravaggio, vicino a Treviglio, si verificò un avvenimento straordinario che segnò profondamente la storia spirituale del territorio lombardo. La giovane contadina Giovannetta de' Vacchi raccoglieva erba fresca per i suoi conigli quando decise di inginocchiarsi per recitare l'Angelus. Giovannetta piangeva durante la preghiera a causa della sua vita tribolata. I coniugi Varoli-Vacchi erano sposati da qualche anno e non avevano figli. Il marito di Giovannetta si chiamava Francesco Varoli, era deluso dalla sua vita di contadino, si era dato al bere e alle cattive compagnie, e maltrattava Giovannetta. Mentre era raccolta in preghiera, Giovannetta de' Vacchi fu improvvisamente abbagliata da una grande luce. Spaventata, Giovannetta si alzò per fuggire, ma la Madonna comparve a Giovannetta. La Madonna rassicurò Giovannetta dicendo che il marito si sarebbe redento e la invitò a inginocchiarsi per ricevere un grande annuncio. La Vergine pose come condizione il ritorno della pace tra i cristiani e affermò di avere allontanato i meritati e imminenti castighi della Divina Provvidenza dal popolo cristiano. La Madonna chiese a Giovannetta di convincere governanti e popolo a far cessare la guerra, domandando la pace tra i Veneti e i Milanesi, nonché la fine delle divisioni nella Chiesa e il rientro dei Greci nell'unità ecclesiale. La Madonna chiese la pace in una guerra regionale tra popoli cattolici come veneti e lombardi e l'unificazione dei Greci ortodossi con i Cattolici Romani. Come conferma dell'apparizione, la Madonna lasciò l'impronta dei piedi nel punto in cui toccò il suolo. Nel punto dell'apparizione sgorgò immediatamente una fonte rivelatasi miracolosa.

Il messaggio affidato agli umili e l'opera di pacificazione

La tradizione riferisce che i messaggi celesti vengono comunemente affidati agli umili. In apparizioni come Caravaggio, Guadalupe, Castelpetroso, La Salette, Lourdes e Fatima la Madonna si è servita di umili pastorelli o contadini come veggenti. Giovannetta de' Vacchi divenne una veggente e depositaria del messaggio della Vergine. Giovannetta corse a raccontare la visione a parenti e compaesani. Il racconto di Giovannetta suscitò l'interesse dei credenti e l'incredulità degli scettici. La tradizione riferisce che uno scettico gettò un ramo secco nella pozza della fonte e questo rinverdì e germogliò subito. Giovannetta convinse le autorità locali ad accompagnarla dal duca di Milano Filippo Maria Visconti, vissuto dal milleduecentonovantatré al millenquattrocentoquarantasette. Giovannetta trasmise al duca il desiderio della Vergine. Giovannetta si recò poi dal governo della Repubblica Veneta e dal doge Francesco Foscari, il quale fu doge dal millenquattrocentoventitré al millenquattrocentocinquantasette. L'opera di pacificazione ebbe effetto e nel millenquattrocentotrentatré fu firmata la pace tra i contendenti. Nel millenquattrocentotrentatré le truppe milanesi furono richiamate dai territori pontifici. Più laborioso fu convincere l'imperatore d'Oriente Giovanni VIII Paleologo, vissuto dal millenquattrocentonovanta al millenquattrocentoquarantotto, a riunire la Chiesa Greca a quella di Roma. Un mosaico nel Santuario attuale ritrae Giovannetta in abiti contadini davanti all'imperatore in trono. Nel mosaico Giovannetta porge una brocca d'acqua della fonte miracolosa all'imperatore circondato da dignitari. Giovannetta fu accompagnata a Costantinopoli dai Veneziani con una scorta di galee. L'imperatore si convinse e nel millenquattrocentotrentotto i Greci ritornarono all'unità romana. Papa Eugenio IV, che pontificò dal millenquattrocentotrentuno al millenquattrocentoquarantasette, annunciò il ritorno dei Greci al Concilio di Firenze nel millenquattrocentotrentanove. In seguito ritornarono all'unità anche gli Armeni e altri Orientali. In successive apparizioni come La Salette nel millenottocentoquarantotto, Lourdes nel millenottocentocinquantotto e Fatima nel millenovecentodiciassette, la Madonna invocò pace, libertà di religione e conversione dei peccatori, e nelle apparizioni successive la Vergine si riferì a intere Nazioni e all'umanità.

La nascita del Santuario e le successive manifestazioni

La Madonna comparve ancora a Caravaggio ad una suora agostiniana, a un sordomuto che guarì e ad un'altra contadina ammalata originaria di Codogno. Sul luogo della visione fu inizialmente decisa l'erezione di una cappella. Il duca Filippo Maria Visconti volle poi costruire una chiesa, e la chiesa fu consacrata nel millenquattrocentocinquantuno. Gli Sforza furono protettori della chiesa di Caravaggio. Pellegrini e devoti accorsero da ogni parte attratti dalle guarigioni miracolose della fonte. Tra i pellegrini accorsi vi furono principi e nobili dell'epoca. L'afflusso dei pellegrini continuò nei secoli successivi includendo futuri papi, san Carlo Borromeo, imperatori e re. Nel millenquattrocentotrentacinque, essendo la vecchia chiesa pericolante, il cardinale arcivescovo di Milano san Carlo Borromeo intervenne. Carlo Borromeo volle la costruzione di un tempio più grande e degno in onore della Vergine. Il tempio fu eretto nel millenquinquecentosettantacinque. Il tempio fu progettato dal pittore e architetto manierista Pellegrino Tibaldi, vissuto tra il millenquattrocentoventisette e il millenquattrocentonovantasei. Sotto la cupola si trova il grande altare ricco di marmi e bronzi. L'altare è eretto sopra il luogo in cui sgorga la fonte miracolosa. L'altare racchiude il sacro speco dell'apparizione. Nel sacro speco si trova un gruppo statuario in legno che riproduce l'evento del ventisei maggio millenquattrocentotrentadue. Il sacro fonte si trova nel sotterraneo della chiesa, esattamente sotto l'altare maggiore. Da una cella laterale i pellegrini possono attingere l'acqua che fuoriesce da rubinetti e zampilla in una grande vasca. L'acqua defluisce all'esterno del santuario alimentando una piscina accessibile scendendo dei gradini. I fedeli si bagnano le parti malate del corpo in modo simile a quanto avviene a Lourdes. Un grande ed imponente viale di ippocastani conduce al Santuario. Al Santuario sono annessi edifici accessori dove è possibile acquistare ricordi religiosi. Negli edifici accessori si acquistano i piccoli pani detti michini. I michini sono impastati con l'acqua della fonte miracolosa e recano l'immagine della Madonna. Il paese di Caravaggio non fu immune da guerre e occupazioni nei secoli successivi e fu luogo di preda di soldataglie. Il santuario possedeva un grande tesoro formato da doni di re e principi ed ex voto. Nel millesettecentonovanta un inventario indicava che il tesoro possedeva sessantaquattro chili d'oro e duecentottantotto chili d'argento. Oggi non c'è più traccia del grande tesoro del santuario. Nel Santuario, tra le tante opere d'arte esistenti, manca un'opera del grande figlio di Caravaggio, Michelangelo Merisi, vissuto dal millenquinquecentosettantatré al millenquattrocentodieci. Centoquaranta anni dopo l'apparizione, a Caravaggio crebbe il pittore Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Il nome della città di Caravaggio ebbe ulteriore diffusione grazie alla fama del pittore. Arrivando dal grande viale, il Santuario si presenta con imponenza e con la cupola lucente. Il Santuario mostra il fianco con i portici anziché la facciata. L'orientamento del Santuario è dovuto a leggi liturgiche che imponevano al celebrante di guardare verso Oriente durante i riti. Il Santuario celebra solennemente le feste mariane dell'anno. Il Santuario celebra in particolare il ventisei maggio, anniversario dell'apparizione della Vergine a Giovannetta de' Vacchi. Chiese dedicate alla Madonna di Caravaggio si trovano in Italia e nel mondo.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Maria del Fonte presso Caravaggio?

La festa solenne si celebra il ventisei maggio, in ricordo dell'apparizione della Vergine a Giovannetta de' Vacchi avvenuta nel millenquattrocentotrentadue.