22 luglio
Santa Maria Maddalena (di Magdala)
Apostola degli Apostoli
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini a Magdala
Le sacre Scritture indicano che Maria Maddalena era originaria di Magdala, un piccolo villaggio di pescatori situato sulla riva occidentale del lago di Tiberiade. Questo insediamento non era soltanto un luogo di fatiche marittime, ma rappresentava un attivo centro per il commercio del pesce; proprio per questa sua specificità, in lingua greca la località era chiamata Tarichea, un termine che significa letteralmente Pesce salato.
La memoria storica di questo luogo è riemersa con forza grazie all'archeologia moderna. Negli anni Settanta del Novecento, i francescani dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme hanno condotto grandi scavi archeologici a Magdala, portando alla luce una vasta area urbana che comprendeva una piazza a quadriportico, una villa signorile impreziosita da mosaici e persino un impianto termale. Successivi scavi condotti sempre dai francescani hanno permesso di individuare anche i resti delle antiche strutture portuali del villaggio.
Nel 2009 è stata avviata una nuova campagna di scavi in un'area vicina a quella francescana, di proprietà dei Legionari di Cristo. Questa indagine ha consentito il ritrovamento della sinagoga di Magdala, considerata oggi una delle più antiche mai scoperte in Israele. Poiché questo luogo di preghiera sorgeva proprio sulla strada di collegamento tra Nazaret e Cafarnao, si ritiene altamente probabile che Gesù stesso abbia frequentato la sinagoga di Magdala durante il suo ministero pubblico.
L'incontro e la guarigione
Maria Maddalena viene menzionata per la prima volta nel capitolo 8 del Vangelo di Luca. L'evangelista narra che Gesù viaggiava per città e villaggi predicando il regno di Dio, accompagnato dai Dodici apostoli e da alcune donne. Queste figure femminili erano state guarite da spiriti malvagi e da varie malattie, e assistevano materialmente il gruppo dei discepoli con i propri beni. Tra di loro vi era Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni.
Il cardinale Gianfranco Ravasi ha spiegato che l'espressione sette demoni poteva indicare una gravissima malattia fisica o morale da cui Gesù l'aveva liberata, poiché il numero sette, nella simbologia biblica, rappresenta la pienezza. Prima di incontrare il Salvatore, Maria Maddalena soffriva dunque di un gravissimo male di natura sconosciuta, e fa parte a pieno titolo di quelle persone sofferenti che Gesù ha sottratto alla disperazione, restituendole alla vita e agli affetti familiari. Gesù compie questi gesti di liberazione dal male e di riscatto della speranza in nome di Dio, mostrando come il desiderio umano di felicità e di una vita buona corrisponda pienamente alla volontà del Creatore, descritto come un Dio della cura e mai complice del male.
Attorno alla sua figura si è sviluppata una duratura tradizione che ha identificato Maria Maddalena con una prostituta. Questo equivoco nasce dalla vicinanza testuale con il capitolo 7 del Vangelo di Luca, in cui si narra la conversione di un'anonima peccatrice che, entrata nella casa di un fariseo dove Gesù era ospite, aveva cosparso di olio profumato i piedi del Maestro, rigandoli di lacrime e asciugandoli con i propri capelli. In realtà, non esiste alcun reale collegamento testuale nei Vangeli tra Maria di Magdala e la peccatrice senza nome. Il cardinale Ravasi evidenzia inoltre un secondo equivoco basato sul gesto dell'unzione con l'olio profumato, compiuto anche da Maria di Betania, sorella di Marta e Lazzaro, in un'altra circostanza descrittiva del Vangelo di Giovanni. Alcune tradizioni popolari hanno finito per identificare Maria di Magdala anche con Maria di Betania, dopo averla già confusa con la prostituta galilea.
Dalla croce al sepolcro
La presenza di Maria Maddalena diventa centrale nei Vangeli durante i momenti drammatici della passione e della crocifissione di Gesù. Ella accompagna il Maestro fino al Calvario, rimanendo a osservarlo da lontano insieme ad altre donne, fedele nell'ora del dolore estremo. Maria Maddalena è presente anche nel momento successivo, quando Giuseppe d'Arimatea depone il corpo di Gesù nel sepolcro e ne chiude l'ingresso con una grande pietra.
Il capitolo 20 del Vangelo di Giovanni riferisce che Maria Maddalena si reca al sepolcro la mattina del primo giorno della settimana, subito dopo il sabato, quando era ancora buio. Giunta sul luogo, scopre che la pietra del sepolcro è stata rimossa e corre immediatamente a riferire l'accaduto a Pietro e a Giovanni. I due discepoli, avvisati da lei, corrono al sepolcro e constatano l'effettiva mancanza del corpo di Gesù. Mentre i due apostoli decidono di tornare a casa, Maria Maddalena rimane in lacrime vicino al sepolcro vuoto, dando inizio a un profondo percorso interiore che la porterà dall'incredulità alla pienezza della fede.
Chinandosi verso il sepolcro, Maria Maddalena vede due angeli e riferisce loro, con angoscia, di non sapere dove sia stato messo il corpo del suo Signore. Volgendosi indietro, vede Gesù in piedi, ma non lo riconosce, pensando invece che si tratti del custode del giardino. Gesù le chiede il motivo delle sue lacrime e chi stia cercando. Ella, rivolgendosi a colui che ritiene il giardiniere, gli chiede dove abbia posto il corpo di Gesù se lo ha portato via lui, offrendosi di andare a prenderlo.
L'annuncio pasquale
A quel punto, Gesù chiama la donna per nome dicendole semplicemente: Maria! Il cardinale Carlo Maria Martini ha commentato che Gesù sceglie il modo più personale e immediato per presentarsi, ovvero l'appellazione per nome. Secondo Martini, questo richiamo rappresenta il modo più intimo di rivelazione, che tocca nel profondo il rapporto di Gesù con Maria Maddalena; attraverso questa chiamata, il Risorto si rivela a lei come il suo Signore, colui che lei cerca con tanto ardore. Nel momento in cui viene chiamata per nome, in lei si risveglia il ricordo di tutta la sua storia vissuta con Lui. Maria Maddalena si volta e si rivolge a Gesù in ebraico dicendogli: Rabbunì!, che significa Maestro!
Gesù le ordina di non trattenerlo, poiché non è ancora salito al Padre, e le comanda di andare dai suoi fratelli per riferire che egli sale al Padre suo e Padre loro, Dio suo e Dio loro. Maria di Magdala si reca quindi ad annunziare ai discepoli di aver visto il Signore, riferendo fedelmente ciò che lui le ha detto. La teologa carmelitana scalza Cristiana Dobner osserva che la Maddalena è la prima tra le donne al seguito di Gesù a proclamarlo vincitore della morte, definendola come la prima apostola ad annunciare il messaggio pasquale.
Secondo Dobner, la Maddalena esprime la maternità nella fede e della fede, intesa come attitudine a generare vita da figli di Dio. Con lei inizia una schiera di madri che nei secoli si sono dedicate alla generazione di figli di Dio, affiancandosi ai padri della Chiesa in una corrente definita Matristica. Dobner definisce la decisione di papa Francesco riguardo alla festa della Maddalena come un dono e l'espressione di una rivoluzione antropologica sulla donna nella realtà ecclesiale, precisando che l'istituzione della festa non è una rivincita femminile o una questione di quote rosa, ma indica che uomo e donna insieme possono annunciare il Risorto.
La figura nell'arte
Nella storia dell'arte, Maria Maddalena è stata raffigurata principalmente in quattro modi diversi nel corso dei secoli. Monsignor Timothy Verdon, docente alla Stanford University e direttore del Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, afferma che la Maddalena è spesso ritratta come una delle mirofore, ovvero le pie donne che la mattina di Pasqua portarono gli unguenti al sepolcro per il corpo di Gesù. A partire dalla fine del Medioevo, nell'arte occidentale la Maddalena è riconoscibile tra le mirofore per i suoi lunghi capelli sciolti, spesso biondi. Gli artisti occidentali identificavano infatti Maria Maddalena con la peccatrice che aveva asciugato i piedi di Gesù con i propri capelli, una tradizione non condivisa dall'Oriente cristiano. Nei dipinti, i capelli lunghi e sciolti alludono al contatto intimo con Gesù e alla sua passata e presunta condizione di prostituta, poiché all'epoca le donne rispettabili non portavano i capelli sciolti.
Nell'arte del tardo Medioevo, la santa compare anche nella veste di penitente. Questa iconografia si rifà a una leggenda secondo cui la Maddalena era una grande peccatrice che, dopo la conversione e l'incontro con il Risorto, andò a vivere come eremita nel sud della Francia, vicino a Marsiglia, dove annunciava il vangelo. Molti artisti sono stati affascinati dal culto della Maddalena penitente, considerandola il corrispettivo femminile di san Giovanni Battista. Viene generalmente raffigurata con abiti simili a quelli del Battista o coperta soltanto dai propri capelli, priva di bellezza esteriore e con il volto segnato dai digiuni e dalle veglie di preghiera, ma illuminata da una profonda bellezza interiore. Donatello ha scolpito una celebre statua lignea della Maddalena penitente per il Battistero di Firenze.
La santa viene frequentemente ritratta anche ai piedi della croce come addolorata. Masaccio ha dipinto un piccolo pannello, esposto a Napoli, in cui la Maddalena è raffigurata di spalle sotto la croce, con le braccia protese verso Cristo e i lunghi capelli biondi aperti a ventaglio su un grande mantello rosso. Il dolore composto della Vergine Maria viene spesso contrapposto a quello incontrollato di Maria Maddalena. Nella Pietà di Tiziano, in cui il corpo di Gesù giace tra le braccia di Maria, la Maddalena avanza come per invitare il mondo intero a riconoscere l'ingiustizia della morte di Gesù. Nel gruppo scultoreo di Niccolò dell'Arca, la figura di Maria Maddalena è la più teatrale e si dirige con la forza di un uragano verso il Cristo morto.
Infine, esistono numerose raffigurazioni artistiche dell'incontro tra la santa e il Risorto, una scena nota come Noli me tangere, che racchiude l'intera memoria della loro storia. Giotto ha realizzato una celebre raffigurazione di questo incontro nella Cappella degli Scrovegni, mentre il Beato Angelico l'ha dipinta nel convento di San Marco. Timothy Verdon sottolinea l'esemplarità e la magnificenza di queste opere di Giotto e del Beato Angelico, capaci di esprimere visivamente l'esperienza di salvezza vissuta dalla santa.
Il culto e la festa liturgica
Il Martirologio Romano commemora santa Maria Maddalena, ricordando che fu liberata dal Signore da sette demoni, divenne sua discepola, lo seguì fino al monte Calvario e la mattina di Pasqua ebbe il privilegio di vedere per prima il Salvatore risorto, portando l'annuncio agli altri discepoli.
Il 3 giugno 2016 la Congregazione per il Culto Divino ha emanato un decreto per innalzare la celebrazione di santa Maria Maddalena da memoria obbligatoria a festa. L'elevazione liturgica della memoria di Maria Maddalena è stata decisa per espresso volere di papa Francesco, che ha stabilito questa variazione per evidenziare l'importanza di questa santa e il profondo amore reciproco tra lei e Cristo. L'arcivescovo Arthur Roche, segretario del Dicastero per il Culto Divino, ha spiegato le motivazioni della decisione papale, che restituisce alla Chiesa intera la piena statura teologica e spirituale di questa straordinaria testimone della risurrezione.
Il cammino di sequela
La vita di Maria di Magdala mutò radicalmente con l'incontro con Gesù, che la liberò da sette demoni, restituendole dignità e pace. Da quel momento, la donna divenne discepola fedele, seguendo il Maestro lungo le tappe del suo ministero tra Magdala e Tiberiade, e sostenendo la comunità dei discepoli con i propri beni. La sua non fu una presenza marginale, ma una partecipazione attiva e costante, fondata sulla gratitudine e su una profonda comunione di vita.
Nel momento più buio, quando molti fuggirono, Maria Maddalena rimase. I vangeli la collocano sul Calvario, coraggiosamente presente durante la crocifissione e la deposizione di Gesù nel sepolcro. Il mattino di Pasqua, mossa da un amore che non si arrende alla tomba, ricevette il dono di vedere per prima il Signore risorto, che la chiamò per nome, trasformando il suo dolore nel primo annuncio della vittoria sulla morte.
Il culto nella liturgia
Il culto di santa Maria Maddalena attraversa i secoli come testimonianza di amore puro e di fedeltà evangelica. Per sottolineare la rilevanza di questa grande figura di discepola, nel 2016 papa Francesco ha elevato la sua celebrazione liturgica da memoria obbligatoria al grado di festa, equiparandola alla solennità degli apostoli, per ricordare il suo ruolo fondamentale nella prima evangelizzazione.
Domande frequenti
Quando si festeggia santa Maria Maddalena?
La memoria liturgica di santa Maria Maddalena si celebra il 22 luglio, giorno che papa Francesco nel 2016 ha elevato al grado di festa liturgica.
Di cosa è patrona santa Maria Maddalena?
Santa Maria Maddalena è venerata come patrona dei penitenti e dei parrucchieri.
Memoria di santa Maria Maddalena, che, liberata dal Signore da sette demòni, divenne sua discepola, seguendolo fino al monte Calvario, e la mattina di Pasqua meritò di vedere per prima il Salvatore risorto dai morti e portare agli altri discepoli l’annuncio della risurrezione. — Martirologio Romano