Santa Laura
Corpo santo
Aggiornato il 21 luglio 2026
La vita e il martirio
La vicenda di Santa Laura si colloca cronologicamente all'inizio del quarto secolo, un'epoca di aspra prova per le comunità cristiane. Sotto il dominio dell'imperatore Diocleziano, la persecuzione contro coloro che professavano il nome di Cristo divenne sistematica e feroce. La giovane Laura, affrontando questa prova con fermezza, si oppose con risoluzione al comando di offrire sacrifici alle divinità pagane, rifiutando di tradire la propria coscienza e il proprio legame con Dio. Tale fermezza le costò l'esilio, che la condusse nella città di Ancona, dove, perseverando nella sua professione di fede, fu chiamata a testimoniare con il sangue la verità in cui credeva. La condanna alla decapitazione pose fine alla sua vita terrena nell'anno trecentocinque, ma ne consacrò il ricordo per le generazioni future.
Il legame tra questa martire e il popolo di Dio si è manifestato con particolare intensità attraverso la storia delle sue reliquie. Per secoli, il suo corpo rimase celato, fino a quando, nel milleottocentoquarantasei, il vescovo Alessandro de' Conti Benedetti ne curò l'esumazione e l'autenticazione, restituendo alla venerazione pubblica una testimonianza tangibile di santità. Questo atto segnò l'inizio di un nuovo cammino per i resti mortali della santa. Nel milleottocentottantanove, essi furono solennemente traslati nel convento di Pollenza, luogo dove trovarono riposo e protezione. Successivamente, nel millecentododici, si procedette a una ricomposizione dei resti, che furono ordinati a ricordare le sembianze di una fanciulla romana, segno visibile di una giovinezza offerta in sacrificio per amore di Cristo. Da allora, il convento di Pollenza divenne un faro di spiritualità, custode di un corpo che, pur nel silenzio della morte, continua a parlare alla comunità dei credenti di una dedizione che non conosce declino.
Il culto e la memoria
Il culto di Santa Laura ha trovato una sua espressione più organica e solenne nel corso del ventesimo secolo, a testimonianza di una devozione che, lungi dall'affievolirsi, ha saputo arricchirsi di nuove forme liturgiche. È significativo notare come la memoria della martire sia stata custodita con cura affinché il suo esempio potesse continuare a nutrire la vita spirituale dei fedeli. Un momento decisivo per la vita liturgica legata alla santa si ebbe nell'agosto del millenovecentocinquantatré, quando padre Umberto Ciccioli istituì una festa solenne accompagnata da un triduo di preghiera. Tale iniziativa ha permesso di elevare la commemorazione della santa al di sopra di un semplice ricordo storico, trasformandola in un incontro vivo e partecipato con la grazia del martirio.
Oggi, la figura di Santa Laura rappresenta un invito alla costanza nella preghiera e alla fedeltà quotidiana. La cura con cui le sue spoglie sono state preservate e onorate nel convento di Pollenza ci rammenta che il corpo dei santi è tempio dello Spirito Santo, degno di rispetto e di venerazione. Il triduo istituito a metà del secolo scorso continua a essere, ancora oggi, uno spazio di riflessione e di ringraziamento, in cui la comunità si raccoglie per meditare sulla forza di una fanciulla che, con il suo solo rifiuto di piegarsi all'idolatria, ha saputo indicare la via della libertà interiore. La santa rimane, per tutti noi, un modello di quella sobrietà e di quella fermezza cristiana che non cercano gloria nel mondo, ma trovano la propria pienezza nella fedeltà al Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Laura?
La sua ricorrenza si celebra il giorno venti agosto.