7 ottobre
Santa Giustina di Padova
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il martirio e le prime testimonianze storiche
La tradizione riferisce che Giustina apparteneva a una distinta famiglia padovana. Durante la crudele persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano, la vergine fu arrestata per la sua fede in Cristo e condotta al cospetto del tribunale di Massimiano. Il giudice non riuscì in alcun modo a far apostatare Giustina, né ad infrangere la sua fedeltà servendosi delle blandizie, né piegandola con le minacce. Di fronte a tanta fermezza, il giudice condannò Giustina alla pena capitale, e la condanna a morte fu rigorosamente eseguita il sette ottobre del 304. Il corpo della martire fu sepolto fuori dal pomerio, ad oriente della città di Padova, nei pressi del teatro romano. Le testimonianze più antiche del culto di santa Giustina risalgono al quinto secolo, confermando che la memoria della sua testimonianza rimase viva nei secoli immediatamente successivi al martirio. Venanzio Fortunato ricorda più volte la santa nelle sue opere con i versi sulla via padovana e sui sepolcri beati di Giustina, menzionando anche che Calcedonia offre qui Eufemia. Il culto della santa è attestato pure a Rimini in un'iscrizione risalente al sesto o settimo secolo. A Como, il vescovo Agrippino le dedicò un oratorio nel seicentodiciassette. L'iscrizione dedicatoria di Como ricorda che il vescovo Agrippino, servitore di Cristo, fondò ed edificò l'oratorio di santa Giustina martire dalle fondamenta nel decimo anno della sua ordinazione, vi ordinò le sepolture e lo dedicò alla gloria. I Bollandisti hanno pubblicato la passio della santa e scrissero che il culto di santa Giustina vergine e martire padovana è molto illustre, specialmente in Italia e nei territori soggetti a Venezia. Tuttavia, i Bollandisti precisarono anche che le notizie biografiche sulla santa diffuse comunemente sono quasi del tutto incerte e non sono anteriori all'undicesimo secolo. Le fonti letterarie sulle tradizioni della santa, conservate in numerosi codici a partire dal dodicesimo secolo in varie biblioteche, sono considerate di scarsa fede e spurie.
Lo sviluppo del culto e la Congregazione Benedettina
Sul sepolcro di Giustina, Opilione costruì una basilica che si conservò fino al milletrecentodiciassette, anno in cui fu completamente distrutta da un violento terremoto. I monaci benedettini, che officiavano già la chiesa forse fin dall'ottavo secolo, la ricostruirono in modo meno splendido della prima. Ludovico Barbo fondò la Congregazione Benedettina di San Giustina proprio nella chiesa della santa nel quattordici diciotto. La Congregazione Benedettina di San Giustina nacque e si propagò rapidamente, contribuendo grandemente a propagare il culto della santa in Italia e in Europa. A seguito di questa vigorosa espansione, i monaci costruirono in onore della martire un tempio più degno, la cui costruzione fu iniziata nel quindici ventuno e completata nel quindici ottanta sette. Nel sedici ventseven, sotto l'altare maggiore della chiesa, il corpo di Giustina fu collocato in una doppia cassa di piombo e di cipresso, coperta da un velo d'oro. La Congregazione Benedettina di San Giustina elesse la martire come sua speciale patrona insieme a san Benedetto. La Repubblica di Venezia elesse Giustina a speciale patrona di tutti i suoi domini dopo la memorabile vittoria di Lepanto, riportata proprio nel giorno festivo della santa nel quindici settantuno. A perenne riconoscenza della vittoria, Venezia cominciò a coniare le monete chiamate Giustine fino alla caduta della repubblica. Le monete Giustine recavano il celebre motto che ricordava la protezione della vergine. Il culto della santa ha attraversato in seguito un periodo di illanguidimento causato specialmente dalla soppressione del monastero nel diciottesimo secolo, precisamente nel diciotto dieci, e dalla chiusura della chiesa avvenuta per effetto delle leggi napoleoniche. Tuttavia, il culto della santa riprende lentamente nuovo vigore ai giorni nostri, e questa ripresa è favorita anche dalla riapertura del monastero avvenuta nel diciannove diciannove. Il martirologio ricorda a Padova santa Giustina come vergine e martire, custodendo fedelmente la memoria della sua testimonianza cristiana.
La testimonianza
La vita di Santa Giustina si compie nel contesto drammatico delle persecuzioni contro i cristiani scatenate da Diocleziano. Originaria di Padova, la giovane donna fu arrestata nella sua città natale a causa della sua professione di fede, diventando oggetto di un processo che mirava a piegare la sua volontà. Dinanzi al giudice Massimiano, Giustina scelse di non rinnegare il Cristo, rimanendo salda nel suo proposito spirituale nonostante la condanna a morte che le fu inflitta. L'esecuzione capitale ebbe luogo il sette ottobre dell'anno trecentoquattro, segnando il momento in cui il suo martirio si offrì come seme per la Chiesa locale.
Dopo la sua morte, il corpo di Santa Giustina fu deposto fuori dal pomerio della città di Padova, in un luogo che divenne presto meta di devozione. Il legame con questo territorio rimase indissolubile nel corso dei secoli, consolidando la memoria di una donna che, con la sua sola fermezza, seppe opporsi alle logiche di potere del suo tempo. La sua vicenda, pur nella sua sinteticità storica, parla al cuore dei fedeli come un esempio di integrità e di dedizione totale, ricordando che il dono della vita per amore di Dio rappresenta la forma più alta di libertà che un essere umano possa esercitare.
Il culto e la memoria
Il culto di Santa Giustina ha varcato presto i confini di Padova, radicandosi profondamente nella pietà popolare e nella tradizione monastica. Una testimonianza importante della diffusione della sua venerazione si riscontra nell'anno seicentodiciassette, quando la memoria della martire risulta già chiaramente attestata nella città di Como. Questo dato conferma come il ricordo del suo sacrificio si fosse propagato rapidamente in diverse aree geografiche, alimentato dalla fama di santità che accompagnava la sua figura.
Nel corso del tempo, Santa Giustina è stata proclamata patrona di Padova e di Venezia, diventando una protettrice invocata con fiducia dalle comunità civili e religiose. La Congregazione Benedettina di Santa Giustina ha ulteriormente consacrato questa eredità, mantenendo vivo il legame tra la preghiera liturgica e la figura della martire. Ancora oggi, la celebrazione del sette ottobre invita i fedeli a sostare in preghiera, onorando colei che ha saputo rendere testimonianza al Vangelo nel momento della prova, trasformando la sua fine terrena in un perenne annuncio di speranza per tutta la Chiesa.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Giustina?
Santa Giustina si festeggia il sette ottobre, giorno in cui si ricorda il suo martirio avvenuto nel trecentoquattro.
Di cosa è patrona Santa Giustina?
Santa Giustina è patrona di Padova, di Venezia e di tutti i suoi domini, e della Congregazione Benedettina di San Benedetto.
A Padova, santa Giustina, vergine e martire. — Martirologio Romano