18 luglio
Santa Maria Greca
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto della peste e l'attesa del popolo
Nel diciassettesimo secolo, una grave pestilenza infestava il regno di Napoli, portando lutti e desolazione. Le Puglie non furono risparmiate da questo flagello implacabile, e la cittadina di Corato contò numerose vittime a causa della malattia. Di fronte all'avanzare inesorabile del contagio, la scienza si appellava invano agli umani rimedi, lasciando la popolazione in uno stato di totale impotenza. Il popolo, sfiduciato e atterrito, decise di fare ricorso ai santi patroni e principalmente a Maria Santissima, cercando nella fede l'unica via di salvezza. Gli anziani sapevano per antica tradizione che nel sotterraneo di una delle venticinque torri della cittadina doveva essere conservata una immagine prodigiosa della Madonna. La torre in questione era quella che guardava verso sud-ovest, conosciuta come Torre Greca. Molti pensavano che, se quell'icona fosse stata esposta al pubblico culto, il paese sarebbe stato liberato dal flagello. Spinti da questa speranza, molti corsero alla torre e vi praticarono un foro. Dal varco aperto non si vedeva che un oscuro ed umido antro.
L'intervento del sacerdote e la visione notturna
Mentre la folla si radunava intorno alla torre, passava di là un pio e dotto sacerdote di nome Don Francesco Loiodice, noto anche come Lo Jodice, che era soprannominato Saccone. Il sacerdote vide tanta gente riunita e cercò di allontanare la folla per evitare la diffusione del contagio, desiderando inoltre impedire che si cadesse in manifestazioni superstiziose o che si verificasse una disgrazia. Nonostante i tentativi di prudenza, la folla accese una lampada votiva sull'orlo dell'apertura praticata e cominciò a richiedere l'aiuto divino invocando il nome della Vergine. Per eliminare qualsiasi incertezza, il sacerdote fece allargare la buca sino a consentire l'agevole passaggio di un uomo. Subito dopo, calò una scala a pioli, si munì di fiaccole e scese nell'oscurità. Entrato nell'antro non vide alcuna immagine, se non una piccola finestrella e alcune tracce di un'antica pittura. Uscito da quell'antro, il sacerdote cominciò a provare una strana inquietudine e decise di affidarsi alla preghiera, a Dio e alla Madonna madre del Buon Consiglio. All'alba del diciassette luglio del sedici centocinquantasei, il sacerdote ebbe una visione della Vergine nella medesima posizione con cui oggi appare la sacra effigie. La Vergine disse al sacerdote di coraggiosamente consolare l'afflitto popolo, poiché sarebbe stato subito liberato se avesse dedicato in suo onore e culto il sotterraneo. Subito dopo queste parole, la Vergine scomparve lasciando al sacerdote tanta pace e consolazione.
Il permesso arcivescovile e i preparativi nel sotterraneo
Fatto giorno, il sacerdote si portò senza indugio a Trani dall'arcivescovo. L'arcivescovo di Trani era il domenicano spagnolo Monsignor Tommaso Sarria. Il sacerdote andò dall'arcivescovo per consiglio e per ottenere l'autorizzazione a trasformare quel sotterraneo in oratorio pubblico. Il giorno dopo, diciotto luglio, che cadeva nel terzo sabato del mese, il sacerdote ricevette il permesso tanto desiderato. Il sacerdote, di buon mattino, assistito da diversi operai, si portò all'ingresso del sotterraneo. Gli operai e il sacerdote sgomberarono il sotterraneo da calcinacci e terriccio, biancheggiarono le mura e livellarono il suolo. Successivamente, il sacerdote chiamò un pittore per descrivere l'immagine vista in visione. Il pittore, nonostante vari bozzetti, non riusciva in alcun modo a riprodurre l'immagine apparsa al sacerdote.
Il prodigioso ritrovamento e la fine del contagio
Verso mezzogiorno don Francesco Lo Jodice e il popolo lì riunitosi cominciarono a supplicare la Vergine con il saluto angelico. Mentre la fiduciosa preghiera saliva al Cielo, si udì provenire dal sotterraneo il melodioso e squillante suono di un campanello. Una povera donna cieca lì presente, di nome Beatrice Dell'Oglio, aprì miracolosamente i suoi occhi spenti. Beatrice Dell'Oglio additò una tavola in noce dipinta lì apparsa ed esclamò 'Ecco Maria, ecco Maria!'. Il sacerdote riconobbe l'immagine apparsagli e proruppe ripetendo 'È dessa, è dessa l'immagine apparsami in visione'. Al diffondersi della voce del prodigio vi fu un grande afflusso di popolo orante. Da quel giorno a Corato cessò completamente la peste per singolare beneficio mariano. Nelle città limitrofe il contagio continuava a mietere vittime. Ad Andria la popolazione si ridusse ad un terzo, essendo perite circa quattordicimila persone, e la città fu liberata dalla peste solo nel gennaio del sedici cinquantasette per un voto fatto a San Sebastiano martire. Da quel momento il sotterraneo divenne centro di fede e di numerosi pellegrinaggi, e la Madonna miracolosamente apparsa dipinta si è mostrata protettrice speciale di Corato e madre di tutti.
L'icona e i suoi simboli
L'immagine appare tuttora come all'epoca del suo prodigioso ritrovamento. I colori dell'icona sono ancora vividi nonostante tanti secoli e l'umidità dell'ambiente. La Vergine appare come una matrona, assisa sulle nubi, con il Bambino Gesù sulle ginocchia. La Vergine è circondata da otto figure angeliche e tiene un curioso pastorale all'uso greco nella destra. La foggia dell'abito della Madonna appare tipicamente greca, così come la tunica di Gesù Bambino. La veste della Madonna è di colore rosso vivo ed è stretta alla vita da una cintura, mentre il manto della Madonna è di colore azzurro. Il piede destro della Madonna è l'unico visibile ed è provvisto di calzare. Il capo della Madonna è ricoperto da un velo ed è cinto da un diadema. Ai piedi della Vergine è dipinto un campanello.
Il campanello e l'origine del nome
Il suono melodioso del campanello fu udito al momento della scoperta dell'immagine, ma fu udito anche in altre circostanze. La tonalità del suono del campanello variava ogni volta. A volte il suono del campanello era dolce ed armonioso, altre volte il suono era tonante e cupo, e qualche volta il campanello è stato udito suonare con forza e strepito. Le variazioni di suono del campanello quasi volessero manifestare un segno di premio o di castigo. L'attribuzione dell'aggettivo greca all'icona rimane per molti versi incerta. Per alcuni l'aggettivo greca sarebbe dovuto al fatto che l'icona fosse stata rinvenuta nell'antica Torre Greca. L'antica Torre Greca è così chiamata forse perché risalente, nelle sue fondamenta, ad un'opera lasciata dai Greci in epoca bizantina. L'origine del nome greca per alcuni sarebbe invece legata alla foggia dell'abito, mentre per altri sarebbe legata al pastorale che la figura impugna.
Il cammino della fede
Il racconto di Santa Maria Greca si intreccia con il drammatico anno 1656, periodo in cui il morbo della peste seminava sgomento e morte in molte terre, tra cui Corato. In questo scenario di desolazione, un sacerdote fu protagonista di un evento che avrebbe mutato il volto spirituale della comunità locale. Durante l'esplorazione di un sotterraneo situato presso la cosiddetta Torre Greca, il religioso ricevette una visione della Vergine Maria il giorno diciassette luglio. Tale esperienza mistica non rimase un fatto isolato, poiché la fede del sacerdote e la sollecitudine delle autorità ecclesiastiche di Trani permisero di compiere passi concreti per onorare l'evento. L'arcivescovo concesse prontamente l'autorizzazione necessaria affinché quel luogo sotterraneo, sino ad allora dimenticato, potessimo divenire un oratorio dedicato al culto pubblico.
Il culmine di questo percorso spirituale avvenne il diciotto luglio 1656, data in cui si compì il miracoloso rinvenimento dell'icona mariana. Il ritrovamento dell'immagine non fu soltanto il recupero di un manufatto sacro, ma il sigillo di una protezione celeste invocata nel momento del bisogno. La trasformazione del sotterraneo in uno spazio di preghiera segnò l'inizio di una venerazione che ha attraversato i secoli, radicandosi nel cuore dei fedeli. La storia di Santa Maria Greca, pur nella sua essenzialità, ci narra di come la presenza di Maria possa farsi vicina all'uomo proprio quando le ferite della vita sembrano più profonde. Ancora oggi, la memoria di quegli eventi del diciassettesimo secolo ci rammenta che la fede è un faro capace di guidare il popolo cristiano attraverso le tempeste del tempo, offrendo conforto e rifugio sotto il manto materno di colei che veglia sui figli di Dio.
Il culto e la memoria
Il culto di Santa Maria Greca si è conservato nel tempo come una testimonianza viva di gratitudine. La ricorrenza del diciotto luglio rimane un appuntamento significativo per la comunità, che ricorda il prodigioso rinvenimento dell'icona avvenuto durante il tempo della peste. La devozione verso questa immagine mariana non è mai venuta meno, mantenendo vivo il ricordo del sacerdote che, con umiltà e obbedienza, seppe accogliere la visione della Madre di Dio e trasformare un luogo nascosto in una dimora di grazia. La cura dell'oratorio, nato dal sotterraneo della Torre Greca, rappresenta ancora oggi il segno tangibile di una fede che ha saputo farsi solida anche nel tempo del dolore.
Domande frequenti
Quando si festeggia Santa Maria Greca?
La ricorrenza di Santa Maria Greca si celebra il diciotto luglio.
Di cosa è patrona Santa Maria Greca?
Santa Maria Greca è la protettrice speciale della cittadina di Corato.